La questione Giorgia Meloni

di Mario Adinolfi

Mi scrivono in tanti dopo il sabato di Todi, quello della riscoperta dei temi della famiglia da parte di Fratelli d’Italia. Un partito, lo ricordiamo, che propone che le nostre figlie possano fare le prostitute con la Partita Iva e che ha votato a favore del divorzio breve, guidato da una donna che ha già svolto nelle istitutioni tre legislature piene, una da vicepresidente della Camera e una da ministro, solo l’ultima all’opposizione senza incarichi. Raccontatemi del suo quadriennio ben installata nel consiglio dei ministri una sua sola proposta a favore della famiglia naturale che abbia cambiato almeno minimamente in meglio la vita delle famiglie italiane e vi dirò che la conversione ai temi familiari non è tardiva. E comunque allo stesso tempo dico: meglio tardi che mai.

Come Popolo della Famiglia non siamo andati a baciare la pantofola alla potente Giorgia per una ragione politica ben evidente: lei stessa, quando deve giustificare la sua inazione sui temi familiari quando era protagonista del governo, dice che il problema era una coalizione poco sensibile. E Tremonti non le faceva fare e Berlusconi aveva altro a cui pensare…a Todi si riempivano la bocca di Fattore Famiglia, di quoziente familiare, un nostro ex dirigente che fatica a uscire dalle espressioni vernacolari ha fatto il docente di reddito di maternità (e noi non mettiamo il copyright sulle nostre idee, siamo lieti che circolino, d’altronde da tempo a persone che non hanno mai avuto alcuna opinione sull’argomento gliene abbiamo data una). La domanda è, semplicemente: perché quando eravate al governo, queste cose che oggi proclamate come necessarie, non le avete fatte? Anzi, non le avete neanche mai proposte? Perché la famiglia italiana durante i lunghi anni di governo del centrodestra ha continuato a subire la più alta pressione fiscale d’Europa, ha avuto i sostegni pubblici più bassi d’Europa, ha continuato a veder crescere un assalto concreto alla sua tenuta addirittura con leggi che agevolano il divorzio e rendono praticamente vuoto l’istituto matrimoniale?

Giorgia ha cambiato idea. Ora la famiglia è “al centro” della sua proposta politica. Benissimo. Allora sgretoli la coalizione di centrodestra, perché è evidente che con loro al governo per prova provata da un ventennio abbondante di berlusconismo, alla famiglia non viene dato nulla. Mettiamo alla prova Fratelli d’Italia: si distacchi da una coalizione contraddittoria dove Forza Italia manda Renata Polverini il 10 giugno a sfilare al Gay Pride e dà libertà di coscienza sulla legge sull’eutanasia, mentre in Umbria si astiene sulla legge sul gender nelle scuole. Giorgia lasci andare per la sua strada Matteo Salvini e la sua proposta di legalizzazione della prostituzione, la sua simbolica amicizia con il trans turco Efe Bal che ci insulta in ogni occasione e che la Lega voleva candidare a Milano. Abbandoni il Salvini con cui insieme, due anni fa, candidarono e votarono alla presidenza della Repubblica il buon Vittorio Feltri, iscritto e sostenitore Arcigay oltre che noto paladino dell’eutanasia. Lasci la Lega con cui, a Conegliano, hanno votato una delibera per la diffusione dell’ideologia gender nelle scuole mentre governavano il Comune. E gli effetti si sono visti al voto.

Già, perché gli italiani non sono scemi e sanno riconoscere le conversioni dell’ultima ora. E così succede che dove il piccolo e senza mezzi Popolo della Famiglia si è misurato con il potente e ricco partito dell’allieva prediletta di GIanfranco Fini, i cittadini elettori hanno preferito il Pdf. Sono numeri. A Verona: Fratelli d’Italia 2.74%, Popolo della Famiglia 3.39%; a Conegliano: Fratelli d’Italia 1.37%, Popolo della Famiglia 3.02%; a Crema: Fratelli d’Italia 1.24%, Popolo della Famiglia 2.93%; persino a Riccione dove eravamo alleati il derby lo abbiamo vinto noi: Fratelli d’Italia 1.52%, Popolo della Famiglia 1.65%.

Eppure la conversione di Giorgia Meloni ai temi della famiglia è un dato positivo, pur se in passato se ne è disinteressata quando aveva le leve del potere in mano. Dimostri di essere interessata davvero ad una stagione diversa e si distacchi dalle dimensioni di ambiguità che l’hanno costretta, come lei stessa dice, a non essere efficace come avrebbe voluto quando era al governo. Troverà nel Popolo della Famiglia un interlocutore autonomo, disposto ad ascoltare le sue ragioni, ma fuori da dimensioni coalizionali asfittiche.

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