“Attacchi terroristici a sciame”: una prospettiva per l’Occidente?

Strumenti di distruzione terribili e di difficile previsione, per questo nel mondo complesso in cui viviamo dobbiamo trovare il modo di difendere le nostre comunità dalla “guerra-segreta-mondiale-a pezzi” di cui parla Papa Francesco.

di Guido Mastrobuono

Nel 2015, cioè poco dopo gli attentati di Parigi, apparve sul blog byoblu.com un articolo intitolato «Atteso un attacco a sciame: Parigi è stata una prova generale. L’esperto Isis: “4000 combattenti già in Europa”».

In quel caso, la persona intervistata era Bruno Ballardini, giornalista ed esperto di comunicazione pubblicitaria che, con un saggio intitolato “ISIS Il marketing dell’Apocalisse“, denunciava l’incapacità dei giornalisti occidentali di comprendere la sostanza e gli effetti della campagna mediatica messa in atto dallo Stato Islamico.

Alla luce di quelle funeste previsioni, mi domandai se il rischio era significativo o se si voleva semplicemente fare paura alla gente.

Per comprendere un fenomeno, è necessario studiare il contesto e, per questo motivo, tracciai uno schema della situazione geopolitica derivata dalla caduta del muro di Berlino e dal conseguente smantellamento delle frontiere.

attentato_LondraLa rimozione delle barriere ha portato a una sovrapposizione degli stati che agiscono tutti su scala globale e tendono a perseguire i propri interessi a scapito degli interessi altrui. Gli stati in conflitto sono di tre tipi: Stati-Nazione, Stati-Mercato e Stati-Virtuali.

Gli Stati-Nazione sono generati da comunità che, nel tempo, si sono allargate e dotate delle istituzioni necessarie a rendere possibile la convivenza.  Gli Stati-Mercato sono società di persone che convivono allo scopo di massimizzare le opportunità di individui in continua competizione. Questi stati sono soggetti a minori limiti etici ed, essendo composti di individui disgiunti, non fanno riferimento a nessun corpus tradizionale, ideale e culturale unitario.

Originariamente, quasi tutti gli stati erano Stati-Nazione: successivamente alcuni di essi sono mutati, si sono svincolati dalla comunità di riferimento e sono diventati stati mercato. Questo è successo all’Impero Romano, alla Gran Bretagna ed agli USA.

Gli Stati-Virtuali sono organizzazioni quali le mafie, le lobby multinazionali, e le reti eversive e terroristiche oppure i deboli governi di stati in via di disfacimento come la Libia o la Somalia. Dopo la caduta del Muro di Berlino si era cercato di trasformare la Russia in uno stato virtuale: con Putin, però, è tornata ad essere uno stato nazionale.

Nizza_attentatoGli Stati-Mercato e gli Stati-Virtuali tendono ad invadere l’ambito degli altri stati per mezzo di reti segrete, lobby ed ONG infiltrate e, per questo, gli scontri non avvengono più tra eserciti facilmente riconoscibili (in termini di identità e di mandanti).

Ogni attore è indipendente e viene indirettamente controllato solo da coloro che gli forniscono le risorse necessarie alla sopravvivenza (in termini di uomini, denaro ed approvvigionamenti). Questo controllo è labile in quanto le reti combattenti si auto-sostengono razziando le comunità assoggettate.  Il confronto avviene utilizzando molteplici strumenti (di natura militare, politica, economica, culturale, finanziaria e religiosa) che vengono utilizzati per appropriarsi dello spazio e delle risorse altrui.

Questa, in sostanza, è la guerra mondiale segreta a pezzi di cui parla Papa Francesco dove gli “attacchi a sciame” profetizzati da Ballardini sono più la regola che l’eccezione.

L’Attacco a Sciame è una tattica militare che comporta l’utilizzo di piccole unità mandate a colpire un singolo obiettivo da direzioni diverse (oppure più bersagli simultaneamente).

La guerra tribale tradizionale ha sempre presentato elementi di tattica dello sciame. Nella guerra moderna, questa tattica è stata applicata dagli U-boat tedeschi, dalle motosiluranti, dalle formazioni partigiane e dagli stormi di aerei lanciati contro le grandi corazzate giapponesi.

attentato_LondraPraticamente tutte le azioni offensive delle guerre-segrete contemporanee sono attacchi a sciame in quanto, dato che è difficile effettuare un attacco soverchiante senza esporsi, l’avversario deve essere logorato per mezzo di numerosi attacchi che lo danneggino dal punto di vista militare, economico e di immagine.

E’ quindi lecito presumere che decine di attacchi a sciame avvengano ogni mese.

Personalmente, però, non ero particolarmente turbato dalla interazione violenta tra ONG, mafie e multinazionali: mi facevano paura gli attacchi a sciame di tipo terroristico e cioè molteplici attacchi inaspettati e violenti contro la popolazione civile.

Cercai di capire la ragione degli attacchi terroristici e notai che essi servono a destabilizzare le comunità allo scopo di impaurirle, spaccarle o metterle contro altre comunità. Le possibili funzioni degli atti terroristici sono quattro: 1) disgregare le comunità, 2) ottenere autorità allo scopo da trattare “da pari” con gli stati, 3) attrarre “risorse umane” in cerca di potere ed emancipazione, ottenere risorse finanziarie (e politiche) portandole via alle comunità ferite sfruttando il panico che segue gli eventi.

Ma sono prevedibili attacchi terroristici a sciame in Europa?

Dato che i paesi maggiormente sviluppati sono caratterizzati da un maggiore affollamento di attori indipendenti, gli attacchi finiranno per danneggiare una grande quantità di attori che vi si sono ritagliati uno spazio. Se si entra sparando in una stanza affollata è inevitabile colpire qualcuno che era meglio non toccare in quanto tende a vendicarsi.

Inoltre, le comunità presenti sul territorio europeo sono molto ricche e bisogna evitare che si uniscano tra di loro focalizzando le risorse nell’annientamento dell’ente attaccante. Quindi le comunità vanno sì spaventate, ma non al punto che la loro paura li porti a dimenticare i dissidi che le separano.

E’ probabile che gli stati considerati più instabili siano più soggetti ad attacco. La diretta partecipazione a conflitti con Stati-Virtuali aumenterà i rischi di attacco e gli Stati-Mercato saranno più vulnerabili di quanto non lo siano gli Stati-Nazione in quanto contengono comunità più indebolite.

Sulla base di queste considerazione ritengo che la Francia, l’Olanda ed il Belgio siano gli stati più a rischio in quanto sono Stati-Mercato soggetti ad una forte destrutturazione sociale ed alla cancellazione dei valori che li avevano contraddistinti come Stato-Nazione.

La Germania sta diventando vulnerabile in quanto le politiche degli ultimi anni mirate all’importazione di manodopera a basso costo hanno minato l’identità e la dignità del popolo tedesco.

attentato_LondraAttacchi alla Gran Bretagna, potrebbero essere molto proficui come strumento per drenare risorse finanziarie sfruttando le oscillazioni di borsa.

Attacchi ai PIIGS sono improbabili in quanto potrebbero innescare un’uscita dall’Europa e dall’Euro e non ritengo probabile un attacco terroristico in contemporanea su più stati, con lo scopo di destabilizzare l’Unione Europea, per le motivazioni che seguono:

  1. la UE non è uno stato bensì un’agenzia atta a limitare la sovranità degli stati europei, modificarne la natura di stati-nazione e trasformali in stati-mercato;
  2. attaccare in contemporanea molti stati diversi, oltre a implicare una divisione di forze già esigue, implica un danneggiamento degli interessi di una quantità incontrollabile di enti potenzialmente vendicativi;
  3. per coordinare attacchi in molti stati servono rigidi sistemi di controllo a lungo raggio: tutto il contrario rispetto a quelli utilizzabili in missioni coperte;
  4. i risultati di un attacco così ampio sarebbero incontrollabili e, di conseguenza, la possibilità di favorire i propri nemici sarebbe elevatissima.

In conclusione, gli “attacchi terroristici a sciame” sono uno strumento terribile dedicato a finalità malvagie ma, come tutti gli strumenti di questo tipo, sono difficilmente controllabili e danneggiano anche chi li usa. Di conseguenza, è difficile che vengano utilizzati frequentemente.

Sono convinto che, in questo mondo complesso, dobbiamo trovare il modo di difendere le comunità di cui facciamo agendo con intelligenza e senza cedere alla paura.

Inoltre, possiamo e dobbiamo rafforzare lo stato-nazione destinato a proteggerci avendo cura di tutelare la base etica da cui esso si deve sviluppare.  Se troveremo il modo di farlo, la “guerra-segreta-mondiale-a pezzi” andrà comunque avanti però ci riguarderà sempre meno.

Articolo di Guido Mastrobuono scritto per “Il Corriere del Sud”, Crotone 1° febbraio 201, p. 3 e rilanciato da http://www.rassegnastampa-totustuus.it/cattolica/?p=37275.

 

2 pensieri su ““Attacchi terroristici a sciame”: una prospettiva per l’Occidente?

  1. Matteo De Foresta

    Bellissima analisi. Peccato sia totalmente errata per motivi politici, storici ed economici. La chiave politica ed economica del Medio Oriente è come al solito, e intendo dal 1946, il controllo del petrolio Iraniano e dell’oleodotto siriano. Gli USA prima, rovesciando il controllo del Baath Iraniano Mossadeq, e assoldando Hussein e Bin Laden poi per liberarsene hanno acceso la spoletta. Logico che i maggiori produttori di petrolio, i cosiddetti stati canaglia, creino una forza sociale e religiosa per contrastare il ribasso del prezzo dell’olio nero. Nasce così lo stato islamico. E qui veniamo alla seconda chiave di lettura. L’obiettivo sono gli Sciiti, guarda caso a maggioranza in Iran, da parte di una forza esclusivamente Sunnita. Gli attacchi all’occidente hanno la funzione di smuoverne l’immobilismo proprio contro l’alleato statunitense : che non a caso gongola per la zugzwang mediorientale. L’Iran, dapprima una minaccia, si rivela adesso, e aggiungerei finalmente per loro dopo settant’anni, un prezioso alleato. Che, senza l’IS, ricomincerebbe la sua guerra economica al petrolio saudita.

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    1. Guido Autore articolo

      Caro “Matteo De Foresta”, prendo atto della tua disapprovazione della mia analisi ma trovo che il tuo commento non spieghi dove tu hai rilevato errori o incongruenze.

      Le frasi successive al simpatico e frizzante incipit, oltre ad essere totalmente focalizzate sull’ISIS (mentre il mio articolo analizza la situazione da un punto di vista globale) hanno poco significato geopolitico (ed, in effetti, anche grammaticale).

      Faccio un po’ di esempi…

      “La chiave politica ed economica del Medio Oriente è come al solito, e intendo dal 1946, il controllo del petrolio Iraniano e dell’oleodotto siriano.”

      Ti hanno informato che c’è stato un 1989… una caduta del muro di Berlino… la globalizzazione… la caduta e rinascita della Russia… la ripresa della Cina… e così via?

      Non ci crederai, questi eventi “secondari” della storia hanno avuto impatti anche sul medio oriente!

      “Gli USA prima, rovesciando il controllo del Baath Iraniano Mossadeq, e assoldando Hussein e Bin Laden poi per liberarsene hanno acceso la spoletta.”

      Quale spoletta? Che centra Bin Laden (che è stato reclutato per mandarlo in Afganistan) con l’Iran?

      “Logico che i maggiori produttori di petrolio, i cosiddetti stati canaglia, creino una forza sociale e religiosa per contrastare il ribasso del prezzo dell’olio nero.”

      I maggiori produttori di petrolio sono, nell’ordine: l’Arabia Saudita, la Russia, gli Stati Uniti e l’Iran. Mi pare interessante ed ardito definirli “stati canaglia”. Mi permetto di farti notare che i tuoi passaggi logici appaiono un po’ strampalati.

      “Nasce così lo stato islamico.”

      Così come?

      “E qui veniamo alla seconda chiave di lettura. L’obiettivo sono gli Sciiti, guarda caso a maggioranza in Iran, da parte di una forza esclusivamente Sunnita.”

      Sciocchezze: l’obiettivo sono Russia e Cina o, se vuoi, la permanenza del Dollaro come valuta di scambio mondiale.

      “Gli attacchi all’occidente hanno la funzione di smuoverne l’immobilismo proprio contro l’alleato statunitense : che non a caso gongola per la zugzwang mediorientale. L’Iran, dapprima una minaccia, si rivela adesso, e aggiungerei finalmente per loro dopo settant’anni, un prezioso alleato. Che, senza l’IS, ricomincerebbe la sua guerra economica al petrolio saudita.”

      Questa frase, alla fine, non ha senso nè logico né grammaticale.

      Caro “Matteo”, la morale è sempre quella…. prima leggere articolo… poi scrivere cose sensate.

      Una domanda… questo firmarsi con il nome finto cosa dovrebbe rappresentarmi?

      Con affetto

      Guido

      Rispondi

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