Rocca Secca e l’Unità d’Italia

Dopo il 1860, con l’Unità d’Italia e con la costruzione della ferrovia Roma-Napoli, la situazione sociale cambia, ma molti roccaseccani emigrano per cercare lavoro al Nord o all’estero. L’economia e la vita del paese rimangono invariate anche durante i primi anni del Novecento, fino all’inizio della II Guerra Mondiale.

Ha inizio uno dei periodi più oscuri della storia del paese, che deve pagare un tremendo tributo in vite umane e subire una profonda distruzione. É scelto per la sua posizione, per la presenza della stazione ferroviaria e per il ponte sul fiume Melfa, come quartier generale del XIV Panzerkorps e del generale Frido Von Senger und Etterlin. Ma l’importanza strategica si rivela fonte di vessazioni per Roccasecca, che dovette subire durissimi e continui bombardamenti da parte degli Alleati, culminati con il tremendo attacco alla stazione ferroviaria del 13 ottobre 1943. Dopo la guerra, i lunghi anni della povertà e della ricostruzione, poi il boom economico, la nascita delgli stabilimenti industriali, lo sviluppo del paese intorno alla ricostruita stazione ferroviaria, sempre nella certezza di lottare per costruire un domani migliore. Il 14 settembre 1974 Roccasecca riceve, in occasione del VII centenario della Morte di San Tommaso, la visita del Santo Padre Paolo VI.

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Vestito da Sposo

Negli ultimi anni, da quando vivo a Roma, la qualità dei miei abiti era andata decisamente scemando.

Genova ha molti difetti ma, fino ad ora, si era dimostrata impareggiabile in due cose: i cocktail ed i negozi di vestiti (per uomo).

Oramai non bevo quasi più e, di conseguenza, la mancanza dei cocktail non mi fa tremare le vene ai polsi: per quanto riguarda gli abiti, a Genova, ero abituato che nei negozi di fiducia, i commessi, con un semplice colpo d’occhio, capiscono cosa ti sta bene e, sostanzialmente, ti vestono.

Negli ultimi anni, a Roma, entravo in un negozio ed i commessi tendevano a rifilarti un vestito facendo ben attenzione a non tirarne fuori più di due. Il tutto condito da distratta maleducazione ed antipatia.

Su consiglio di un amico sono andato da Castiglioni in via Regina Margherita: ed è stato un piacevole ritorno al passato.

A differenza dei precari svogliati degli altri negozi romani, ci siamo trovati ad interagire con veri professioniti, di una gentilezza estrema e dotati di un occhio eccellente.

Tre parole ed hanno capito quello che volevo, l’abito da sposo è uscito al primo tentativo ed è iniziato lo studio delle modifiche.

Per le prove, forniscono camicia, scarpe, gemelli e tutti gli accessori in modo che uno si faccia un’idea di come l’abito sta veramente.

Da Castiglioni le modifiche sono comprese nel prezzo ed, alla seconda prova, l’abito mi calzava perfettamente.

Sono cosciente del fatto che  questo articolo sembra una pubblicità ma, in realtà, questo desiderio di qualità dei servizi è un desiderio di una società diversa.

L’Italia che sta venendo costruita negli ultimi anni è una comunità di fanfaroni tutti tesi a derubarsi a vicenda. Per evitare il latrocinio, bisogna servirsi dalle grandi catene.

Questo fa sì, da un lato, che si perda il rapporto con i fornitori, e, dall’altro, che il potere economico si sposti nelle mani di pochissimi super ricchi.

Si sta tornando in una società di nobili e di servi, Don Abbondi, Azzecca Garbugli, vasi di coccio e vasi di ferro.

Sarò antiquato ma io sono ancora per l’abbondante diffusione della vecchia cara classe media, padrona di sè stessa, ed artefice della propria fortuna.

Per questo, realtà come Castiglioni vanno tutelate.

Rocca Secca ed il Ducato di Sora

Dopo il 1550 alcuni abitanti della rocca scendono a valle dando origine all’attuale Roccasecca Centro, al Castello ed a Caprile. Nei secoli che seguono gli abitanti di Roccasecca vedono avvicendarsi al potere del loro castello gli Angioini, lo Stato Pontificio, gli Aragonesi, a seconda del Signore che domina in quel momento la Valle del Liri. È solo nel 1583 che Roccasecca acquista un po’ di pace e di serenità: viene infatti venduta dai conti D’Aquino al duca di Sora Giacomo Boncompagni che ne fa un suo feudo. Un secolo più tardi Roccasecca cade come tutta l’Italia meridionale sotto il giogo degli spagnoli; la vita del paese nei due secoli che seguono è alquanto grama: nel Settecento malattie, siccità e un’eccessiva pressione fiscale riducono drasticamente il numero degli abitanti.

Roccasecca fotografata da Guido

Il duca Gaetano Boncompagni si interessò personalmente del trasferimento della sede vescovile di Aquino, da anni insediatasi a Pontecorvo, fuori dai confini del regno di Napoli e dal territorio ducale, a Roccasecca, dove con un apposito piano urbanistico fu riammodernato anche il centro abitato. Gaetano concesse il palazzo Boncompagni di Roccasecca al vescovo quale sua residenza e sede del seminario e del tribunale diocesano.

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In partenza

A forza di spostare in avanti la partenza, la nostra vacanza in Salento si sta riducendo ad un week end.

L’idea era di dedicare “un paio di pomeriggi” al trasloco parziale di casetta (cioè della casa in via del Gazometro affittata da Sonia) e poi partire per Lecce ed, in effetti, abbiamo dedicato meno di un paio di pomeriggi a quella attività.

A bruciare il tempo sono state le “piccole attività di contorno” a questo trasloco tra le quali spiccano:

  • l’acquisto e la costruzione di una camera da Letto Ikea,
  • la demolizione e trasporto a discarica di una credenza,
  • la consegna in conto vendita di un paio di comodini,
  • pagamento di bollette per mezzo migliaio di euri,
  • due uscite per commissionucce varie ma inderogabili,
  • invio delle ultime partecipazioni,
  • gestione continuata ed infinita dei fornitori dell’evento matrimoniale.

Comunque, ora siamo in partenza ed arriveremo fino a… Frosinone.

Domani… dopo un’altra commissionuccia si apre, davanti a noi, una ampia e variegata vacanza nella quale avremo persino un giorno completamente libero!!!

Speriamo profondamente di non annoiarci.

Il Menù alla Locanda del Catello

Sembra che i ciociari, per mangiare pesce, vadano in montagna (paese che vai…) e così la Signora Carla ci ha proposto un menù a base di pesce (che, in effetti, è ottimo e splendidamente cucinato).
Io, però, manco dell’elasticità mentale ciociara ed, anche considerando il fatto che alcune persone non mangiano pesce (tra cui la mia mamma e metà del mio ufficio), ho richiesto un menù di carne.
L’ottenimento di questo menù ha implicato la necessità di provare diversi piatti ma, in fondo, uno deve anche sacrificarsi per i propri ospiti.

Aperitivo/Antipasto
L’antipasto sarà a buffet e dovrebbe contenere ogni ben di Dio.
Sia pesce che insaccati che formaggi con le marmellate.

Primi
Come primo primo, abbiamo scelto ravioloni ricotta e spinaci (o forse timo).
Un primo molto semplice ma, vi assicuro delizioso.

Come secondo primo, abbiamo scelto taglierini al tartufo.
Si tratta di un gusto più elaborato ma decisamente interessante.

Secondi e contorni

Eravamo indecisi tra un arrosto ed uno stracotto. Sonia era per l’arrosto ed io ero per lo Stracotto.

La signora Carla ha promesso che, con un arrosto in salsa ci avrebbe soddisfatti entrambi.

Tutto questo sarà affiancato da patate al forno ed insalata mista.

Vini

Con i vini omaggiamo la Ciociaria.

Come rosso, abbiamo scelto il Cesanese del Piglio e come bianco una Passerina del Frusinate (semper bona).

Dolci

Anche i dolci saranno a buffet e comprenderanno sia pasticceria che un insieme di mousse e semifreddi.

Ci sarà, naturalmente, la nostra torta nuziale e quindi liquori a volontà.

Bambini

Per i bambini ci sarà una festa a parte con animazione ed un menù dedicato a loro (pasta al pomodoro, cotoletta e patatine). Naturalmente l’antipasto ed i dolci saranno per tutti.

Dignità e reputazione

La camera, una volta finita, è indubbiamente molto bella. E lo stesso si può dire della cabina armadio che Sonia ha messo in ordine.

Montare i mobili dell’Ikea è una faticaccia ma, al momento, a Roma è l’unica possibilità.

In una città dove il concetto di reputazione non esiste, uno va in un negozio ad acquistare un mobile, lo paga e poi si vede arrivare a casa un mobile diverso che viene montato malamente magari anche facendo danni in casa.

Gandhi (film, di Richard Attenborough, 1982).

Dall’altro lato, ieri sera, un amico mi diceva che, se metti un mobile in casa ad un cliente, quello diventa di sua proprietà: ed accade una circa una volta ogni quattro che il cliente romano, semplicemente, non ti paga.

Come dicevo prima, tutto ciò è al fatto che la “reputazione”, cioè il fatto che si sappia in giro che una persona è onesta, paga il dovuto, e fa bene il suo mestiere, con le leggi sulla privacy, non è più una preoccupazione della gente e, tra persone senza faccia, nessuno si preoccupa della dignità.

In casa nostra non ci sono ancora le tende e, nel palazzo di fronte a casa nostra un signore circola tranquillamente in mutande.

Anche io, in questi mesi caldissimi, l’ho ripagato con la stessa moneta. Panza contro panza, pelo contro pelo. Ed entrambi usiamo mutande dal tattico colore nero.

Un giorno, la vicina che conosco, è uscita sul terrazzo ed io, che ero in mutande mi sono prodotto in un balzo felino per uscire dal quadro della finestra.

Il parquet ha retto, con fatica, il mio atterraggio, io ho risparmiato la mia pancia alla vicina, e Sonia mi ha spiegato che, solo quando una persona viene riconosciuta, appunto, come persona, la gente gli riserva un riguardo che dovrebbe essere riservato a tutti i concittadini.

Mi piacerebbe raccogliere in un’associazione un gruppo di persone che accettano di riconoscersi a vicenda come persone e si forniscano vicendevolmente servizi dando peso alla reciproca reputazione.

Penso che questa associazione renderebbe la nostra vita molto più semplice.

Ricorsi politici – Tullianos contro Craxianos

Ieri sera non riuscivo a dormire ed ho acceso la TV.
Sulla 7d, Del Pietro e Travaglio duellavano sulla questione Fini e Tullianos.

Mentre ascoltavo Travaglio dire che… in fondo… chi se ne frega se Fini si è portato via i soldi di Alleanza Nazionale che non sono mica soldi dello stato mi è venuto un pensiero.

Bell’affare ci abbiamo fatto con Mani Pulite.

Nell’epoca precedente Tangentopoli, i politici prendevano le bustarelle per poi dare i soldi al partito.
Ora hanno fatto leggi per le quali i partiti sono sovvenzionati dallo Stato mentre i politici, che ora si sposano le “letterine”, rubano i soldi ai partiti per darli ai cognati delle stesse.

Quello che manca ai nostri politici è decisamente il senso del ridicolo.

I miei addominali non sono così

I miei addominali non sono così.
Loro sono i Momix, ballerini incredibili.

Negli ultimi tempi siamo sempre arrivati alla sera talmente stanchi da desiderare di uscire tanto quanto desideravamo chiuderci un dito in un cassetto.
E’ normale: il bamboo ha avuto una grossa parte in tutto questo e poi stavamo costruendo cose importanti.

Però dobbiamo impegnarci continuare a provare meraviglia anche per quello che scorre anche al di fuori dalla nostra coppia.