Ma è possibile che Marchionne possa avere ragione?

L’informazione in Italia è tale che non si sa mai tutta la verità: tutti ti dicono le loro opinioni e nessuno specifica la sostanza delle cose.
Ciò che ci salva è il dubbio in quanto ci fa ascoltare tutte le campane e ci fa raccogliere un’idea un po’ più vicina alla realtà.

La domanda che hai attivato con la tua e-mail è: “ma è possibile che Marchionne possa avere ragione?”. E giù a pensare.

All’università giocavo a scacchi ed, a scacchi, si vince solo se ci si concentra su come evolverà la partita dopo molte mosse: chi vede più avanti vince.

Guardiamo la partita di Marchionne: la sua idea è quella di sputare nella minestra dei lavoratori, dare loro uno schiaffo e dirgli: “Scegliete! O mangiare questa o morire di fame.”
A questo punto i lavoratori, se lasciati soli, potranno scegliere solo di mangiare la minestra.

Non importa quanto sia buona la minestra. Essa contiene comunque un paio di catene che legano i lavoratori e li dirigono verso il prossimo schiaffo e la prossima minestra che sarà un po’ più amara della precedente.

La FIAT ha diviso utili, tiene moltissimi lavoratori in cassa integrazione ed ora vuole fare lavorare di più quelli di cui dispone.
Vuole produrre SUV, un prodotto inutile, inquinante, ed in via di estinzione anche in America.
Ha spostato le attività “pulite”, cioè progettazione e ricerca, in America e procede alla bengalizzazone dell’industria italiana (bassi stipendi, produzuine di prodotti a basso valore aggiunto, povertà e fame).

Insomma, anche se avesse ragione su qualche punto dell’accordo specifico, Marchionne ha torto.
Non dico che non dobbiamo tirarci su le maniche e lavorare (infatti uno stato di sinistra ricchiede maggiore civiltà, responsabilità ed impegno di uno di destra), però non si può andare avanti andando indietro.

Ciò che sta costruendo Marchionne arricchirà quel 10% della popolazione italiana che guadagna il 50% della ricchezza e, quindi, va fermato.
Ed i lavoratori, da soli, non ce la possono fare: ci vogliono i cittadini e, perchè i cittadini si possano muovere assieme, ci vuole la politica che li coordini.

E chiaramente, per politica, non si possono intendere il PDL ed il PD (senza L) che, oramai, hanno le mani spellate a furia di applausi per Marchionne.

La prima alleanza è con la realtà (di Nichi Vendola)

I senatori di questa ormai scarnificata maggioranza hanno fretta, tanto da incorrere in qualche goffo e grottesco incidente parlamentare. Vogliono approvare la controriforma dell’università subito, senza rischiare ripensamenti, senza dovere fare ancora i conti con le prime vittime della loro riforma, gli studenti.

Vogliono calare il prima possibile l’ultima saracinesca su quei ragazzi, per potersi gustare il cenone avendoli chiusi in una cantina buia e senza più nemmeno una finestrella aperta sul futuro. Evocano il terrorismo perché hanno terrore di una generazione che rappresenta il corto-circuito della propria feroce politica. Sono l’icona, ritoccata dal chirurgo plastico, di un potere che uccide il futuro. Evocano atmosfere classiche, il bel tempo andato dove l’Ordine costituito non conosceva le perturbazioni della piazza: i figli della lupa e la Gelmini ci accompagnano sulle vette della sapienza e della modernità.

Gli arresti preventivi non devono stupire più di tanto. Hanno già preventivamente arrestato questa generazione: chiusa nella gabbia del grande fratello e della grande precarietà. Ricordo sommessamente che “la meglio gioventù” non è quella di chi si subordina al cattivo buonsenso, ma quella che si ribella, che contesta le gerarchie sociali, che scruta orizzonti inediti, che intende auto-educarsi alla cooperazione e non auto-castrarsi nella rete vischiosa della competizione totale. Vogliono apparati formativi che addestrino all’obbedienza e alla parcellizazione del lavoro, che educhino alla paura e alla flessibilità, che ci abituino ad essere funzioni del mercato piuttosto che attori della società. Appunto, vogliono che la società scivoli nella forma del mercato, fino a che il cittadino non si identifica interamente nella dimensione del cliente.

Anche l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne. ha fretta. E’ impaziente di stringere intorno al collo dei lavoratori italiani il cappio che completerà la loro trasformazione in merce seriale, privati anche solo della memoria di quelli che un tempo erano i loro diritti. Si tratta di un finale di partita drammatico. L’alibi della crisi e della globalizzazione per capovolgere il secolo che ha fatto del lavoro la pietra angolare dell’architettura democratica. Il lavoro smette di essere un fatto sociale, un misuratore di civiltà, una dimensione collettiva e regredisce a condizione individuale, quasi biologica: in un corpo a corpo sempre più violento e pre-moderno tra la solitudine del singolo lavoratore/lavoratrice e l’impresa a rete transnazionale.

Il governo e l’azienda, Tremonti e Marchionne, marciano allo stesso passo veloce. Hanno in mente un progetto di società comune e omogeneo. Con un gusto orwelliano del paradosso sinistro, definiscono l’edificazione di un nuovo paradigma neo-servile come condizione esistenziale permanente di “libertà”. Ci dicono che la libertà sarebbe inibita dalla democrazia. Anche perché l’unica libertà che hanno in mente allude all’esercizio dell’onnipotenza del maschile: potremmo dire che si tratta di una libertà di stupro della forza produttiva e di quella riproduttiva. La violenza contro i corpi sociali e contro i corpi individuali è consustanziale alla modernizzazione dei tecnocrati e dei custodi della grande frode fiscale dominante.

Il berlusconismo, inteso come un sistema complesso di cultura e di politica, merita una lotta capace di intelligenza e di fiato lungo: le contumelie contro il premier rischiano di deviare l’attenzione dagli ingredienti di un ciclo storico che ha segnato l’intero Paese e tutta la politica, anche la nostra. Liberarsi di Berlusconi per tenersi il berlusconismo non è una grande vittoria. Molto aldilà delle malefatte di un singolo leader e imprenditore, c’è un’intera epopea di idee e di mutamenti da radiografare, c’è davvero “l’autobiografia di una nazione” con cui fare i conti. Dovremmo saperci muovere all’altezza di questa sfida, senza perderci nei composti fumosi del “piccolo chimico” parlamentare, senza baloccarci ulteriormente con un pallottoliere i cui conti astratti non corrispondo mai a quelli reali. Dobbiamo restituire alla parola “libertà” il suo significato profondo, che oggi è prima di tutto libertà dalle tre P della destra: paura, precarietà, povertà. Qui c’è la traccia di un programma di alternativa, con questa spinta ideale può rinascere la sinistra e insieme può vincere l’Italia migliore.

Finisce il 2010 così, con vere scene di caccia ai diritti sociali e ai diritti di libertà: prede prelibate di un’attività venatoria che appare indispensabile per contenere l’eruzione del debito pubblico e per rovesciare il Novecento. Così la questione sociale torna ad avere un nome antico, come ci racconta nei suoi bellissimi e dolorosi saggi Marco Revelli: povertà. In un’Europa che ha imboccato la strada del proprio suicidio: fuoriuscire dal welfare, ridurre la complessità sociale a capitolo di ordine pubblico, affidare alle polizie la gestione della repressione dei poveri e della vigilanza sulle libertà esuberanti. La povertà dilagante in una Italia che Berlusconi narra come Paese di benestanti, laddove un esiguo 10% di popolazione è padrone della metà della ricchezza nazionale. La povertà estrema di quella metà esatta delle famiglie italiane che devono sopravvivere con solo il 10% della ricchezza complessiva. Ma anche la povertà dei sogni, soffocati dall’angustia di quelle gabbie in cui il governo sta rinchiudendo il futuro, la povertà di un lavoro immiserito perché spogliato della sua dignità e irriso dai modelli culturali e comportamentali dominanti.

Hanno ragione quei dirigenti del Pd che insistono sulla necessità delle alleanze, ma hanno torto quando le cercano negli abracadabra di Palazzo, nelle intenzioni tattiche che sulla carta dovrebbero regalarci un voto in più dei rivali, e che poi si rivelano sempre sbagliare o fallimentari: perché la realtà, la società italiana, il mondo in cui viviamo non si fa ridurre a una astratta somma algebrica. Se per noi la politica non diventa un’idea forte di Paese, e non si declina come speranza popolare e passione giovanile, continueremo a dare risposte sbagliate. Perché non avremo saputo ascoltare le domande di chi ci chiede di non aver paura. Di chi su una gru o su una terrazza cerca disperatamente un orizzonte nuovo. Di chi prova a riconnettere, sul terreno della politica, le parole ferite: lavoro, sapere, libertà, perché la politica torni ad essere il vocabolario del cambiamento e non il chiacchiericcio di un ceto separato.

Nichi Vendola

Pubblicato su il manifesto

Caro Babbo Natale

Caro Babbo Natale,

in questa notte di solstizio è usi chiedere ciò che si desidera per l’anno a venire ed io non mi voglio sottrarre a questa sana tradizione.

Fammi scoprire che il mio partito è diverso dagli altri. E’ un partito dove, a tutti i livelli, si sappia chi prende le decisioni, quando le prende, e come fare a mandarlo a casa, nei tempi e nei modi opportuni, quando quelle decisioni non piacciono.

Dammi la possibilità di scegliere direttamente, magari anche sbagliando, quelli che contribuirò a mandare in parlamento.

Fa sì che i miei concittadini capiscano che, quando la politica fa schifo,… beh… è proprio quello il momento di impegnarsi direttamente.
Fa sì che i miei compagni capiscano che tutto ciò che di bello si ottiene, deve essere difeso ad ogni livello.
Bisogna difendere la libertà, la trasparenza, l’efficienza e la giustizia ad ogni livello.
Bisogna difendreli nella propria famiglia, nel quartiere, nella sezione del partito, nel comune, nella regione, nello Stato, nell’Unione Europea e nel Mondo.
Bisogna difenderli soprattutto nel proprio cuore.

Fa sì che, una volta per tutte, almeno capiamo che è obbligatorio prendere almeno un voto più del PDL. Non c’è altra via di cambiare le cose.
Fa sì che i nostri dirigenti capiscono che, per prendere questi voti, devono proporre una visione politica seria, onesta, e praticabile.
Fa sì che i nostri dirigenti capiscono che, però, la rinuncia ai nostri principi non è negoziabile, nemmeno per un milione di voti.
D’altronde non è vero che giusti principi portano a scelte sbagliate: le scelte sbagliate sono generate da principi sbagliati o dall’applicazione stupida di principi giusti.

Dammi la forza, quando mi dicono “ma tu sei troppo onesto per fare politica” di non tirargli un onesto pugno in faccia.
(Però se non ci riesci amen.)

Fa sì che la gente capisca che l’ambiente va difeso e ciò non può essere fatto non facendo nulla: bisogna ragionare, organizzare, ed anche, in alcuni casi, modificare. Dobbiamo sentirci i manutentori del nostro mondo in quanto il mondo non ci è stato donato: ci è stato affidato.

Dammi un bel po’ di sorrisi, la compagnia di gente bella e per bene, la consapevolezza giustificata di stare facendo la mia parte.
Fammi sentire parte di una COMUNITA’ di Uomini Liberi.

Fa sì che i ragazzi si sentano nuovamente parte di uno stato da costruire e rendere molto più bello di quello che è.
Fa sì che continuano a credere nella nostra costituzione che è patrimonio dell’Umanità.
Fa sì che il presidente Napolitano continui nella sua opera mirata a tenere insieme i pezzi della democrazia che ci è rimasta.

Fa sì che Nichi riesca a realizzare almeno parte di ciò che dice e che a lui si affianchi tanta gente valida ed onesta.

E… Babbo… pace in terra agli uomini di buona volontà… però meglio dell’anno scorso… su 365 giorni… daccene più di 10 minuti… OK?

Buon Natale

Guido

Gli eventi di ieri – Dal primo all’ultimo.

Pubblico perchè le cose belle non scompaiano nel malcostume dei nostri giornali.

Un grosso danno è stato fatto dalla cattiva informazione.
Per esempio, il sito del Corriere della Sera ha dato una copertura a dir poco bizzarra delle manifestazioni: dato che vengono elencate solo le azioni (nella loro ottica) deplorevoli abbiamo decrizioni paradossali nelle quali migliaia di persone si riuniscono in un posto, non fanno nulla per ore, poi lanciano un uovo alla polizia, poi non fanno nulla per altre ore.

Certo deve essere durissimo fare la cronaca di una azione politica omettendone il contenuto politico!

Dato che a Roma non stavano facendo nessuna azione violenta, quelli dei corriere hanno pensato bene di mettere le foto degli scontri del 14 ottenendo un articoli done, nel testo, si parla di manifestazioni pacifiche e studenti che parlano con il Presidente mentre nelle foto (aventi didascalia Guerriglia a Roma) si vede gente che si picchia.

Proprio bello.

Certo che la resistenza al cambiamento è proprio tanta!

152 fatti però si sono susseguiti e li riporto così come li ho trovati (iniziando con l’ultimo e finendo con il primo).

8.01

La riforma in Aula 1

Mentre si preparano i nuovi cortei degli studenti prosegue a tappe forzate l’esame delal riforma dell’Università. In Senato ieri è scopiato il caso Mauro, la vicepresidente leghista di turno che ha fatto partire a raffica le votazioni così da farne approvare quattro del Pd. Saranno rimessi in votazione oggi, i senatori ddemocratici e dell’Italia dei Valori non parteciperanno

8.06

“Cortei a sorpresa” 2

Annunciate per oggi manifestazioni in molte città, ma a Roma non è stata chiesta alcuna autorizzazione ed è stato rivendicato il diritto a cortei spontanei. “Non violeremo la zona rossa e stupiremo il governo. La manifestazione sarà tranquillissima”, ha detto il portavoce di ‘Atenei in rivolta’.

8.06

Lettera a Napolitano 3

Gli studenti scrivono al Capo dello Stato Giorgio Napolitano chiedendogli di non firmare la legge Gelmini.

8.18

La diretta tv su Rep.it 4

Repubblica.it seguirà in diretta la manifestazione degli studenti: le telecamere di RepubblicaTv si divideranno tra i cortei degli universitari e degli studenti medi. Sul sito, i video dei flash mob e delle iniziative a sorpresa dai nostri inviati Daniele Mastrogiacomo, Fabio Tonacci, Francesco Cocco, Giuseppe Ferrante e Giulia Dellepiane. E in contemporanea, la diretta dall’aula del Senato dove è in discussione la contestata riforma dell’università

9.02

Meloni: “A parte i violenti, ragazzi esprimono un disagio” 5

“A parte pochi violenti, sono ragazzi che protestano per esprimere un disagio vero: quello della prima generazione che fronteggia una realtà peggiore di quella dei loro padri”. Il ministro per la Gioventù Giorgia Meloni, nel giorno della nuova mobilitazione nazionale, individua nel suo ministero e nella sua funzione il luogo di un confronto necessario fra istituzioni e nuove generazioni.

9.05

Niente studenti alla Sapienza, solo Cc e Polizia 6

Scenario insolito davanti all’Università la Sapienza di Roma, a mezz’ora dal corteo: di studenti non c’è traccia, solo i furgoni delle televisioni e i blindati delle forze dell’ordine. Questi ultimi apparentemente in misura superiore rispetto al 14 dicembre.

9.07

Studenti: Corteo partirà regolamente da Piazza Aldo Moro 7

Dall’interno dell’Università i rappresentanti degli studenti assicurano che il corteo partirà regolarmente dal piazzale antistante la Sapienza. E che si aspettano una partecipazione inferiore rispetto a una settimana fa, giustificandola dal fatto che sono partiti per le vacanze di Natale molti degli studenti fuorisede.

9.11

Studenti: non adremo verso la |”zona rossa” 8

Gli studenti non rivelano il percorso del corteo ma assicurano che non andranno verso il centro, dove si trova la “zona rossa”. Percorerranno “strade molto ampie”. Questo rafforza l’ipotesi che il corteo intende dirigersi verso la sede nazionale dell CGIL, in Corso d’Italia, per chiedere lo sciopero generale.

9.14

MIlitari non presidiano le sedi di Cgil, Cisl, Uil 9

Curiosa scelta di ordine pubblico nel giorno in cui sono annunciate manifestazioni a Roma. Il presidio di militari con mimetica e mitra, che fino a ieri ha sorvegliato le sedi di Cgil, Cisl e Uil, è questa mattina scomparso.

9.20

Letame davanti villa La Russa, ma è quella sbagliata 10

Il movimento di studenti Onda-anomala ha reso noto di avere compiuto la notte scorsa un’azione dimostrativa contro “la violenza repressiva del governo nazionale” versando dello sterco davanti uno dei cancelli d’ingresso della villa del ministro alla Difesa, Ignazio La Russa, a Ragalna, paese del Catanese alle pendici dell’Etna. L’azione, che è stata rivendicata con un’e-mail alle redazioni di diverse testate giornalistiche accompagnate da tre foto, non ha però trovato riscontro dagli accertamenti compiuti dai carabinieri. Probabilmente gli studenti hanno sbagliato villa.

9.23

Studenti divisi in gruppi per azioni in vari luoghi città 11

Secondo quanto si apprende in ambienti del movimento studentesco romano, i giovani si sarebbero divisi in gruppi. A ogni gruppo sarebbe stato assegnato un diverso settore della città dove compiere azioni eclatanti.

9.28

Uds mette i sigilli a oltre 100 scuole private 12

Blitz dell’UdS in oltre 100 scuole private da Nord a Sud (Milano, Firenze, Bologna, Cagliari, Napoli, Bari, Cosenza e altre). In mattinata l’Unione degli studenti ha ‘sigillato’ oltre 100 istituti con nastro da cantiere, per “porre l’accento sul processo di privatizzazione messo in campo da governi di ogni schieramento negli ultimi 15 anni, per demarcare la qualità dell’istruzione pubblica rispetto ad un’idea di formazione di elite, finanziata con moneta sonante dal ministero all’ultima Finanziaria”.

9.30

Gelmini: “Ci sono condizioni per approvare ddl” 13

“Credo ci siano le condizioni per approvarlo, siamo a metà del lavoro, sono stati votati circa la metà degli emendamenti e mi auguro che si vada velocemente verso l’approvazione di un provvedimento necessario e urgente per il futuro dell’università italiana e per distribuire le risorse in maniera virtuosa”. Così il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, intervenuta a “Mattinocinque”.

9.42

Rabbia e ironia nei manifesti degli studenti 14

“Non trovo lavoro e quando lo trovo o è a nero o è precario. Non me posso permette una casa e so’ costretto a restà coi miei. Me state a toglie il diritto alla salute e avvelenate il posto ‘ndo vivo. Fra 40 anni se me dice bene me darete sì e no na pensione da fame. E mo’ me state pure a caccià dall’università. PERMETTI CHE SO UN PO’ INCAZZATO'”. E’ questo il testo di un manifesto firmato “militant” comparso all’ingresso della facoltà di medicina.

9.50

Da studenti “regalo” per la Cgil con domanda sciopero 15

Tra i luoghi di Roma toccati dai cortei studenteschi pare ci sarà sicuramente la sede della Cgil dove gli studenti intendono recapitare un “pacchetto di Natale” con la richiesta di sciopero generale.

9.55

Studenti Palermo: “Movimento non ha partiti amici” 16

“Non abbiamo partiti amici, molti si sono schierati con noi soprattutto quando c’era da spingere sul voto di fiducia al governo. Poi si sono allontanati, scaricandoci nel caso dei scontri a Roma. Da Saviano a Vendola hanno subito cambiato idea. Non ci lasciamo strumentalizzare da questo tipo di politica”. Lo dice uno dei leader della protesta universitaria a Palermo, Giorgio Martinico, studente di Lettere.

9.56

Ripreso al Senato esame ddl Gelmini 17

L’aula del Senato ha ripreso da pochi minuti la discussione del ddl Gelmini. Si riparte dall’esame dell’articolo 7 del provvedimento, dopo che le votazioni effettuate ieri sera sotto la presidenza di Rosi Mauro sono state annullate.

9.57

Partenza cortei La Sapienza previsti dopo 10.30 18

Lentamente gli studenti stanno confluendo in piazzale Aldo Moro a Roma, sede della Sapienza, da dove partiranno i cortei intorno alle 10.30 Nel piazzale antistante l’università la sapienza spiccano più che il numero dei manifestanti la massiccia presenza delle forze dell’ordine presenti con nove blindati.

10.00

Gelmini: “Non comprendo proteste contro mio ddl” 19

“Rispetto chi protesta, ma non ne comprendo fino in fondo le ragioni”. Così il ministro dell’università, Mariastella Gelmini, a ‘Mattino cinque’ sui cortei in corso oggi a Roma e in molte città d’Italia. “Non comprendo fino in fondo le loro ragioni legate alla riforma – spiega il ministro – comprendo invece il disagio sociale dei giovani. Ma il compito della politica non è cavalcare le proteste, il compito è quello di trovare soluzioni”.

10.02

Gelmini: “Parentopoli non è caso isolato” 20

“E’ un atteggiamento purtroppo molto diffuso nelle università. I casi degli ultimi giorni non sono isolati. In molte università assistiamo alla promozione di parenti, amici e amici di amici. E questo ‘sporca’ il lavoro di quelli che lavorano e danno lustro all’università”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, in collegamento alla trasmissione Mattino 5.

10.04

Dagli studenti pacchi regali con le loro richieste 21

I cortei studenteschi distribuiranno in giro per Roma pacchi regalo con le loro richieste. Tra queste “tassazione delle rendite finanziarie”, “basta veline in parlamento”, “abolizione legge 30 sulla precarietà”, “tutela e valorizzazione beni culturali”. Tra i destinatari dei pacchi anche i giornalisti più fedeli al premier come Fede, Feltri, Sallusti, Belpietro e Porro.

10.07

Alla protesta Babbo Natale e Costituzione 22

Con cappelli da Babbo Natale, maschere che richiamano il film ‘V per Vendetta’ e un ‘waka waka’ anti Gelmini gli studenti che si sono dati appuntamento oggi in piazzale Aldo Moro cercano di esorcizzare la pioggia che comincia a cadere su Roma. In tanti, poi, hanno preso alla lettera l’invito lanciato da Marco Travaglio su il “Fatto Quotidiano” e si sono presentati Costituzione alla mano, altri con stralci degli articoli della Carta Costituzionale copiati su grandi cartelli.

10.13

Un corteo romano passerà in quartieri S. Lorenzo e Pigneto 23

Sfilerà per le vie di San Lorenzo e del Pigneto il corteo in partenza dall’università La Sapienza di Roma, dove si sono radunati gli studenti che protestano contro l’approvazione del ddl Gelmini. Fino all’ultimo gli studenti hanno mantenuto il più stretto riserbo sul percorso del corteo e solo ora hanno reso noto che attraverseranno i quartieri popolari della capitale.

10.14

Gasparri: “Spero in giornata diversa da 14 dicembre” 24

“Le manifestazioni sono il sale della democrazia”. Lo ha detto il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri intervenendo a Omnibus su la7. “Mi auguro – ha affermato – che sia una giornata diversa da quella del 14 dicembre. Le manifestazioni sono fantasiose, creative, corrosive sul piano dialettico ma senza violenza”.

10.19

Tre cortei a Palermo, ma partecipazione ridotta 25

Tre cortei studenteschi si sono mossi poco dopo le 10 a Palermo da tre diversi punti della città, ma almeno finora la partecipazione alla nuova protesta contro la riforma Gelmini dell’università è molto inferiore rispetto alle precedenti manifestazioni.

10.21

Studenti medi bloccano Lungotevere 26

Il Lungotevere gianicolense è stato bloccato dal corteo degli studenti medi diretti in piazza Trilussa. I manifestanti sono circa 300.

10.22

A Catania fontane colorate di rosso 27

I militanti di estrema destra aderenti a Forza Nuova hanno colorato di rosso l’acqua di alcune fontane del centro cittadino e della provincia di Catania.

10.24

Studenti presidiano ingresso Statale di Milano 28

Un centinaio di studenti stanno presidiando l’ingresso della statale di Milano, in via Festa del perdono, per protestare contro il disegno di legge Gelmini. Gli studenti hanno preannunciato piccole azioni simboliche ma senza creare disordini per evitare che si ripetano gli scontri di Roma. Alcuni studenti si sono appesi alle giacche dei post-it con scritte contro la riforma tra cui “armati di cultura”, “il diritto allo studio è diritto costituzionale”, “il ricercatore precario chiede di fare ricerca”, “arresto preventivo della cultura”.

10.27

Studenti gridano “noi non siamo black bloc” 29

“Noi non siamo black bloc”. Questo è uno degli slogan con cui sono scesi in piazza gli studenti dei licei romani. Sono oltre 200 i ragazzi che si sono radunati a piazza Trilussa nella capitale in una giornata cruciale per l’approvazione del ddl Gelmini.

10.36

Studenti Palermo vogliono occupare sedi Regione 30

Gli studenti palermitani sono pronti a tentare l’occupazione delle sedi della Regione siciliana. Le loro “armi” sono i book block, pannelli di polistirolo e legno con disegnate le copertine di libri famosi, che rappresentano gli “scudi” degli studenti, e palloncini pieni di vernice. Prima della partenza i professori hanno raccomandato agli studenti di “sorprendere non usando la violenza”.

10.38

Consegnato pacco vuoto alla Cgil: “Mettiamoci lo sciopero” 31

Una delegazione formata da una ventina di studenti mascherati da Babbo Natale ha lasciato piazzale Aldo Moro per raggiungere la sede della Cgil in corso d’Italia e lasciare un grande pacco natalizio. Un pacco vuoto che, spiegano gli studenti, “vorremmo fosse riempito di migliaia e milioni di lavoratori in sciopero”. Sul pacco un biglietto esplicita la richiesta degli studenti: “caro Babbo Natale, visto che quest’anno siamo stati buoni perché, assieme alla Cgil, non ci regali un grande sciopero generale?”

10.40

Udu chiede a Napolitano di non firmare ddl Gelmini 32

Gli studenti dell’Udu, l’Unione degli univetrsitari, che oggi protestano contro la riforma chiedono al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano “che si è più volte espresso sull’importanza della formazione e per l’ascolto delle proteste, di non firmare il ddl Gelmini”.

10.41

“Liberi per la città” tra parole d’ordine a Roma 33

La tangenziale est, il Pigneto e il Casilino. Questi alcuni dei ‘punti’ che verranno probabilmente toccati dagli studenti che si stanno preparando a partire in corteo a Roma dall’università La Sapienza. Niente palazzi del potere, quindi, “noi liberi per la città”, come recita uno striscione. Un gruppetto dovrebbe a un certo punto anche staccarsi per andare a consegnare una lettera al Quirinale per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Intanto, oltre al corteo della sapienza, studenti si stanno radunando anche a piramide, ma pure a piazza trilussa e a via ostiense. Ci sono state poi, e ci saranno ancora, anche piccole manifestazioni spontanee in altre zone della città.

10.43

Oltre 400 gli emendamenti ancora da esaminare al Senato 34

Sono circa 400 gli emendamenti che il Senato in giornata dovrà esaminare e votare. Dopo la bagarre di ieri sera sull’articolo 6 del ddl Gelmini, dove è stato evidenziato un “pasticcio” dovuto ad una norma che viene modificata in quell’articolo e poi cassata in un articolo successivo, il 29, della stessa legge, su decisione della presidenza, l’esame degli emendamenti riprende dall’articolo 7 e proseguirà per l’intera giornata sui 29 articoli della riforma universitaria. L’articolo 6, per ora accantonato, verrà votato alla fine dell’esame del ddl e verranno rivotati quegli emendamenti che, in un momento di caos, erano stati dati per approvati dalla presidente di turno Rosi Mauro. Le opposizioni insistono, anche stamane, sulla necessità di modificare il ddl, perché gli articoli 6 e 29 sono in contraddizione fra loro mentre il governo intende sanare la contraddizione in sede di conversione del decreto legge milleproroghe.

10.46

A Milano corteo sindacati legge Costituzione ai semafori 35

Una cinquantina di rappresentanti del Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente è partita in corteo da largo Cairoli contro la riforma Gelmini, da ieri in discussione al Senato. Il gruppo si trova al momento in via Molino delle Armi e blocca il traffico fermandosi agli incroci per leggere gli articoli della Costituzione.

10.48

A Venezia lucchetti agli ingressi delle facoltà 36

Dalle dieci alle venti porte di sedi universitarie chiuse con lucchetti: il movimento studentesco veneziano ha aperto con una “operazione” in grande stile la giornata in cui il decreto del ministro dell’istruzione sta per essere approvato dal Senato. Lo scacco, che ha dato molto da fare ai vigili del fuoco i quali hanno dovuto aprire le sedi ad una ad una, ha scherzosamente simulato un maxisequestro dell’Università da parte delle forze dell’ordine a causa del comportamento dei rettori veneziani.

10.50

Frattini: “Governo si sta facendo carico preoccupazioni giovani” 37

Il ministro degli Esteri Franco Frattini è intervenuto a Mattino Cinque questa mattina sulla riforma dell’Università e, in particolare, sul ruolo del presidente della Repubblica al quale gli studenti si appellano contro la riforma voluta dal ministro Mariastella Gelmini e dal Governo. ”Il capo dello Stato ha detto parole di enorme buon senso l’altro ieri, ha detto che il diritto di manifestare pacificamente nessuno lo vuole e può mettere in discussione, e che anzi delle inquietudini dei giovani italiani bisogna darsi carico”, ha sottolineato Frattini. ”Comunque, devo dire – ha aggiunto – che il governo si sta facendo carico delle preoccupazioni” dei giovani.

11.01

Il corteo degli studenti sta partendo da La Sapienza 38

Il corteo degli universitari romani sta lasciando ora piazzale Aldo Moro, sede della Sapienza.

11.04

Striscione alla Spaienza: “Zona rossa per il ddl” 39

In cima alll’ingresso dell’università la Sapienza di Roma compare uno striscione disteso dagli studenti su cui c’è scritto ‘zona rossa per il ddl’ con il riferimento alla riforma Gall’esame del Senato.

11.05

Liceali romani in corteo con mani bianche 40

Gli studenti medi di Roma hanno lasciato piazza Trilussa e stanno percorrendo Lungotevere Sanzio sollevando le mani dipinte di bianco “in segno di pace e contro ogni forma di violenza”. A formare il corteo diverse centinaia di studenti dei licei della capitale. In testa lo striscione “La vostra cultura è la forza. La nostra forza è la cultura”.

11.07

Circa in 500 a corteo studenti di Cagliari 41

Circa 500 studenti universitari e delle scuole superiori di Cagliari sono partiti stamane da piazza Garibaldi per manifestare per le vie della città, per protestare contro la riforma Gelmini, all’approvazione del Senato.

11.11

Striscione “Noi liberi per la città” apre il corteo a Roma 42

“Voi solo nella zona rossa, noi liberi per la città. Studenti per lo sciopero generale”. Con questo striscione si apre il corteo da poco partito dall’università La Sapienza di Roma. Tanti gli striscioni esposti dagli studenti, come quello che dice ‘occupiamoci di contemporaneo’ e un altro su cui si legge ‘con la cultura non si mangia, figuriamoci con l’ignoranza.

11.14

Forza Nuova tinge fontane anche ad Ancona 43

Ad Ancona i militanti di Lotta Studentesca, formazione collegata al movimento di estrema destra Forza Nuova, hanno reso noto di avere colorato di rosso la Fontana dei Cavalli di piazza Roma, nell’ambito di una manifestazione in corso in 100 città italiane. “Oggi le nostre fontane si tingono di rosso – è detto in una nota – come le casse dell’istruzione pubblica”.

11.15

Petardi contro sede regione Sicilia 44

Diversi pertardi sono stati lanciati a Palermo contro le sedi dell’Assemblea regionale siciliana e della presidenza della Regione durante la nuova protesta degli studenti contro la riforma Gelmini dell’università.

11.16

A Torino studenti vestiti da garabaldini 45

E’ appena partito da Palazzo Campana uno dei cortei degli studenti universitari torinesi. In testa lo striscione “Contro la farsa del Parlamento… Siamo l’inizio del cambiamento. Costruiamo l’altrariforma”. A portarlo gli studenti vestiti da garibaldini, che hanno con se anche il tricolore e che in questo momento sono fermi davanti a Palazzo Carignano, sede del primo Parlamento italiano, dove intenderebbero entrare per votare simbolicamente la loro riforma.

11.17

Studenti romani consegnano pacco al Policlinico 46

Il corteo degli universitari romani ha sostato davanti al policlinico Umberto I dove ha simbolicamente consegnato un pacco di regalo con “i tagli della alla sanità ed alla ricerca di questo governo’.

11.20

Presidente Senato convoca riunione capigruppo 47

Il presidente del Senato Renato Schifani ha convocato la conferenza dei capigruppo subito dopo l’approvazione dell’art. 10 del ddl Gelmini. L’Aula ha ripreso stamane la votazione degli emendamenti in un clima di tensione. Il senatore del Pd Luigi Zanda, e prima di lui il capogruppo dell’IdV, Felice Belisario, hanno detto di non condividere la decisione di convocare la capigruppo.

11.20

Scontri davanti palazzo Regione a Palermo 48

Scontri tra studenti e forze dell’ordine davanti alla sede della presidenza della Regione siciliana a Palermo. I manifestanti hanno tentato ripetutamente di fare irruzione a Palazzo d’Orleans, e sono stati respinti da polizia e carabinieri. Dopo vari assalti, dai dimostranti è partito un lancio di uova e arance. Qualcuno ha divelto un cartello stradale che è stato pure scagliato contro le forze dell’ordine, le quali hanno caricato usando i manganelli.

11.21

A Napoli in corteo insieme studenti e disoccupati 49

Un corteo di studenti universitari e medi, disoccupati del progetto Bros, Cobas e Centri sociali è partito poco fa da Piazza del Gesù, nel centro storico di Napoli. I manifestanti – “migliaia”, secondo gli organizzatori, poco più di mille secondo le forze dell’ ordine – dovrebbero raggiungere il centro della città, ma il percorso non è stato concordato.

11.27

A Roma altro corteo delle medie diretto a Ministero 50

Un secondo corteo di poco meno di un centinaio di ragazzi delle superiori sta partendo dal Piazzale Ostiense e si sta muovendo verso il Ministero dell’Istruzione.

11.30

Circa 10 mila gli studenti partiti da La Sapienza 51

Stando a una stima approssimativa, sono circa diecimila gli studenti che si sono mossi in corteo dall’ateneo romano della Sapienza.

11.31

Colpito giornalista in scontri a Palermo 52

Davanti alal sede della Regione gli studenti palermitani hanno lanciato anche sassi. Uno di questi ha colpito un giornalista a una mano, rendendo inservibile il telefono cellulare che impugnava in quel momento. Il cronista non è rimasto ferito. Alcuni manifestanti hanno rovesciato un cassonetto di rifiuti in piazza Indipedenza e hanno appiccato il fuoco.

11.33

Lancio di vernice contro provincia di Napoli 53

Lanci di uova piene di vernice rossa contro il portone della Provincia di Napoli. Il gesto da parte di alcuni manifestanti alla testa del corteo contro la riforma Gelmini in corso a Napoli. Accesi numerosi fumogeni.

11.35

Parte corteo a Milano, tensione con la polizia 54

È partito a Milano il corteo degli studenti che si erano dati appuntamento di fronte all’università statale di per protestare contro il disegno di legge Gelmini. Sono oltre 300 al momento e stanno bloccando le vie del centro. Pochi minuti dopo la partenza del corteo ci sono stati attimi di tensione con le forze dell’ordine: gli studenti hanno “forzato” un iniziale blocco predisposto dalla polizia. Sul posto stanno accorrendo numerosi agenti in tenuta anti-sommossa e varie camionette della polizia di stato e dei carabinieri.

11.37

A Torino studenti bloccano libreria Mondadori 55

Il corteo degli studenti torinesi che sta sfilando per le vie di Torino per protestare contro la riforma Gelmini, ha presidiato per qualche minuto l’ingresso della libreria Mondadori. Su una vetrata i manifestanti hanno attaccato uno striscione con la scritta “Questo governo è fumo negli occhi” mentre davanti all’ingresso hanno srotolato un altro striscione “Voi in Senato, noi nelle piazze”. Ora il corteo sta riprendendo la marcia.

11.37

Manifestazione a L’Aquila: “No all’aziendalizzazione” 56

Una delegazione di 50 studenti dell’università, delle scuole superiori e dei movimenti citatdini sta manifestando all’Aquila nel polo universitario di Coppito. Uno striscione dice “No all’aziendalizzazione”, un altro, esposto dal “comitato 3.32”, ricorda che “Il futuro dell’università è il futuro della città”.

11.41

Studenti in corteo con post-it: “Siamo tutti indasponibili” 57

“Siamo tutti indasponibili”. E’ lo slogan scritto sui post it che alcuni studenti che aprono il corteo contro il ddl Gelmini si sono attaccati in faccia. I manifestanti stanno per raggiungere piazzale del Verano.

11.43

Gelmini: “Mi auguro non ci siano incidenti gravi” 58

“Mi auguro che tutto si svolga senza avere incidenti gravi”. E’ l’auspicio espresso dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, alla luce delle proteste studentesche in corso in tutta Italia durante le quali si sono verificati scontri.

11.44

Sassi e bottiglie contro Questura di Palermo 59

Un gruppo di giovani, che faceva parte del corteo di protesta contro la riforma dell’Università, ha lasciato palazzo d’Orleans e si è diretto in piazza della Vittoria, dove ha lanciato sassi e bottiglie contro il portone della Questura di Palermo. Davanti gli uffici della polizia vi sono alcuni agenti.

11.45

Petardi e uova contro Questura di Napoli 60

Alcuni petardi sono stati fatti esplodere al passaggio della coda del corteo dei manifestanti che sta sfilando a Napoli contro la riforma Gelmini. Le esplosioni sono avvenute nei pressi della sede della Provincia e della Questura. Dai manifestanti anche lanci di uova.

11.46

Polizia carica studenti in piazza S. Nazaro in Brolo a Milano 61

Scontro tra studenti e forze dell’ordine in piazza San Nazaro in Brolo. Le forze dell’ordine hanno usato i manganelli contro un gruppo di manifestanti partiti in corteo dalla Statale.

11.48

Studenti ricevuti da segretaria Cgil Camusso 62

Una delegazione di studenti è stata ricevuta stamane dal segretario generale Cgil Susanna Camusso. Ai giovani, che invocano lo sciopero generale contro il ddl Gelmini, la leader sindacale avrebbe promesso l’intenzione della Cgil di valutare azioni di protesta congiunte, eventualmente anche uno sciopero generale, da realizzare in primavera.

11.52

Assunzioni lampo, Udc chiede dimissioni rettori romani 63

L’Udc chiede le dimissioni dei rettori delle università romane La sapienza e Tor Vergata: “le assunzioni-lampo a pochi giorni dall’approvazione della riforma dell’università sono uno schiaffo agli studenti e ai ricercatori”, afferma il deputato centrista Luca Volonté in una nota.

11.54

Studenti torinesi in cortile palazzo Carignano 64

Gli studenti indipendenti guidati da un gruppo di giovani vestiti da garibaldini, come annunciato, hanno raggiunto la sede del palazzo Carignano e sono entrati nel cortile dove terranno una seduta simbolica del Parlamento per approvare la loro riforma dell’università. Agli studenti indipendenti si sono anche aggiunti gli studenti del Conservatorio che hanno portato all’interno del cortile di Palazzo Carignano i loro strumenti musicali.

11.59

Napolitano pronto a ricevere studenti 65

Il capo dello Stato, si apprende da fonti del Quirinale, sarebbe disposto a ricevere gli studenti che protestano contro il ddl Gelmini.

12.03

Giornalista colpita a Palermo è cronista Ansa 66

La giornalista colpita da un grosso sasso al braccio sinistro è Simona Licandro che sta seguendo le manifestazioni degli studenti per l’Ansa.

12.04

Studenti feriti in scontri con polizia a Palermo 67

Negli scontri di Palermo anche alcuni giovani sarebbero rimasti feriti, secondo quanto loro stessi hanno raccontato, dalle manganellate delle forze di polizia. In particolare uno di loro ha affermato di essere stato colpito al capo, mentre alcuni studenti dicono che un altro ragazzo ha riportato la rottura della mascella.

12.05

Studenti romani a S. Lorenzo: “Vicini a chi soffre la crisi” 68

Sta attraversando via dei Reti, nel quartiere San Lorenzo, il corteo degli studenti che manifestano contro l’approvazione del ddl Gelmini. “Abbiamo scelto i quartieri popolari -sottolinea uno degli organizzatori della manifestazione- per essere vicini a chi soffre realmente la crisi”.

12.06

Incontro con Napolitano non ancora richiesto 69

L’incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, non è stato ancora ufficialmente chiesto dagli studenti che protestano contro la riforma Gelmini, ma fonti del Quirinale fanno sapere che quando ci sarà la richiesta, il presidente è disponibile all’incontro.

12.07

Dopo scontri, studenti Palermo puntano su ateneo 70

Gli studenti palermitani che protestano contro la riforma dell’Università e il ministro Gelmini, dopo gli scontri in piazza Indipendenza, hanno percorso corso Vittorio Emanuele e ora si sono riuniti in un corteo che sta sfilando per via Maqueda diretto alla cittadella universitaria di viale delle Scienze.

12.10

Roma, pacco al comitato per l’acqua pubblica 71

Un pacco regalo è stato consegnato dagli studenti che manifestano a Roma contro l’approvazione del ddl Gelmini al comitato per l’acqua pubblica di San Lorenzo. Il corteo sta attraversando via dello Scalo di San Lorenzo.

12.13

Roma, cori contro i giornalisti 72

Sono i giornalisti e le forze dell’ordine i bersagli degli slogan urlati dai manifestanti del corteo partito da Piramide. “Giornalisti primo nemico”, “giornalisti terroristi”. Gli studenti e i lavoratori, ora arrivati a Porta Portese, stanno facendo esplodere alcuni petardi.

12.14

Camusso: “Adesso no allo sciopero generale” 73

“Nessuno esclude lo sciopero generale, ma per ora a nostro avviso non ci sono le condizioni”: lo ha detto la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso,

12.15

Roma, boato di gioia per la disponibilità di Napolitano 74

Un boato di gioia si è levato dal corteo degli studenti che sfila, in questo momento, per via dello scalo di San Lorenzo all’annuncio che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è detto disponibile ad incontrate una delegazione di studenti.

12.18

Napoli, studenti nel porto 75

Si trovano sulla banchina del molo Beverello, nel porto di Napoli, i manifestanti del corteo contro la riforma Gelmini. Alcuni dei partecipanti hanno anche tentato di occupare un aliscafo diretto alle isole del golfo, senza però riuscirvi.

12.22

Roma, studenti verso il Gianicolo 76

Dopo aver percorso viale Trastevere gli studenti dei licei romani scesi in piazza contro il ddl Gelmini hanno attraversato le strade del quartiere romano decidendo di dirigersi verso il Gianicolo e non più verso il ministero dell’Istruzione.

12.25

Ancona, studenti si spogliano in Comune 77

Alcuni studenti delle medie superiori hanno occupato la sala consiliare del Comune di Ancona e si sarebbero denudati, in concomitanza con le proteste contro il decreto Gelmini. La manifestazione è durata alcuni minuti, poi i ragazzi hanno incontrato il sindaco Fiorello Gramillano e l’assessore all’istruzione Andrea Nobili.

12.26

Pisa, ricercatori “appesi ad un filo” 78

Blitz nella piazza antistante il Comune stamani a Pisa da parte di dottorandi e ricercatori precari dell’Università che hanno issato una corda sul balcone di un edificio pubblico e poi una di loro, imbracata alla fune, è rimasta sospesa nel vuoto, per denunciare che con la “riforma Gelmini la ricerca è appesa ad un filo”.

12.27

Roma, tensione per auto carabinieri in mezzo al corteo 79

Gli studenti dopo avere attraversato il quartiere San Lorenzo stanno andando verso la via Prenestina dunque in direzione dei quartieri periferici della capitale. Momenti di tensione quando una macchina di carabinieri seguita da 4 auto blu è piombata in mezzo al corteo. Immediata la retromarcia accompagnata dalla reazione degli studenti.

12.30

Palermo, continuano gli scontri 80

La protesta degli studenti contro la riforma Gelmini dell’università a Palermo continua a manifestarsi con gesti di violenza, sassaiole e il rovesciamento di cassonetti di rifiuti in mezzo alle strade. Davanti all’ospedale pediatrico “Di Cristina” alcuni dimostranti hanno additato un gruppo di uomini come poliziotti in borghese e li hanno bersagliati con sassi. Gli uomini si sono allontanati e sono stati inseguiti da individui con indosso caschi, che hanno continuato a lanciare pietre contro di loro.

12.32

Torino, farina contro sede Mediolanum 81

Gli studenti torinesi che stanno percorrendo in corteo le vie del centro del capoluogo piemontese hanno presidiato per alcuni minuti la sede della Banca Mediolanum, in corso Galileo Ferraris. Contro le vetrine sono state lanciate uova e farina e sono stati accesi alcuni fumogeni.

12.38

Palermo, cassonetti incendiati 82

Alcuni studenti che protestano contro il ministro Gelmini mentre seguono il corteo diretto all’ateneo palermitano si fermano rivoltando i cassonetti dell’immondizia che incontrano lungo il cammino. Alcuni contenitori sono anche stati incendiati.

12.39

Ddl, nessun accordo nella Capigruppo 83

Nessun accordo alla Conferenza dei capigruppo del Senato su come proseguire nella votazione del ddl Gelmini di riforma dell’Università. Le opposizioni insistono: il governo deve modificare l’art. 29 perchè in conflitto con altre norme. Se così non sarà, Pd e IdV andranno avanti con le votazioni degli emendamenti e non danno nessuna garanzia sui tempi di approvazione del provvedimento.

12.43

Roma, pacco al deposito Atac 84

Un nuovo ”pacco di Natale” e’ stato consegnato dagli studenti universitari alla sede dell’Atac di Roma in piazzale Caballini, in zona Prenestino. Il lungo corteo ha appena imboccato la via Prenestina ed e’ stato accolto dagli applausi di piu’ persone affacciate dai balconi delle finestre. Applausi ai quali gli studenti hanno risposto con urli di gioia e saluti.

12.48

Roma, cori contro Alemanno 85

Cori contro il sindaco di Roma Gianni Alemanno dal corteo degli studenti: “Ha attaccato le manifestazioni per far dimenticare la parentopoli in cui è coinvolto”.

12.56

Gasparri: “Senato lavorerà a oltranza” 86

“Lavoreremo ad oltranza fino a quando questo disegno di legge non verrà approvato”. Lo annuncia il capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri al termine della Conferenza dei capigruppo dove la maggioranza ha respinto la proposta del’ opposizione di rimandare il provvedimento alla Camera per correggere l’errore delle norme contraddittorie sui professori aggregati garantendo una rapida approvazione del testo al Senato e poi alla Camera.

12.58

Finocchiaro: “Faremo ricorso a ogni strumento” 87

“Abbiamo fatto una proposta molto chiara: si impegni la maggioranza a cancellare questa norma incomprensibile e contraddittoria e i lavori vanno avanti come stabilito nel calendario. Abbiamo fatto un’offerta alla maggioranza e al ministro Gelmini: questa legge non ha nessuna data di scadenza, nessun termine perentorio da rispettare perché non è la legge finanziaria. Abbiamo detto: ci sia l’intesa per eliminare l’art. 29 e l’esame del testo procederà. Di fronte a questa ragionevolissima proposta ci è stato risposto in maniera negativa. A questo punto il mio gruppo ritiene di non accedere a nessun accordo sul prosieguo dei lavori. Faremo ricorso a ogni strumento previsto dal Regolamento ma senza incendiare alcunché”: lo ha detto la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, intervenuta in Aula sulle decisioni della Conferenza dei capigruppo in ordine all’esame del ddl Gelmini.

12.59

Corteo milanese manda traffico in tilt 88

Il corteo degli studenti universitari milanesi, che protestano contro il ddl Gelmini, non si è fermato alla sede della facoltà di Scienze politiche, come era previsto, ma ha deciso di proseguire il suo tragitto. I circa 300 manifestanti hanno quindi bloccato per diversi minuti piazza del Tricolore, mandando in tilt il traffico lungo viale Bianca Maria e scatenando la furia degli automobilisti bloccati in lunghe code.

13.01

Bonelli: “Pronti a referendum contro ddl Gelmini” 89

“In questo momento in Parlamento si sta consumando un delitto. Con la riforma Gelmini si sta rubando il futuro ai giovani”. Lo dichiara il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che è al corteo del movimento degli studenti e che annuncia ”’se la riforma Gelmini verrà approvata noi Verdi siamo pronti a raccogliere le firme per il referendum abrogativo e proponiamo a tutte le forze di opposizione di farlo insieme per respingere al mittente questa riforma disastrosa”.

13.02

Bossi: “Rosi Mauro brava, tv ha tagliato frasi” 90

“Rosi Mauro è brava. Aveva ben chiaro cosa voleva. E’ la tv che può tagliare delle frasi”. Il leader della Lega, Umberto Bossi, commenta così le polemiche esplose a proposito della conduzione dell’aula da parte del vicepresidente di Palazzo Madama, Rosi Mauro, ieri al Senato durante l’esame della riforma dell’università. Forse è stato un momento di nervosismo? “Può capitare a tutti…”, risponde il ministro per le Riforme.

13.04

Corteo al Pigneto intona “Bella Ciao” 91

Il corteo studentesco di Roma sta attraversando ora il quartiere del Pigneto. I giovani intonano “Bella Ciao” ricevendo gli applausi di passanti e persone affacciate alle finestre.

13.07

Comune Venezia organizza incontro-polizia studenti 92

Domani Sindacati di Polizia e studenti si incontreranno a Cà Farsetti, sede del Comune di Venezia. L’assessore comunale alle Politiche educative, Andrea Ferrazzi, presiederà una conferenza stampa per relazionare sull’incontro organizzato dal suo assessorato tra i sindacati della Polizia di Stato e una rappresentanza di studenti delle scuole superiori e dell’Università. All’incontro a porte chiuse parteciperà lo stesso Ferrazzi, spiega una nota del Comune.

13.08

A Torino lancio ortaggi al Pdl e slogan contro Saviano 93

Nuovo attacco degli studenti contro la sede del Pdl a Torino. I giovani dopo aver raggiunto in corteo la sede in corso Vittorio hanno lanciato pietre, uova, frutta ed acceso alcuni fumogeni. Dal corteo sono stati urlati anche slogan contro Saviano: “Saviano fatti i fatti tuoi alla riforma ci pensiamo noi”.

13.10

Nuova sassaiola a Palermo vicino ospedale 94

Nuovo lancio di sassi durante il corteo degli studenti medi e universitari di Palermo che stanno manifestando contro la riforma Gelmini. Il gruppo di manifestanti, arrivato in via Maqueda, all’altezza dell’Ospedale dei Bambini, ha iniziato a lanciare nuovamente sassi contro una decina di uomini ritenuti, dai giovani, agenti di polizia in borghese.

13.12

Al Pigneto corteo romano dona pacco a immigrati 95

Gli studenti che manifestano a Roma contro l’approvazione del ddl Gelmini hanno consegnato un pacco al Comitato di quartiere Prenestino-Pigneto e in particolare ai migranti in segno di solidarietà. Si tratta del quinto pacco simbolico che gli studenti consegnano dall’inizio del corteo partito da piazzale Aldo Moro.

13.13

Studenti Udu chiede incontro a Napolitano 96

Gli studenti chiedono un incontro al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Caro Presidente – scrive l’Unione degli Studenti nella richiesta – ancora una volta in tutta Italia gli studenti universitari e medi stanno manifestando contro l’approvazione del ddl Gelmini al Senato. Da anni – ricorda l’Udu – chiediamo che l’università cambi, siamo i primi che denunciamo che l’università che viviamo non funziona. La riforma proposta dal Ministro Gelmini – sottolineano – a nostro avviso non risolve nessuno dei problemi che noi poniamo, anzi li aumenta con tagli indiscriminati e la cancellazione del diritto allo studio”.

13.14

Un corteo dei medi romani quasi arrivato al ministero 97

E’ quasi arrivato al Ministero dell’Istruzione, a Viale Trastevere il corteo di studenti e lavoratori partito dalla Piramide. ‘Scortato’ da polizia e carabinieri, al grido di “scendi giù, scendi giù, manifesta pure tu”, i manifestanti raccolgono anche la solidarietà di chi, – dall’alto di un balcone di Via Ippolito Nievo – li accoglie con un “bravi, bravi”, mentre due fumogeni rossi, tenuti saldamente in mano da due ragazzi, hanno illmuninato la strada sotto il cielo nuvoloso di Roma che a tratti non risparmia la pioggia.

13.15

Studenti romani annunciano: “Siamo 20 mila” 98

“Siamo ventimila”. Lo dicono gli studenti della Sapienza che stanno dando vita ad un corteo ‘periferico’ lontano dalla zona rossa del centro.

13.16

Manifestanti bloccano tangenziale est di Roma 99

I manifestanti che si sono mossi dalla Sapienza per sfilare in corteo lungo le vie di Roma hanno bloccato per circa mezz’ora l’uscita Prenestina della tangenziale est di Roma. Il traffico ha ripreso a scorrere regolarmente solo da pochi minuti.

13.18

Bossi: “Studenti oggi sono di meno, hanno capito” 100

“Gli studenti? Mi sa che sono diminuiti un bel po’. Lo vedete anche voi che sono molti di meno”. Il leader della Lega, Umberto Bossi, commenta così la possibilità di disordini in piazza da parte degli studenti contro la riforma universitaria che la maggioranza sta per approvare al Senato. “Pure loro – aggiunge – mi sa che si sono resi conto del fatto che molti corsi universitari sono davvero inutili”.

13.19

Studenti presidiano rettorato di Bari 101

Alcune decine di studenti si sono radunate stamani in piazza Umberto I, davanti all’ateneo di Bari, manifestando il proprio dissenso contro il disegno di legge Gelmini sulla riforma dell’Università. Successivamente gli studenti hanno attuato un presidio nei corridoi del rettorato.

13.20

Al Senato ostruzionismo delle opposizioni 102

Sono ripresi gli interventi in dissenso dal gruppo di senatori del Pd e dell’Italia dei Valori impegnati nell’esame del ddl Gelmini. La mancanza di un accordo in Conferenza dei capigruppo e la decisione delle opposizioni di usare ogni strumento previsto dal Regolamento ha fatto ripartire l’ostruzionismo.

13.22

A Palermo nuova manifestazione nel pomeriggio 103

Una manifestazione contro il ministro Gelmini e la riforma universitaria è stata annunciata da studenti universitari per oggi pomeriggio alle 16.30 davanti al Teatro Massimo di Palermo.

13.23

Bloccato porto di Napoli, accuse anche a Pd e Fiat 104

Non si ferma la protesta degli studenti a Napoli. Il corteo ha raggiunto piazzale Pisacane, il varco attraverso il quale i camion che trasportano le merci accedono al porto. Continuano ad invocare uno sciopero generale, per “bloccare il Paese e rispondere così a chi sta cercando di bloccare il loro futuro”. Le contestazioni non sono rivolte solo al ministro Gelmini, ma anche “a Bersani, al Pd e a tutta l’opposizione, al presidente di Confindustria Marcegaglia, alla ad di Fiat Marchionne e ai sindacati che stanno distruggendo il contratto di lavoro”.

13.25

Corteo studenti medi deviato prima del ministero 105

Niente ministero dell’Istruzione: il corteo partito da Piramide è stato deviato, all’altezza di largo Bernardino da Feltre, a una cinquantina di metri dalla sede della pubblica istruzione, verso via delle Mura Aureliane dalle forze dell’ordine, di concordo con i manifestanti, che hanno accettato tranquillamente e senza creare alcun disordine il cambio di programma. E ora il corteo si sta dirigendo nuovamente verso il quartiere Ostiense.

13.26

Bloccata a Roma via Prenestina 106

Il corteo studentesco di Roma dopo aver bloccato la tangenziale est si è diretto sulla Presentina. In questo momento il traffico sulla strada è bloccato

13.34

Studenti romani tornano a bloccare la tangenziale 107

Il corteo degli studenti dell’Università La Sapienza di Roma ha occupato pacificamente la rampa che immette da via Prenestina alla Tangenziale Est di Roma. Dopo aver percorso alcune centinaia di metri di via Prenestina, il corteo ha effettuato una improvvisa ‘inversione a U’ ed è entrato sulla rampa d’accesso alla tangenziale.

13.39

Un centinaio di studenti medi arriva al Gianicolo 108

E’ giunta al Gianicolo una parte degli studenti dei licei romani che questa mattina è partita in corteo contro il ddl Gelmini da piazza Trilussa. Qui hanno esposto un grande striscione con su scritto: ‘Il futuro e’ nostro e ce lo riprendiamo’.

13.53

Appello di Schifani contro violenza in manifestazioni 109

“Mi giungono notizie di scontri nella mia città a Palermo e verrei fare quindi un appello affinché le manifestazioni di oggi non diano luogo ad episodi incivili e gravi”. Lo ha detto il presidente del Senato, Renato Schifan.

13.59

Stop a corteo per morte operaio 110

“Avevamo progettato altre iniziative di protesta contro il ddl Gelmini, ma a causa della morte dell’operaio all’interno della stessa città universitaria abbiamo deciso di tornare alla Sapienza”. Lo hanno riferito gli studenti che stanno sfilando sulla tangenziale a Roma

14.00

Al Senato seduta sospesa 111

Dopo aver approvato l’articolo 11 del testo e aver respinto alcuni emendamenti all’articolo 12, il Senato ha interrotto l’esame del ddl di riordino dell’università fino alle ore 16.

14.07

Schifani: “Con studenti si doveva comunicare di più” 112

Il presidente del Senato parla di difetti di comunicazione durante l’iter della riforma

14.21

Giovani Pdl violano ‘zona rossa’ per dire sì a ddl Gelmini 113

“Violata la ‘zona rossa’ nel giorno delle manifestazioni ‘a sorpresa’: un gruppo di universitari e ricercatori dell’associazione dei giovani del Pdl ‘Officina Futura’ ha organizzato un flash mob da piazza Campo de’ Fiori a piazza Navona fino all’angolo con il Senato”. Così in una nota l’associazione dei giovani del Pdl Officina Futura. “‘Sì alla riforma Gelmini’, ‘No all’università dei Baroni’, ‘No ai tagli alla ricerca’ ‘Sì al dialogo con gli studenti’, ‘Sì alla libertà di manifestare’, ‘No alle diffide per i manifestanti’, ‘Largo ai giovani’: questi alcuni dei testi riportati sui cartelli che i ragazzi di Officina Futura hanno indossato durante la manifestazione.

14.26

Studenti sulla A24: “Tutti all’Aquila” 114

Il corteo degli studenti di Roma che sta sfilando per le vie della Capitale ha lasciato la Tangenziale Est ed è diretto verso l’imbocco del tronchetto autostradale della A24 al grido “tutti a L’Aquila”.

14.28

Nel pomeriggio incontro con Napolitano 115

“L’incontro con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ci sarà oggi, nel pomeriggio. Lo riferiscono alcuni portavoce degli studenti dell’Università di Roma La Sapienza che stanno sfilando in corteo per le vie della Capitale.

14.30

Passaggio sulla A24 è solo una deviazione 116

Il corteo degli studenti della Sapienza sta sfilando sulla A24, la Roma-L’Aquila. I manifestanti sono diretti all’Università ma hanno fatto una deviazione del percorso ‘immettendosi’ sull’autostrada. Probabilmente percorreranno circa 300 metri per poi uscire a Casalbertone e andare verso La Sapienza.

14.32

Giovani Pd: “Inaccettabile violenza a Palermo” 117

“E’ veramente triste e sconfortante assistere alla mortificazione del movimento operata da frange estremiste che poco hanno a che vedere con la popolazione studentesca”. Lo afferma Giovanni Pagano, segretario dei Giovani Democratici di Palermo, in merito agli scontri avvenuti stamane durante il corteo contro il DDL Gelmini.

14.41

Palermo, durante gli scontri ferito un militare della Gdf 118

Negli scontri tra gli studenti e le forze dell’ordine di questa mattina a Palermo è rimasto ferito un militare della Guardia di Finanza. Il militare è all’ospedale Civico per farsi refertare. Ha una frattura alla mano. Non ci sarebbero feriti tra la polizia.

14.46

Studenti occupano la Mole Antonelliana 119

Un gruppo di alcune centinaia di studenti, appartenenti al gruppo degli “indipendenti”, ha occupato per circa mezz’ora la Mole Antonelliana, edificio simbolo di Torino. Si tratta dei manifestanti che questa mattina avevano inscenato una simbolica occupazione di Palazzo Carignano, prima sede del Parlamento italiano, dove avevano “approvato” una sorta di controriforma da opporre al disegno di legge Gelmini. I giovani hanno fatto poi fatto irruzione nella Sala del Tempio dove si sono intrattenuti scandendo slogan contro la riforma.

14.50

Venezia, assedio in barca alla prefettura 120

Una decina di studenti hanno assediato la prefettura di Venezia in barca, stazionando in Canal Grande, per manifestare contro la riforma dell’Università. Il blitz è scattato nella tarda mattinata quando gli studenti, un trentina, hanno tentato di entrare in Prefettura. Scattate le misure di sicurezza i giovani sono rimasti però alla porta dove hanno appeso uno striscione con scritto “i parlamentari si comprano gli studenti no”.

14.53

Roma, studenti colorano di rosso l’acqua del Fontanone del Gianicolo 121

Hanno colorato di rosso l’acqua del fontanone del Gianicolo alcuni studenti che questa mattina, in corteo, hanno protestato a Roma contro la riforma Gelmini. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani. Come fa sapere la polizia municipale, anche grazie all’intervento del personale dell’Acea la fontana è stata svuotata eliminando l’acqua colorata e poi nuovamente riempita.

14.55

Cosenza, studenti lanciano vernice colorata contro la prefettura 122

Un gruppo di studenti ha protestato questa mattina a Cosenza contro il ddl Gelmini sulla riforma dell’università e della ricerca. Si sono ritrovati davanti alla prefettura, contro la quale hanno lanciato palloncini con vernice colorata che hanno imbrattato i muri. Hanno poi proseguito lungo le strade del centro lanciando anche uova. Le forze dell’ordine hanno seguito il corteo senza intervenire.

14.56

Gli studenti attraversano il tunnel della A24 123

Gridando insulti contro il premier e “blocchiamo tutto”, gli studenti che manifestano a Roma contro l’approvazione del ddl Gelmini hanno attraversato il tunnel che si trova nel tratto urbano della A24. Tra i cori intonati dagli studenti: “La gente come noi non molla mai”.

15.00

Roma, gli studenti vicini alla stazione Tiburtina 124

Gli studenti che in corteo hanno marciato per un tratto di autostrada A24 stanno lasciando il tratto autostradale e stanno percorrendo via di Portonaccio in direzione della Stazione Tiburtina.

15.03

Napoli, studenti continuano il blocco dei binari 125

“Eravamo pronti a lasciare la Stazione ma poi abbiamo visto arrivare da lontano la polizia e allora abbiamo deciso di rimanere ancora qui per un poco”. Lo dicono gli studenti che stanno bloccando i binari della Stazione centrale di Napoli con pesanti conseguenze sul traffico ferroviario. Gli studenti non vogliono che sia “imposto” loro di allontanarsi. La polizia controlla a distanza i manifestanti.

15.08

Roma, concluso corteo partito dalla Piramide 126

Il corteo degli studenti e dei lavoratori partito questa mattina da Piramide è terminato intorno alle 14,30, nello stesso punto da dove era cominciato. al corteo hanno partecipato alcune centinaia di persone. Dopo aver ‘sfiorato’ il ministero dell’Istruzione, i manifestanti sono ritornati in piazza Risorgimento senza creare nessun problema di ordine pubblico.

15.20

Studenti Roma: “Siamo oltre 30.000” 127

“Siamo oltre 30mila”. Lo affermano gli organizzatori del corteo degli universiari partito questa mattina da Piazzale Aldo Moro. Il corteo si sta ora dirigendo verso la Sapienza dove gli studenti si riuniranno in un’assemblea.

15.23

Roma, studenti si dirigono a San Lorenzo 128

I manifestanti che protestano contro la riforma dell’università, dopo aver percorso via di Portonaccio a Roma, hanno ora ‘preso possesso’ di via Tiburtina in direzione centro. Il traffico è paralizzato perchè la tangenziale est e la stessa via Tiburtina sono parzialmente chiuse dai vigili urbani. I manifestanti che stanno ora costeggiando la stazione Tiburtina si dirigono verso San Lorenzo dove dovrebbero far ritorno per riunirsi in assemblea.

15.29

Terni, nessuna manifestazione ma fiocchi neri 129

Nessuna manifestazione in piazza ma tanti fiocchi neri per le strade della città “in segno di lutto per morte dell’istruzione pubblica”: è così che a Terni il Collettivo studentesco “La crepa nel muro” ha voluto aderire alle proteste organizzate in tutta Italia contro la riforma dell’università.

15.35

Studenti si scusano, automobilisti comprensivi 130

“Ci scusiamo per il disagio, ci scusiamo per il disagio”. Intonando questo slogan e rivolgendosi agli automobilisti in coda gli studenti che manifestano a Roma contro il ddl Gelmini hanno attraversato il ponte Tiburtino in direzione dell’università ‘La Sapienza’. Durante il corteo per le vie della capitale, dalla tangenziale al tratto urbano della A24 fino a Casalbertone, sono stati molti gli automobilisti che bloccati nel traffico in coda hanno espresso solidarietà agli studenti suonando il clacson.

15.40

Milano, corteo rientra alla Statale 131

E’ rientrato in Statale il corteo degli studenti che ha attraversato la città paralizzando il traffico di alcune delle principali arterie. Qui gli universitari si incontranno con i colletivi degli studenti delle superiori per decidere insieme eventuali altre iniziative in attesa che dal Senato arrivino notizie della discussione attualmente in corso del ddl Gelmini di riforma dell’Università.

15.52

Roma, studenti arrivati in piazzale Aldo Moro 132

La testa del corteo degli studenti di Roma è appena giunta a piazzale Aldo Moro, dove dovrebbe sciogliersi per dare la possibilità agli studenti di partecipare ad un’assemblea.

16.06

Studenti ricordano con una scritta l’operaio morto 133

Una cinquantina di studenti si sono radunati davanti al cantiere dove questa mattina è morto l’operaio tunisino. Armati di bomboletta spray hanno fatto una scritta sulle impalcature dello stabile: “22 dicembre 2010 è morto un operaio. La colpa è dei padroni!”.

16.17

Napoli, gli studenti liberano i binari 134

Hanno liberato la stazione centrale di Napoli gli studenti che da qualche ora occupavano i binari provocando notevoli disagi alla circolazione ferroviaria con diversi convogli bloccati in entrata e in uscita. I manifestanti in corteo si sono diretti verso corso Umberto.

16.27

Roma, traffico automobilistico torna alla normalità 135

Il traffico automobilistico torna piano piano alla normalità dopo i disagi per i cortei degli studenti per le strade della capitale. Gli ultimi problemi per gli automobilisti romani si sono verificati sulla Roma-L’Aquila all’altezza dello svincolo per Via Tiburtina dove si era diretto il corteo degli studenti partito questa mattina dall’Università La Sapienza. Le pattuglie dei vigili urbani hanno dovuto chiudere al traffico le vie al passaggio del corteo.

16.47

Ddl Gelmini, seduta a oltranza al Senato 136

Potrebbe chiudersi in tarda serata o in nottata la battaglia in Senato sul ddl Gelmini di riforma dell’Università. Dopo lo scontro di ieri sulle norme contestate dall’opposizione, con l’annullamento delle votazioni nelle quali la vicepresidente di turno Rosy Mauro (Lega) aveva proclamato l’approvazione di quattro emendamenti delle opposizioni, la giunta del regolamento di Palazzo Madama Aula la decisione di un eventuale intervento di ‘coordinamento testi’.

16.57

Studenti attendono convocazione dal Quirinale 137

A questo punto, dopo una manifestazione pacifica, in linea con quanto annunciato nei giorni scorsi, tenendosi lontani dalla zona rossa, i ragazzi aspettano di essere convocati dal Quirinale. Hanno inviato un messaggio al Presidente della Repubblica e stanno organizzando una delegazione per poterlo incontrare nelle prossime ore.

16.58

Approvato in Senato il processo verbale della seduta di ieri 138

Dopo 40 minuti di interventi dei senatori di Pd e Idv, l’aula di Palazzo Madama ha approvato il processo verbale della convulsa di ieri sul Ddl università, con l’approvazione – poi annullata dal presidente Renato Schifani – di quattro emendamenti dell’opposizione. Ma l’ostruzionismo continua, con gli interventi che ora vertono sull’ordine dei lavori, e con il senatore ferranti che addirittura invoca le dimissioni della presidente di turno di ieri pomeriggio, Rosi Mauro. A 48 minuti dall’apertura della seduta, Schifani riesce infine ad avviare l’esame degli emendamenti.

17.00

Studenti convocati da Napolitano entrano al Quirinale 139

Sono appena entrati nel palazzo del Quirinale gli 11 delegati dagli studenti invitati a parlare con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Gli chiederemo se questa legge è consona alla nostra costituzione – ha detto uno di loro – ma potremo essere più precisi dopo il colloquio”.

17.25

Pisa, studenti incatenati davanti alla prefettura 140

Si sono legati ai cancelli della prefettura e hanno esposto il cartello con la scritta “Incatenati al nostro futuro”. E’ la protesta portata di nuovo in piazza, nel pomeriggio, da una trentina di studenti dell’ università di Pisa; tra loro anche i giovani che da tre giorni sono in sciopero della fame per dire no alla riforma Gelmini. Gli universitari hanno raggiunto la Prefettura dopo un breve corteo sul Lungarno.

17.35

Milano, gli studenti tentano di forzare la porta del rettorato 141

Tre estintori, una cesoia e la base in cemento di un cestino di rifiuti da esterni: è quanto hanno usato invano gli studenti milanesi, che si erano riuniti in assemblea all’interno dell’Università Statale di Milano, per cercare di forzare l’ingresso agli uffici del Rettorato dell’ateneo. L’idea di occupare l’ufficio del rettore Enrico Decleva, che ricopre anche la carica di presidente della Crui, è nata durante l’assemblea ma si è andata a scontrare contro la tenacia del cancello in ferro che protegge la porta d’ingresso agli uffici. Gli unici danni riscontrabili, oltre al contenuto dei tre estintori che sono stati scaricati nell’androne, sono due pannelli in legno che rivestono le pareti ai lati del cancello, che sono stati divelti. Fallito il tentativo di occupare, il piccolo gruppo si è quindi sciolto definitivamente, allontanandosi dall’ateneo.

18.10

Una dozzina di studenti al Quirinale da 30 minuti 142

Una dozzina di studenti si trova al Quirinale da circa 30 minuti, per un incontro con il capo dello Stato. La delegazione è costituita da elementi di diverse facoltà e di diverse associazioni studentesche. L’incontro era stato richiesto ieri con una lettera al presidente della Repubblica, scritta dagli studenti della Sapienza, che chiedevano a Giorgio Napolitano di non firmare il ddl che riformerà l’università.

18.43

Nuovo corteo di studenti si dirige verso sede Cgil, deviati verso via Po 143

Gli studenti ripartiti dalla sapienza si sono diretti, sembra, verso una sede della Cgil. I ragazzi, circa 300, sono stati però bloccati dalle forze dell’ordine in via Morgagni e ‘deviati’ verso via Po, dove si trova tra l’altro una sede della Cisl. La polizia ha anche chiuso al transito l’intera strada

18.45

Viabilità: liberato il tratto della A24 occupata dagli studenti, in entrambe le direzioni 144

E’ stata liberata in entrambe le direzioni, sul tratto urbano della a24 Roma-L’aquila, il tratto tra via Fiorentini e la Tangenziale est che stamani era stato occupato da un gruppo di studenti in protesta contro il ddl Gelmini di riforma dell’università. Lo comunica la società Strada dei parchi.

18.48

Palermo, studenti ancora in piazza stasera 145

Sono tornati ancora una volta in strada gli studenti medi e universitari di Palermo che protestano contro la riforma Gelmini. Questa sera circa quattromila persone hanno attraversato via roma, una delle principali arterie del capoluogo siciliano, inneggiando contro il ministro. Momenti di tensione si sono vissuti quando un gruppo di ragazzi, a volto coperto, si è staccato dal resto dei manifestanti per lanciare palloncini pieni di vernice contro la saracinesca della Rinascente.

18.59

Concluse le manifestazioni a Roma 146

Si sono concluse a Roma le manifestazioni di studenti che nella mattinata, e parte del pomeriggio, hanno pacificamente sfilato in alcune zone della città creando, comunque, qualche disagio al servizio di trasporto pubblico. Sono state deviate e rallentate, infatti, circa settanta linee di bus, limitati i percorsi dei tram 5, 8, 14 e 19, ma nessuna corsa è stata soppressa.

18.52

Roma, proteste davanti alla sede Cisl per l’operaio morto alla Sapienza 147

Un centinaio di studenti hanno protestato davanti alla sede della Cisl in via Po a Roma. Gli studenti, in un corteo spontaneo, si sono recati davanti al sindacato per protestare e chiedere spiegazioni riguardo alla morte dell’operaio all’interno di un cantiere della città universitaria della Sapienza.

19.04

Genova, assaltata la sede de “Il Secolo XIX” 148

Una cinquantina di manifestanti a volto coperto ha assaltato nel tardo pomeriggio di oggi la sede di piazza Piccapietra del quotidiano “Il Secolo XIX”. Il gruppo si è staccato dal corteo che stava sfilando nella limitrofa via Roma. Il gruppo ha sfondato la porta a vetri d’ingresso del giornale, ha quindi riversato rifiuti nell’atrio. Sono stati lanciati oggetti sulle vetrate. E’ intervenuto personale del VI Reparto Mobile della polizia che ha allontanato il gruppo di facinorosi

19.09

Studenti: “Napolitano pronto ad esaminare le nostre proposte” 149

”Il Presidente della Repubblica si e’ detto pronto ad esaminare le nostre alternative alla riforma”. Lo ha detto ai cronisti uno studente della delegazione che ha appena incontrato il Capo dello Stato. ‘Il Presidente della Repubblica ha preso atto delle nostre istanze. In questo momento e’ l’unico interlocutore che abbiamo avuto finora. Questo è già un dato enorme – ha aggiunto – ed è importante che questo distacco sempre più forte tra la nostra generazione e le istituzioni del Paese, oggi per la prima volta, sia stato parzialmente colmato”.

19.55

Domani il voto in Senato 150

Ostruzionismo finito in Aula al Senato e il ddl Gelmini sarà votato definitivamente domani dall’Aula di Palazzo Madama intorno alle 16. Un accordo in tal senso è stato raggiunto nella riunione della capigruppo

19.57

Il questore di Roma: “Agenti lontani, strategia vincente” 151

“Quella di oggi è stata una strategia vincente. La situazione era critica perché il percorso inizialmente non era stato concordato con gli organizzatori del corteo. Tenere gli uomini a distanza, una volta venuti a conoscenza del percorso, è stata la scelta giusta tra le varie alternative pianificate”. Lo ha detto il questore di Roma, Francesco Tagliente

20.51

Il Pd: “Grati a Napolitano” 152

“Siamo grati al presidente della Repubblica per il gesto di oggi. L’incontro con gli studenti è stato un segno fondamentale di ascolto, un modo per dare speranza alle generazioni più giovani”. Lo dice Enrico Letta, vicesegretario del Partito democratico

La riforma gelmini raccontata da Confindustria (Il sole 24 ore)

 Occhio che la realtà è descritta unicamente dalla sinfonia di tante campane.

Questa è la campana di Confindustria la quale vede l’Università come una macchina per produrre dipendenti e non un ente che genera cittadiniconsapevoli.

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Ecco le principali novità per studenti, docenti e atenei.

Accesso di giovani studiosi. Il ddl introduce interventi volti a favorire la formazione e l’accesso dei giovani studiosi alla carriera accademica. Disco verde alla revisione e semplificazione della struttura stipendiale del personale accademico per eliminare le penalizzazioni a danno dei docenti più giovani e alla revisione degli assegni di ricerca per introdurre maggiori tutele, con aumento degli importi. Il ddl sancisce poi l’abolizione delle borse post-dottorali, sottopagate e senza diritti e introduce una nuova normativa sulla docenza a contratto, con abolizione della possibilità di docenza gratuita se non per figure professionali di alto livello. Sì alla riforma del reclutamento, con l’introduzione di un sistema di tenure-track: contratti a tempo determinato di 6 anni (3+3).

Al termine dei sei anni se il ricercatore sarà ritenuto valido dall’ateneo sarà confermato a tempo indeterminato come associato. In caso contrario terminerà il rapporto con l’università maturando, però dei titoli utili per i concorsi pubblici. Questo provvedimento si rende indispensabile per evitare il fenomeno dei ricercatori a vita e determina situazioni di chiarezza fondate sul merito. Inoltre, il provvedimento abbassa l’età in cui si entra di ruolo in università, da 36 a 30 anni, con uno stipendio che passa da 1300 euro a 2100. Sì anche alla chiarificazione delle norme sul collocamento a riposo dei docenti e alla valutazione complessiva delle politiche di reclutamento degli atenei ai fini della distribuzione del fondo di finanziamento ordinario.

Arriva il codice etico. Ogni ateno dovrà adottare un codice etico per evitare incompatibilità e conflitti di interessi legati a parentele. Alle università che assumeranno o gestiranno le risorse in maniera non trasparente saranno ridotti i finanziamenti del ministero dell’Istruzione.

Arriva un direttore generale. Che sostituirà l’attuale direttore amministrativo. Il direttore generale avrà compiti di grande responsabilità e dovrà rispondere delle sue scelte, come un vero e proprio manager dell’ateneo.

Distinzione netta di funzioni tra Senato accademico e consiglio d’amministrazione. Il Senato avanzerà proposte di carattere scientifico, ma sarà il cda ad avere la responsabilità chiara delle assunzioni e delle spese, anche delle sedi distaccate. Il cda non sarà elettivo, ma responsabilizzato e competente, con il 40% di membri esterni. Il presidente del cda potrà essere esterno.

Diritto allo studio e aiuti agli studenti meritevoli. Delega al governo per riformare organicamente la legge 390/1991, in accordo con le Regioni. Obiettivo: spostare il sostegno direttamente agli studenti per favorire accesso agli studi universitari e mobilità. Inoltre sarà costituito un fondo nazionale per il merito al fine di erogare borse di merito e di gestire su base uniforme, con tassi bassissimi, i prestiti d’onore.

Docenti in classe. I docenti avranno l’obbligo di certificare la loro presenza a lezione. Questo per evitare che si riproponga senza una soluzione il problema delle assenze dei professori negli atenei. Viene per la prima volta stabilito inoltre un riferimento uniforme per l’impegno dei professori a tempo pieno per il complesso delle attività didattiche, di ricerca e di gestione, fissato in 1500 ore annue di cui almeno 350 destinate ad attività di docenza e servizio per gli studenti.

Gestione finanziaria. Introduzione della contabilità economico-patrimoniale uniforme, secondo criteri nazionali concordati tra viale Trastevere e Tesoro. Oggi i bilanci delle università non sono chiari e non calcolano la base di patrimonio degli atenei. Con le nuove norme, i bilanci dovranno rispondere a criteri di maggiore trasparenza. Debiti e crediti saranno resi più chiari nel bilancio. Scatta poi il commissariamento e la tolleranza zero per gli atenei in dissesto finanziario.

Gli studenti valutano i professori. Gli studenti valuteranno i professori e questa valutazione sarà determinante per l’attribuzione dei fondi alle università da parte del ministero dell’Istruzione.

Mobilità del personale. Sarà favorita la mobilità all’interno degli atenei, perché un sistema senza mobilità interna non è un sistema moderno e dinamico.Possibilità per chi lavora in università di prendere 5 anni di aspettativa per andare nel privato senza perdere il posto.
Nucelo di valutazione d’ateneo a maggioranza esterna. Oggi molti nuclei di valutazione sono in maggioranza composti da docenti interni. Con le nuove norme, il nucleo di valutazione dovrà avere una maggiore presenza di membri esterni per garantire una valutazione oggettiva e imparziale.

Possibilità per gli atenei di fondersi tra loro o aggregarsi su base federativa per evitare duplicazioni e costi inutili. Oggi università vicine non possono unirsi per razionalizzare e contenere i costi. Con le nuove norme invece ci sarà la possibilità di unire o federare università vicine, anche in relazione a singoli settori di attività, di norma in ambito regionale, per abbattere costi e aumentare la qualità di didattica e ricerca.

Reclutamento di giovani studiosi. Il ddl introduce l’abilitazione nazionale come condizione per l’accesso all’associazione e all’ordinariato. L’abilitazione è attribuita da una commissione nazionale sulla base di specifici parametri di qualità. I posti saranno poi attribuiti a seguito di procedure pubbliche di selezione bandite dalle singole università, cui potranno accedere solo gli abilitati. Le commissioni di abilitazione nazionale saranno autorevoli con membri italiani e, per la prima volta, anche stranieri. Ci sarà poi un cadenza regolare annuale dell’abilitazione a professore, al fine di evitare lunghe attese e incertezze e l’attribuzione dell’abilitazione, a numero aperto, sulla base di rigorosi criteri di qualità stabiliti con decreto ministeriale, sulla base di pareri dell’Anvur e del Cun.

Arriva poi la distinzione tra reclutamento e progressione di carriera: basta con i concorsi banditi per finta solo per promuovere un interno. Entro una quota prefissata (1/3), i migliori docenti interni all’ateneo che conseguono la necessaria abilitazione nazionale al ruolo superiore potranno essere promossi alla luce del sole con meccanismi chiari e meritocratici. Messa a bando pubblico per la selezione esterna di una quota importante (2/3) delle posizioni di ordinario e associato per ricreare una vera mobilità tra sedi, oggi quasi azzerata. Procedure semplificate per i docenti di università straniere che vogliono partecipare alle selezioni per posti in Italia.

Riduzione dei settori scientifico-disciplinari. Dagli attuali 370 alla metà (consistenza minima di 50 ordinari per settore). Oggi ogni professore è oggi rigidamente inserito in settori scientifico-disciplinari spesso molto piccoli, anche con solo 2 o 3 docenti. Con il ddl, saranno ridotti per evitare che si formino micro-settori che danneggiano la circolazione delle idee e danno troppo potere a cordate ristrette.

Riorganizzazione interna degli atenei. Riduzione molto forte delle facoltà che potranno essere al massimo 12 per ateneo. Questo per evitare la moltiplicazione di facoltà inutili o non richieste dal mondo del lavoro.

Scatti stipendiali solo ai professori migliori. Si rafforzano le misure annunciate nel DM 180 in tema di valutazione dell’attività di ricerca dei docenti. In caso di valutazione negativa si perde lo scatto di stipendio e non si può partecipare come commissari ai concorsi.

Sì al passaggio ad associato di 4.500 ricercatori in tre anni. Arriva il disco verde anche alla norma che prevede il passaggio ad associato di 1.500 ricercatori in tre anni.

Stop ai rettori a vita. Un “magnifico” potrà rimanere in carica un solo mandato, per un massimo di sei anni.

Stop a parentopoli. Si prevede che nelle assunzioni per ordinario e associato siano esclusi i consangunei dei professori appartenenti al dipartimento o alla struttura che effettua la chiamata, ma anche di rettori, direttori generale, consiglieri di amministrazione.

Valutazione degli atenei. Le risorse saranno trasferite dal ministero in base alla qualità della ricerca e della didattica. Fine della distribuzione dei fondi a pioggia. Obbligo di accreditamento, quindi di verifica da parte del ministero, di tutti i corsi di laurea e di tutte le sedi distaccate per evitare che si creino insegnamenti e strutture non necessarie. Valutazione dell’efficienza dei risultati conseguiti da parte dell’Anvur.

Il nostro futuro è in piazza.

Oggi, gli studenti scendono in campo da soli a fare quello che le generazioni precedenti avrebbero dovuto fare da tempo: cercano di riprendersi il paese.

Questi ragazzi si sono riuniti, hanno preso le loro decisioni, si sono organizzati ed ora fanno politica.
Politica come non se ne è vista negli ultimi vent’anni in quanto, per primi, si sono resi conto che il loro futuro è in gioco.
E quel futuro lo si vince o lo si perde.

Io credo che anche il nostro futuro sia in gioco: solo che a noi ci hanno anestetizzato con vaghe promesse di scaricare i nostri debiti sulle spalle di quelli che scendono in piazza oggi.
In questo modo ci hanno illusi ed, in qualche modo, reso complici.

Io, nel mio piccolo, penso di non esserci cascato e di stare lottando ormai da qualche anno.
Però non ho ottenuto molto.

Loro forse qualcosa otterranno: magari riuscendo a svegliarci.
E se li fermeranno, se li dirotteranno in forme stupide di protesta (violenta), se li azzittiranno e puniranno, avremmo perso tutti quanti.

Quindi prego che, nelle assemblee, i ragazzi abbiano scelto le strategie giuste e mi impegno a cercare di fare in modo che, nel futuro, non vengano lasciati da soli a combattere le nostre battaglie.

Rightly on the left

Mi scuso per un mio difetto: mi ricordo le idee e ne faccio una sintesi mentre mi dimentico coloro che me le hanno fatte scoprire. In quest’ottica pecco di ingratitudine nei confronti di coloro che, percorrendole prima di me, hanno facilitato il mio camminare su difficili vie di pensiero.

Comunque, tenevo a dire che anche a me è capitato di chiedermi cosa significhi essere di sinistra e cosa significhe essere di destra.

La risposta che mi sono dato è che la sinistra tende a vedere il Mondo, e l’Umanità che lo abita, come un tuttuno.

In questa logica, la sinistra vera è internazionalista e rifiuta ogni discriminazione umana sia a livello di singolo individuo che di popolo o stato.

Chi è di sinistra è convinto che la crescita dell’Umanità è generata da tanti individui che perseguono la stessa prendendo tante strade diverse. Ognuna di queste è preziosa.

Chi devia dal percorso tracciato è semplicemente umano. Gli errori vanno corretti. La società va protetta da chi delinque con fermezza e decisione.
Però la società è come un corpo umano, il delinquente è come una parte infetta. Prima la si prova a curare, poi, se necessario e mai con leggerezza, la si amputa. Mai la si odia né si prova piacere ad amputarla perché ciò è semplicemente insano.
A voi sembra normale uno che è contento… che so… di avere un dito amputato?

Un governo di sinistra deve garantire a tutti la libertà di perseguire il proprio percorso di crescita e di compiere gli errori che, in esso, sono inevitabili.
Un uomo di sinistra ritiene che la sua libertà inizia dove inizia la libertà altrui perché, se limito i diritti altrui, nel momento in cui vacillerà la mia forza fisica, economica o politica, sarà la mia libertà ad essere messa in discussione. Conseguentemente, una libertà basata sulla forza è illusoria.

D’altro canti, un uomo di destra ritiene che la sua libertà finisce dove inizia la libertà altrui. Conseguentemente bisogna limitare la libertà altrui il più possibile in modo da essere più liberi.
Un uomo di destra ritiene che il mondo sia una giungla in cui gli uomini più forti devono prevalere, le razze più forti devono prevalere, le ideologie più forti devono prevalere.
Quindi, i pensieri altrui devono essere stigmatizzati ed indicati come sintomo di pazzia o cattiva fede. Gli oppositori devono essere messi al rogo, bastonati o conditi con olio di ricino.
Un governo di destra deve imporre a tutti di pensare la cosa giusta. Se la cosa giusta è giusta. Automaticamente, farsi domande o, semplicemente, pensare diversamente, diviene reato.
Chi devia dal percorso tracciato è un abominio da cancellare, sterilizzare, azzittire, estirpare.

    Ritengo infine che essere di sinistra significhi non comportarsi mai come uno di destra

, e questa convinzione, in questo momento, mi da molto da pensare.

Un abbraccio a tutti

Guido

E noi cerchiamo argomenti per la campagna elettorale.

In questi giorni oscillo tra una sensazione di euforia ed una di sconforto.

L’euforia prevale quando mi rendo conto che, finalmente, un partito di sinistra ha un leader che dice le cose giuste.
Lo sconforto appare quando mi rendo conto che queste cose giuste sono spesso molto generali e che egli non prende posizioni nette sul “cosa SEL vuole fare”.

L’angelo euforico mi dice che si tratta di una strategia comunicativa necessaria a vincere le elezioni e prendere il potere: il diavolo depresso mi dice che Vendola è solo uno che usa una strategia di marketing diversa dagli altri ma, alla fine, è fatto di fumo come gli altri.

In ogni caso, quando non si hanno alternative è meglio credere ed agire come se SEL fosse il partito da sostenere: se ho ragione, cambieremo il Paese, se ho torto… beh… non cambierà nulla.

Ma andiamo ai fatti: ecco, secondo me, quello che dovremmo proporre.

ELEZIONE DEGLI “ELETTI”
Il partito dovrebbe scegliere i suoi candidati tramite un meccanismo “tipo primarie” che sia noto e trasparente.
In questo modo potremo porci davanti agli altri con una patente di maggiore “democraticità”.
Infatti, se si ha giocato secondo le regole, si può anche perdere: invece se bari e perdi (come fa il PD) sei proprio uno sfigato integrale.

LAVORO – ELIMINAZIONE DELL’OUTSOURCING
Dovremmo vietare, alle aziende con più di 100 dipendenti di procurarsi i servizi in outsourcing.
E’ infatti dimostrato che l’outsourcing costa di più e rende di meno.
E’ così invitante solo in quanto permette di pagare dipendenti a 120 giorni e di dare la colpa ad altri per i disservizi.

LAVORO – ELIMINAZIONE DEL LAVORO INTERINALE PER DETERMINATE FUNZIONI
Vietare che le funzioni che costituiscono il core business di un’ente o un’azienda vengano svolte da precari.
Una società di ingegneria non potrà più prendere ingegneri in somministrazione: un ospedale non potrà prendere infermieri, un’azienda delle pulizie non potrà prendere addetti alle pulizie e così via.

FORNITURE ALLO STATO – PAGAMENTO A 30 GIORNI
Se lo stato non ha i soldi, non deve acquistare.
L’abitudine attuale di pagare a “tre anni” butta fuori dal ruolo fornitori per lo stato le piccole imprese non mafiose. Ed è un danno per tutti.

FAVORIRE LA PICCOLA DISTRIBUZIONE
La piccola distribuzione garantisce che la ricchezza rimanga sotto casa.

ACCORCIAMENTO DELLA FILIERA
Vietare un ricarico di più del 100% tra il prezzo delle merci ed il costo di produzione.

Ne ho alcuni altri… ma mia moglie mi richiama all’ordine.

A presto

Guido

Sto cercando di capire

Sto cercando di capire ma, a differenza di molti che sento parlare, cerco di guardare immagini senza commento ed ascoltare le parole di chi ci stava.

Non mi stupisco: ognuno racconta la sua versione dei fatti, ma almeno bisogna cercare di tagliare chi evidentemente urla per cercare di evitare che gli altri parlino: questa gente ha paura è l’unica cosa che mi viene da pensare è che, se ha paura, ci sarà un perchè.

Beh… ho letto due articoli

«Non condivido ma capisco»
Il racconto di uno studente che c’era, e che gli ha fatto orrore e tentazione assieme

Chi sono i black block!? Dove sono i black block!? del collettivo universitario autonomo di Torino.

La cosa che mi dispiace è che una parte forte della nostra comunità ha rinunciato a vincere le elezioni: semplicemente non ci crede più.

Le manifestazioni del 14 hanno regalato un milione di voti a Berlusconi ma a questi ragazzi non importa in quanto il misero spettacolo dato dai parlamentari li porta a disprezzare ciò per cui molti altri ragazzi come loro hanno dato la vita.

La nostra Costituzione è come un gioiello ricoperto di merda.
La costituzione è il gioiello, i politici attuali… la merda.
Però non tutti… abbiamo un signor Presidente che è una persona per bene. E ce ne sono anche altri.

Non sono un politico, ma vorrei convincerli a continuare a combattere.