La mia Politica

a cura di Guido Mastrobuono (20 maggio 2016) 

Ho una identità forte ed idee definite e chiare.

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Ritengo che ogni votante ha diritto di sapere cosa pensa la persona che si appresta a votare.

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Il mio pensiero è tutto in questo sito che è un libro aperto a vostra piena disposizione.

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In più mi impegno a rispondere schiettamente a tutte le domande che voi mi vorrete fare.

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Guido Mastrobuono

Con la mia adesione al Popolo della Famiglia, ho dichiarato di aderire ai 26 punti programmatici del movimento nonché alle 7 priorità per Roma.

Non ho fatto nessuna fatica in quanto si tratta di un estratto dalla Dottrina Sociale della Chiesa e cioè del pensiero politico che già professavo.

Sono stato candidato dal Popolo della Famiglia all’Assemblea Capitolina (cioè, come consigliere, al Comune di Roma) che all’VIII municipio (sempre come consigliere).

Non importa che io sia eletto. In tal caso, l’unica cosa che cambierà sarà il fatto che il mio impegno personale (comunque garantito) sarà un po’ più efficace e, dato che sono un forte sostenitore della Verità e della Sovranità Popolare) i cittadini avranno più informazioni e spiegazioni di ciò che accade all’interno dei palazzi del potere.

Ciò che conta è che Mario Adinolfi prenda molti voti come Sindaco di Roma in modo da “fare paura” ai partiti che stanno cercando di stravolgere la nostra società.

Questo, al momento, è l’obiettivo del mio impegno elettorale.

Nel tempo, la mia attività politica mi ha portato ad interessarmi di tre temi che sono:

  • POLITICA CATTOLICA: mi sono chiesto a lungo quale fosse il significato di “politica” per un cattolico e mi sono dato alcune risposte (per gli articoli su questo argomento cliccate qui),
  • MOVIMENTI POLITICI CHE FUNZIONINO: sono sempre stato convinto che da soli non arriveremo mai a nulla ed ho quindi studiato per capire quali devono essere le funzioni ed i requisiti di un movimento politico (per gli articoli su questo argomento cliccate qui),
  • RESISTENZA ALLA CRISI ED ALLE ELITE (che l’hanno generata): mi sono sforzato di comprendere la crisi e valutare le possibili forme di Resistenza dei cittadini (per vedere gli articoli legati a questa ricerca cliccate qui).

 

Le mie precedenti “scornature” politiche

La mia prima “tessera”

Poco dopo il matrimonio, e cioè nel 2010, ho iniziato la mia militanza politica in Sinistra Ecologia e Libertà.
L’ho fatto perché ero d’accordo con i principi fondanti del suo statuto.
L’ho fatto perché, quando tutto va bene, uno può godere tranquillo dei suoi affetti, quando le cose vanno come stanno andando ora, non si può proprio fare a meno di impegnarsi per rendere il paese un posto un po’ migliore dove crescere i propri figli.

Questo è stato lo statuto di SEL che mi aveva tanto colpito.

SEL si impegna ad attuare e promuovere i principi della Costituzione, posti a garanzia della libertà e responsabilità dei/delle singoli/e nella partecipazione e nell’ attività politica sia all’interno delle proprie sedi ed organizzazioni, sia nella sfera pubblica che nelle istituzioni democratiche.
SEL considera il rispetto della legalità costituzionale, coerentemente adottato nelle pratiche e nelle proposte, la prima essenziale risposta al degrado della politica e alla crisi di funzione e di rappresentanza dei partiti.
In particolare vanno attuate le garanzie per una libera e responsabile partecipazione di uomini e donne alla formazione della politica, dalla definizione di finalità e programmi, alle modalità di decisione su liste e candidature e sulla presenza di SEL in tutte le sedi istituzionali, da quelle rappresentative a quelle amministrative.
SEL ripudia ogni forma di violenza, materiale e simbolica, quale mezzo di attività politica, esercitata in modo diretto o indiretto, nelle relazioni politiche come in quelle private, nei confronti degli/delle avversari/e come degli/delle aderenti alla propria organizzazione .
SEL affida alla politica, a pratiche condivise di scelta dei/delle dirigenti e dei/delle candidati/e a rappresentarla nelle istituzioni la risposta ai processi di corruzione, di scambio affaristico-mafioso o corporativo che inquinano da tempo tutto il sistema politico. Senza dare alcuna delega alla magistratura, confondendo la responsabilità politica ed etica con quella giuridica, penale o civile.
Ma senza neppure favorire forme di complicità e connivenza all’interno del ceto politico o di reti di scambio tra gruppi di interesse, leciti ed illeciti.
Della legalità costituzionale fanno parte a pieno titolo i valori del garantismo giuridico e dell’uguaglianza di fronte alla legge. E ne fanno parte le condizioni di ineleggibilità e incandidabilità, come di nomina a funzioni pubbliche, per i reati di corruzione e concussione e per quelli previsti dal “Codice di autoregolamentazione” Approvato dalla Commissione Antimafia.
Le prerogative poste a tutela della funzione elettiva e di governo non possono tradursi in privilegi, a tutela di posizioni ed interessi estranei all’esercizio di quella funzione.
SEL opera perché nell’organizzazione della società abbia pieno riconoscimento la dignità e la funzione sociale del Lavoro come diritto effettivo che ogni persona deve avere concretamente riconosciuto e garantito, in armonia con prescrizione dell’art. 4 della Costituzione della Repubblica.

Come noterete dagli articoli che ho scritto la mia militanza non ha mai implicato una acritica accettazione delle modalità in cui il partito viene gestito.
Infatti, sono fermamente convinto che si debba fare molto meglio di così.

Quando mi sono reso conto che, all’interno di SEL, non era nemmeno possibile impattare sulle decisione della sezione di appartenenza, ho deciso di non rinnovarne la tessera e di rimanere in attesa di nuove occasioni.

 

Soggetto Politico Nuovo, e comportamenti un po’ vecchiotti 

Nel momento in cui ho letto della formazione di un Soggetto Politico Nuovo, poi denominato Alba a seguito di una delirante scelta democratica, mi è stato chiesto di dare un contributo all’organizzazione del nodo di Roma.
Mi sono impegnato per alcuni mesi e, con i compagni del Gruppo Organizzazione e Comunicazione, ho affinato una bozza di statuto da me preparata che prevede un’organizzazione per nodi che garantissero:

  • la sovranità dei militanti,
  • formazione, informazione ed organizzazione,
  • la capacità, per il partito, di prendere decisioni.

Dopo uno sviluppo molto promettente, e dopo aver affiancato allo statuto un sito che permettesse il dipanarsi della vita democratica del partito in maniera completamente trasparente, ho iniziato a subire attacchi personali molto forti (ed apparentemente immotivati) dai compagni dello stesso gruppo.

In un secondo tempo, loro stessi mi hanno fatto notare che la mia proposta organizzativa che prevedeva una totale trasparenza (con i militanti) di tutte le dinamiche interne al partito non era coerente con il loro concetto di politica.

In realtà, la mia stessa concezione di convivenza tra uomini liberi, non è coerente con una visione di partito che veda separazione tra dirigenti (che sanno e fanno le cose) e militanti (che riempiono le piazze).

Pur rimanendo ad amichevole  disposizione di Alba e di SEL, ho deciso che il loro percorso non è quello che voglio seguire e che, a mio avviso, potrà risollevare il nostro paese.

 

Reti Nea Polis

Nel 2012, con un gruppo di compagni, che hanno le mie stesse sensibilità, abbiamo tentato di creare di un’associazione che abbiamo provvisoriamente chiamato “Rete Nea Polis“.

Lo scopo di questa associazione dovrebbe essere quello di dimostrare, con il suo stesso funzionamento e la sua esistenza, che è possibile convivere ed espletare le funzioni di un partito politico senza ricorrere a
  • scorrettezza,
  • menzogna,
  • sopraffazione,
  • raggiri,
  • violenze fisiche e psicologiche,
  • magheggi vari.
Quando parlo delle funzioni di un partito politico, inteso come strumento, di proprietà dei militanti, per l’interazione con le autorità repubblicane, intendo
  • fare da tramite tra militanti ed istituzioni,
  • formazione,
  • informazione (sia interna che esterna),
  • organizzazione (cioè messa in pratica di progetti di valenza sociale e politica).

 

L’anno grillino

Nel settembre 2012, su richiesta di un amico pubblicai l’articolo “Favia, 5 stelle, La7 ed un caffè per lo sbattimento” che diede il via per il mio interessamento per il Movimento 5 Stelle.

Poco dopo, pubblicai l’articolo “Nel frattempo, ringraziamo il Signore che il M5S c’è” e diedi via ad una mia convinta militanza nel M5S che mi ha permesso di comprenderne e sperimentarne il fenomeno.

La mia militanza è durata circa un anno e si è ufficialmente conclusa con l’articolo “Un bacio può essere uguale ad un saluto fascista. D’altronde di che ci stupiamo? Altre volte i baci sono stati usati per tradire fiducie incautamente donate.“.

L’esperienza nel M5S mi ha permesso di conservare l’amicizia di molte persone per bene che continuano a dedicare il loro tempo a quella causa, la coscienza della spudoratezza dell’aristocrazia finanziaria e dei suoi servi, e la conoscenza di tante cose che NON devono essere fatte nella gestione di un movimento politico.

Per leggere i miei articoli sul Movimento 5 Stelle cliccate qui.

 

Alla ricerca di Politica Cattolica

Dopo il M5S non trovavo più alcun partito di riferimento.

Ero alla ricerca di un partito che mi permetta di fare politica cattolica.

Mi trovavo circondato da molteplici movimenti, alcuni comitati elettorali e nessun partito.

E non la ritenevo una cosa buona.

Ho collaborato con l’associazione OL3 per la diffusione della Dottrina Sociale della Chiesa e sto cercando di codificare il Terzo Pensiero Politico che è una versione “laica” della dottrina stessa.

Ho sperato che si trasformasse in un partito ma non l’ha fatto.

Ho ritenuto che, senza divenire un partito, le possibilità di OL3 fossero molto limitate ma, in ogni caso, la diffusione della Dottrina Sociale è cosa meritoria ed, anche lì, ho trovato molti amici.

Ho dato un contributo alle attività del Circolo Proudhon di Roma con il quale ho organizzato un convegno di buon successo intitolato “L’era del del post-umano: Ideologia, Tecnica e Società nel XXI secolo“.

 

Ed ora: il Popolo della Famiglia!

Il 30 gennaio 2016, ho partecipato come semplice cittadino al Family Day in quanto mi disgustava la pratica della maternità surrogata ed ogni altra attività che prevedeva l’utilizzo di esseri umani come merce da vendere o da comprare.

Dopo che i così detti “politici cattolici” hanno ceduto per un piatto di lenticchie le istanze che noi avevamo rappresentato, mi sono reso conto che l’attività meta politica, culturale e referendaria non avrebbe portato a nulla.

Poi è nato il Popolo della Famiglia e, nel marzo 2016 mi sono messo a disposizione per collaborare al suo funzionamento (come scrissi qui).

Personalmente, pensavo di consegnare manifesti ed, al più, fornire giudizi tecnici.

Alla prima riunione, Adinolfi, Amato e Di Matteo hanno detto seccamente: “servono candidati!”.

Non penso di essere un bravo politico, e quindi glie l’ho detto.

Poi ho dato la mia disponibilità.

Loro mi hanno scelto.

Sono candidato all’Assemblea Capitolina (cioè il Consiglio Comunale del Comune di Roma) ed all’VIII municipio.

Ed ora faccio del mio meglio.

 

Avvertenze

Ho promesso a mia moglie che avrei fatto politica cattolica come un cattolico e non come un politico.

Mi sento più portato a rappresentare le istanze della “povera gente” e degli “ultimi” piuttosto che quelle dei “ricchi” e dei “migliori”.

Ritengo che non si possa dire che i bambini sono “nostri”: bisogna dire che noi adulti siamo “loro”.

Noi non abbiamo diritti nei loro confronti tranne quelli derivanti dai nostri doveri: loro li hanno tutti.

Il primo di tutti è quello alla vita.

Lo stesso vale per i malati e gli anziani.

Se amate sentir dire

  • che sono tutti corrotti,
  • che “è tutto un magna magna”,
  • che tutto si fa per denaro,
  • che è colpa degli islamici o degli immigrati,
  • e che qualcuno non ha diritto di vivere o di parlare,

RIVOLGETEVI A QUALCUN’ALTRO!

 

Io credo che ogni essere umano sia un tesoro insostituibile e che, se c’è qualcosa di marcio, quello è il sistema in cui le persone sono chiamate a vivere ed operare.

Quindi voglio salvare la gente e cambiare il sistema!

Sono decisamente contro:

  • l’aborto (tranne quando la madre non rischia realmente la vita) perché è uno scempio con due vittime: il bambino e la madre,
  • la prostituzione (perché nessuna prostituta è realmente libera e gli schiavi vanno liberati),
  • la precarietà del lavoro (perché non ha finalità economiche e serve solo per ricattare i lavoratori),
  • lo smantellamento del servizio sanitario nazionale,
  • l’attacco alle famiglie (che è portato avanti per ottenere persone sole e facili da divorare alla prima difficoltà).

Per me, i valori non negoziabili, non sono negoziabili (punto e basta!).

Potete trovare i miei pensieri inerenti al Popolo della Famiglia (cliccando qui).

3 commenti per “La mia Politica

  1. Remix56
    23/09/2012 at 8:40 am

    Per quanto mi riguarda sono arrivata al punto in cui le sole parole “politica” e “partito” mi generano un senso di nausea

    • 20/05/2016 at 5:59 pm

      Si tratta di un risultato del condizionamento a cui siamo stati sottoposti.

      Ci hanno spinto ad aver ribrezzo di tutto ciò che ci avrebbe potuto difendere.

      In questo odo ci hanno lasciati indifesi.

La vostra opinione mi interessa ed i vostri commenti mi danno al forza di scrivere: Lasciate un segno del vostro passaggio!