Mercoledì, ad Economia e Vangelo, parliamo di immigrazione…

Mercoledì 21 giugno, alle ore 21, ho intenzione di addentrarmi  nello spinoso argomento dell’immigrazione.

La trasmissione apparirà sul canale del Popolo della Famiglia TV (www.facebook.com/PopolodellaFamigliaTV/)

Sto quindi raccogliendo il materiale per proporvi una opinione fondata.

Più sotto in questo articolo trovate il materiale che ho già raccolto e che aggiornerò fino ad un istante prima della discussione.

Vi chiedo inoltre di diffondere questa pagina su Facebook, Twitter, etc.

Invito tutti a leggere quanto ho preparato ed, eventualmente, propormi nei commenti altri articoli che meritano la lettura.

Dalla Dottrina Sociale della Chiesa

L’emigrazione e il lavoro

289 La capacità progettuale di una società orientata verso il bene comune e proiettata verso il futuro si misura anche e soprattutto sulla base delle prospettive di lavoro che essa è in grado di offrire. L’alto tasso di disoccupazione, la presenza di sistemi di istruzione obsoleti e di perduranti difficoltà nell’accesso alla formazione e al mercato del lavoro costituiscono, per molti giovani soprattutto, un forte ostacolo sulla strada della realizzazione umana e professionale. Chi è disoccupato o sottoccupato, infatti, subisce le conseguenze profondamente negative che tale condizione determina nella personalità e rischia di essere posto ai margini della società, di diventare una vittima dell’esclusione sociale.627 È questo un dramma che colpisce, in genere, oltre ai giovani, le donne, i lavoratori meno specializzati, i disabili, gli immigrati, gli ex-carcerati, gli analfabeti, tutti i soggetti che trovano maggiori difficoltà nella ricerca di una collocazione nel mondo del lavoro.

297 L’immigrazione può essere una risorsa, anziché un ostacolo per lo sviluppo. Nel mondo attuale, in cui si aggrava lo squilibrio fra Paesi ricchi e Paesi poveri e in cui lo sviluppo delle comunicazioni riduce rapidamente le distanze, crescono le migrazioni di persone in cerca di migliori condizioni di vita, provenienti dalle zone meno favorite della terra: il loro arrivo nei Paesi sviluppati è spesso percepito come una minaccia per gli elevati livelli di benessere raggiunti grazie a decenni di crescita economica. Gli immigrati, tuttavia, nella maggioranza dei casi, rispondono a una domanda di lavoro che altrimenti resterebbe insoddisfatta, in settori e in territori nei quali la manodopera locale è insufficiente o non disposta a fornire il proprio contributo lavorativo.

298 Le istituzioni dei Paesi ospiti devono vigilare accuratamente affinché non si diffonda la tentazione di sfruttare la manodopera straniera, privandola dei diritti garantiti ai lavoratori nazionali, che devono essere assicurati a tutti senza discriminazioni. La regolamentazione dei flussi migratori secondo criteri di equità e di equilibrio643 è una delle condizioni indispensabili per ottenere che gli inserimenti avvengano con le garanzie richieste dalla dignità della persona umana. Gli immigrati devono essere accolti in quanto persone e aiutati, insieme alle loro famiglie, ad integrarsi nella vita sociale.644 In tale prospettiva va rispettato e promosso il diritto al ricongiungimento familiare.645 Nello stesso tempo, per quanto è possibile, vanno favorite tutte quelle condizioni che consentono accresciute possibilità di lavoro nelle proprie zone di origine.

Nuove forme di solidarietà

308 Il contesto socio-economico odierno, caratterizzato da processi di globalizzazione economico-finanziaria sempre più rapidi, spinge i sindacati a rinnovarsi. Oggi i sindacati sono chiamati ad agire in forme nuove,673 ampliando il raggio della propria azione di solidarietà in modo che siano tutelati, oltre alle categorie lavorative tradizionali, i lavoratori con contratti atipici o a tempo determinato; i lavoratori il cui impiego è messo in pericolo dalle fusioni di imprese che sempre più frequentemente avvengono, anche a livello internazionale; coloro che non hanno un’occupazione, gli immigrati, i lavoratori stagionali, coloro che per mancanza di aggiornamento professionale sono stati espulsi dal mercato del lavoro e non vi possono rientrare senza adeguati corsi di riqualificazione.

Ambiente e condivisione dei beni

482 Il principio della destinazione universale dei beni offre un fondamentale orientamento, morale e culturale, per sciogliere il complesso e drammatico nodo che lega insieme crisi ambientale e povertà. L’attuale crisi ambientale colpisce particolarmente i più poveri, sia perché vivono in quelle terre che sono soggette all’erosione e alla desertificazione o coinvolti in conflitti armati o costretti a migrazioni forzate, sia perché non dispongono dei mezzi economici e tecnologici per proteggersi dalle calamità.

 

Dal Programma del PdF

“X” come xenofilia equa ed equilibrata. Società multiculturale o società multietnica? Tutti i colori del mondo, ma sotto la stessa bandiera.

Gli immigrati sono innanzitutto persone, e la prima accoglienza è un dovere: dare da mangiare agli affamati. Inoltre, nella maggioranza dei casi, essi rispondono a una domanda di lavoro che altrimenti resterebbe insoddisfatta (cfr. Compendio DSC, n.297). Tuttavia, i flussi migratori vanno regolamentati secondo criteri di equità e di equilibrio, criteri che servono ad evitare tensioni sociali e sono indispensabili per ottenere inserimenti con le garanzie richieste dalla dignità della persona umana. Gli immigrati vanno aiutati ad integrarsi nella vita sociale, assieme alle loro famiglie; in tale prospettiva, va rispettato e promosso il diritto al ricongiungimento familiare. Nello stesso tempo, per quanto è possibile, vanno favorite tutte quelle condizioni che consentono accresciute possibilità di lavoro nelle proprie zone di origine (cfr. Compendio DSC, n.298). Nel rispetto dei diritti delle minoranze, le culture dei popoli immigrati si confrontano con la legge civile e con la legge morale naturale in tema di rispetto della dignità umana, tutela della famiglia, libertà dei diritti civili e politici, libertà di culto. La reciprocità nelle relazioni internazionali esige la tutela dei cristiani nei paesi dove sono perseguitati.

“G” come giustizia. A ciascuno il suo.

La giustizia sociale, una volta tramontate le ideologie ed affermatasi la “globalizzazione dell’indifferenza”, è un principio da riproporre oggi nel modo più deciso. Dal punto di vista soggettivo essa si traduce anzitutto nel riconoscimento dell’altro, concepito, malato o handicappato che sia, come persona pienamente umana, dotata degli stessi diritti e doveri di ogni uomo sano ed efficiente. La giustizia, che regola i rapporti sociali in base al criterio dell’osservanza della legge, non è una semplice convenzione umana, perché quello che è “giusto” non è originariamente determinato da assemblee o parlamenti, bensì dalla sua conformità all’identità profonda dell’essere umano (cfr. Compendio DSC, nn. 201-203). La legge morale naturale riguarda non solo la bioetica ma anche i temi economici, come il giusto prezzo o il giusto salario. Non defraudare l’operaio della sua paga è un principio di legge morale naturale, perché la giustizia è dare a ciascuno il suo.

“Z” come tolleranza zero verso chiunque attenti alla sicurezza.

Lo Stato e le Istituzioni locali dovrebbero perseguire in tutte le sedi possibili e reprimere con tutti i mezzi a disposizione l’obiettivo della tolleranza zero verso chiunque attenti alla sicurezza fisica delle persone, dei rapporti sociali, del credito etc. Particolare severità verso chi corrompe o tenta di corrompere, all’interno del mondo della scuola, dei media e dello sport, i giovani (cfr. Compendio DSC, n. 157). Non si tratta solo di disincentivare o punire il crimine, ma anche di collaborare positivamente all’opera di educazione e formazione delle giovani generazioni da parte delle famiglie e delle varie agenzie educative presenti sul territorio. L’obiettivo dovrebbe tradursi concretamente nell’elaborazione di programmi di prevenzione ben studiati che diano vita ad un sistema legale severo e ben conosciuto che stronchi i fautori e responsabili di: 1) pedofilia, 2) violenza sessuale, 3) diffusione delle droghe; 4) promotori del loro uso e della “cultura dello sballo”, 5) doping sportivo, 6) teppismo negli stadi, 6) degrado di città e beni culturali.

La legge sullo IUS SOLI e IUS SANGUINIS (andiamo alle fonti!)

Articoli Interessanti

La scaletta del programma

  • Il Problema dell’Immigrazione nell’ambito della dinamica Elite – Popoli
    • Elite VS Popoli
    • La tutela della Comunità VS Diluizione della Comunità
    • Uso dei migranti per erodere i diritti dei lavoratori
    • Uso dei migranti per innescare una guerra tra poveri
    • Uso dei migranti come schiavi
    • Dobbiamo allearci con i migranti contro le elite
  • Il programma del PdF
    • Problema sicurezza = attacco comunità di partenza e di destinazione
    • SI Proposta di azioni possibili – NO Proposta azioni emozionali
    • “X” come xenofilia = Forse però il bene di molti è rimanere a casa loro
    • Ospitalità SI – Invasione NO
    • Chi si vuole integrare – Chi non si vuole integrare: Obblighi degli ospiti
    • “Z” come tolleranza zero verso chiunque attenti alla sicurezza
    • Porte Aperte e Manganello
    • Attacco alle colonie del male (senza la folle idea di punirne le vittime)
  • La proposta di legge per sullo Ius Soli
    • Situazione attuale VS Situazione Proposta
    • Più giusto dare la cittadinanza ai padri che darla ai figli
    • Cittadinanza a 18 anni
    • La cittadinanza quando si fonda forma una famiglia italiana
  • Perché proporla ora?
    • Distrazione di massa
    • Propaganda elettorale
    • E’ giusto compiere azioni politiche solo per lucrarne ritorni elettorali?
Il programma

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