Il relais della “locanda del castello”

La Locanda del Castello, ovvero il posto dove faremo la cena, è decisamente il posto più bello che abbiamo trovato in zona.
Secondo me, molta parte del merito va alla signora Carla che, ogni volta che la contattiamo, dimostra una passione ed una attenzione non comuni.
Non abbiamo prenotato tutte le stanze in quanto la capienza non ci permette di alloggiare tutti i parenti e così, per non fare figli e figliastri, abbiamo preferito raccogliere i parenti, tutti assieme, in una struttura più capiente.
Certo che, se qualcuno di voi preferisce alloggiare lì e si prenota una stanza, fa la cosa che, al vostro posto, farei io.


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Anzi, a dire la verità, penso che in futuro verremo a passare qualche week end in questo posto che, secondo me, è veramente vicino al cielo.

Qualità: Molto alta
Facilità di raggiungimento: Media
Prezzo: Medio-alto
Stanze: 12 (di cui 3 già occupate)

Indirizzo:
Il Castello Srl
Via San Tommaso, 9
03038 Roccasecca (FR)
Tel. +39 0776567354 Cell. 3357202500
p.i. e c.f. 02590970600

Email:
Carla Antonelli carla.antonelli@la-locandadelcastello.it
Informazioni Generali info@la-locandadelcastello.it

Integrazione con Facebook

Sto lavorando per rendere il Blog sepre più integrato su facebook.

In questo modo, gli amici vedranno automaticamente quello che viene pubblicato e potranno commentarlo sulla loro facebook page.

E’ un po’ complesso ma, se funziona, dovrebbe dare ottimi risultati.

Guido

Fede e Speranza

La vita non è vita senza poesia e, nel momento in cui si decide di creare una famiglia, si capisce che non si può pensare di creare la vita senza, almeno, impegnarsi per consegnare loro un mondo migliore.

Non so dirvi se ciò che cercherò di fare servirà a qualcosa: posso solo promettere di provarci.

C’è molto da fare: questo paese sta impazzendo completamente ed è necessario ristabilire quella giustizia e ragionevolezza che lo rende tale.

Soprattutto è necessario far rinascere la speranza nel cuore dei suoi cittadini.

La speranza è una delle tre virtù teologali (che sono fede, speranza, ed amore)  che consiste della coscienza della possibilità di un  miglioramento e della attiva fiducia nel raggiungimento dello stesso.

La speranza è quella che, comunque, ci fa tirare su le maniche e continuare a lavorare.

Volo / Flying

In puglia abbiamo conosciuto alcune persone che hanno mostrato come, per mantenere viva la fede e la speranza, poteva essere utile ancorarsi ad una persona.

Nel loro caso, questa persona era Don Tonino Bello di cui voglio proporvi un’invocazione allo Spirito che trovo sia una poesia splendida e terribilmente intensa.

Spirito di Dio
che agli inizi della creazione ti libravi sugli abissi dell’universo,
e trasformavi in sorriso di bellezza il grande sbadiglio delle cose,
scendi ancora sulla terra
e donale il brivido dei cominciamenti.

Questo mondo che invecchia,
sfioralo con l’ala della tua gloria.
Dissipa le rughe.
Fascia le ferite
che l’egoismo sfrenato degli uomini
ha tracciato sulla sua pelle.
Mitiga con l’olio della tenerezza
le arsure della sua crosta.
Restituiscile il manto dell’antico splendore,
che le nostre violenze le hanno strappato,
e riversale sulle carni inaridite anfore di profumi.

Permea tutte le cose, e possiedine il cuore.

Facci percepire la tua dolente presenza
nel gemito delle foreste divelte,
nell’urlo dei mari inquinati,
nel pianto dei torrenti inariditi,
nella viscida desolazione delle spiagge di bitume.

Restituiscici al gaudio dei primordi.
Riversati senza misura sulle nostre afflizioni.
Librati ancora sul nostro vecchio mondo in pericolo.
E il deserto, finalmente, ridiventerà giardino,
e nel giardino fiorirà l’albero della giustizia,
e frutto della giustizia sarà la pace.

Don Tonino Bello

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  5. Premete il pulsante con su scritto “Post Comment”.

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Il vostro primo commento non apparirà  subito in quanto, chi commenta per la prima volta, è soggetto a “moderazione” cioè, in pratica, deve attendere che io gli approvi il commento.

Dal secondo commento in poi, essi appaiono immediatamente.

Quindi, ora che sapete come, rinnovo il nostro invito a commentare ogni nostro intervento.

Hotel Liolà – Pontecorvo

L’hotel Liolà è la soluzione che consigliamo ai nostri ospiti che cercano un posto per dormire comodo e facile da raggiungere (sia dall’autostrada che dal luogo della cena).

L’hotel è bello ed è molto classico. Il personale ci è parso gentile e c’è la possibilità di mangiare all’interno.

Si trova all’uscita di Pontecorvo dell’autostrada A1 (Roma – Napoli).
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Dato che ci dormiremo in parecchi, ci hanno proposto una tariffa agevolata quindi, se ci dormite, fatecelo sapere che vi diciamo quanto ci hanno promesso di farvi pagare.

Se vi attira, fateci sapere che lo prenotiamo.

Qualità: Alta
Facilità di raggiungimento: Alta
Prezzo: Medio-Alto
Stanze: 40

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  • cliccate sul link.

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Non importa quale usate, i link portano tutti alla stessa pagina.

E’ interessante notare che esiste una casellina quadrata con, a fianco, scritto “Ricordami”. Se la cliccate, il vostro PC si ricorderà chi siete e non dovrete fare log in.

Se perdete la password

Scrivetemi cliccando qui. Penserò io a tutto.

Perché il mondo cambia…

Durante la nostra convalescenza a San Pancrazio, Antonio mi ha parlato di Don Tonino Bello.

Sonia lo conosceva già, io ho letto qualcosa di suo.

Quell’uomo aveva intuito come il messaggio cristiano può essere lo spunto per l’abbraccio fraterno tra i popoli che, alla fine, è l’unica speranza di salvare questo nostro piccolo mondo.

Penso che vedrete apparire “Don Tonino” molto spesso nella storia che noi ci stiamo apprestando a raccontare.

I COCCODRILLI IN FONDO ALL'ANIMA

dal Diario della marcia di Sarajevo, dicembre 1992

Poi rimango solo
e sento per la prima volta una grande voglia di piangere.
Tenerezza, rimorso
e percezione del poco che si è potuto seminare
e della lunga strada che rimane da compiere.

Attecchirà davvero la semente della nonviolenza?
Sarà davvero questa la strategia di domani?
E’ possibile cambiare il mondo
col gesto semplice dei disarmati?

E’ davvero possibile che,
quando le istituzioni non si muovono,
il popolo si possa organizzare per conto suo
e collocare spine nel fianco a chi gestisce il potere?
Fino a quando questa cultura della nonviolenza
rimarrà subalterna?

Questa impresa contribuirà davvero
a produrre inversioni di marcia?
Perchè i mezzi di comunicazione
che hanno invaso la Somalia
a servizio di scenografie di morte,
hanno pressochè taciuto
su questa incredibile scenografia di pace?

Ma in questa guerra allucinante
chi ha veramente torto e chi ha ragione?
E quale è il tasso delle nostre colpe
di esportatori di armi
in questa delirante barbarie
che si consuma sul popolo della Bosnia?

Sono troppo stanco per rispondere stasera.
Per ora mi lascio cullare da una incontenibile speranza:
le cose cambieranno, se i poveri lo vogliono.

don Tonino Bello

E così, dopo i quadricipiti… addominali

Avevamo due giorni in Salento e, per paura di riposarci troppo, abbiamo pensato bene di accogliere un autista salentino nella nostra fiancata.

E’ accaduto sabato mattina, poco dopo le 9 e 30.

In una svolta a sinistra, dopo che le macchine dietro di noi si erano fermate per farci svoltare, l’autista salentino di cui sopra ha pensato di superare l’intera fila e schiantare la sua Opel Corsa sul mozzo posteriore sinistro della nostra Alfa 147.

Ne è conseguito un bel botto ed un movimento a trottola: la macchina ci ha protetto deformandosi e nessuno si è fatto (troppo) male. Noi abbiamo avuto il piacere di provare i fasti della sanità pugliese.

All’ospedale di Manduria, un ferito grave ha buone probabilità di morire cercando il pronto soccorso che si trova nascosto sulla sinistra.

Inforcato il pronto soccorso si riceve il benvenuto dal fatto che, sul cartello in entrata, il primario ha perso il “pri” ed è rimasto solamente “mario”.

A fianco, una matita impietosa ha scritto “mario chi?”.

Mario chi?

Il pronto soccorso si è rivelato pronto come da premesse e così, dopo sole sei ore, il dottore di turno mi ha chiesto:

“Cosa è successo?”

“Un salentino mi è entrato nella fiancata a 120 all’ora”.

“E tu come ti senti?”

“Contrariato”

“Goditi l’oggi perchè domani starai malissimo: vomiterai, ti si addormenteranno le mani, avrai le vertigini, dolori articolari e tutto il resto.

Otto giorni con il collare e poi se stai bene stai bene, se no, non stai bene”

Questa è vera saggezza salentina, carpe diem. Certo che, se ci diceva anche come usare il collare, il servizio sarebbe stato extra lusso.

Quando gli chiesi il certificato con i giorni egli mi ha detto che no… che prima dovevo pagare… si trattava di un certificato opzionale da consegnarsi previo pagamento di piccola cifra per servizietto intra-moenia (25 euri+5 di IVA).

Comunque nessun problema, saremmo dovuti andare al CUP, pagare, e lui ci avrebbe dato subito il certificato che era come fosse già pronto.

Quando abbiamo chiesto all’infermiera dove fosse il CUP (qualunque cosa fosse), ella ci ha guardato come se fossimo scemi.

Mentre io pensavo di spiegarle che io ero sì scemo ma a causa di un salentino che aveva deciso di transitare per il retrotreno della nostra auto(non-più)mobile, lei ci ha detto che il CUP è un ufficio che fa orario di ufficio e neanche tutto.

Dopo che io gli dicevo che il dottore ci aveva detto che avrei potuto pagare subito mi ha detto di stare tranquillo in quanto quel dottore non sapeva nemmeno che giorno era.

Io non mi sono sentito tranquillo ma ho accettato la necessità di ripassare li lunedì per il certificato.

La gente in sala d’aspetto, con la quale, nelle ultime sei ore, avevo intessuto una relazione è stata molto carina e ci ha chiesto come è andata.

“Beh, mi hanno distrutto la macchina. Sono stato visitato da un medico che non sapeva nemmeno che giorno fosse che mi ha detto di sorridere perchè il domani sarà peggiore. Però non riesco a non essere allegro.”

Parlando seriamente… era vero.

In questi giorni siamo stati allegri, Sonia ed io. Lo siamo stati perchè il destino con una mano ci ha tolto e con due ci ha donato.

L’incidente poteva essere molto grave e non lo è stato.  A San Pancrazio c’è pieno di persone che ci vogliono bene: e ci siamo sentiti protetti e coccolati. Verremo ripagati di tutte le spese.

Siamo un po’ sgarrupati ma, indipendentemente dal verdetto del medico fatalista, le fosche previsioni sono state ridotte a dolori muscolari tutto sommato sopportabili e diminuenti di giorno in giorno.

Soprattutto, il collare ci impedisce di muovere il collo, e conseguentemente, dopo i quadricipiti esercitati con i mobili IKEA, ci è stato fornito un nuovo trainer per i nostri addominali che renderà più calzante il vestito da sposa ed aumenterà le mie probabilità di entrare nel panciotto.

Paccoli, collari e barocco.

Soprattutto, quanto accaduto ci ha ricordati quanto è bello tutto ciò che stiamo ricevendo dalla vita.

PS

Dopo l’incidente, Sant. Antonio sta battendo cassa in tutti i modi, ma questa è un’altra storia da raccontare in seguito.