Mia adesione al “Patto per la Famiglia Naturale”

Pro Vita

Ho aderito con piacere al Patto per la Famiglia Naturale.

E’ bello quando ti chiedono di sottoscrivere ciò che già pensi.

Allego subito sotto la mia sottoscrizione firmata.

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mi impegno a fare ciò che sarà in mio potere per:

1. realizzare un sistema di assistenza e previdenza sociale che abbia come centro naturale la famiglia – necessaria alla collettività, a cui lo Stato è debitore in quanto essa è comunità che genera, educa e assiste i bambini e si prende cura dei malati e degli anziani – ad esempio mediante la costituzione di un solo assessorato che si occupi di welfare e famiglia.

2. preservare e promuovere il diritto naturale, costituzionalmente garantito, dei genitori ad educare i propri figli. Questo implica anche l’opposizione a ogni tipo di propaganda “gender” o lgbt la quale, introdotta negli Istituti di ogni ordine e grado spesso con il pretesto (in apparenza lodevole) di contrastare il bullismo, le discriminazioni, o di educare alla sessualità e all’affettività, considera il sesso biologico come fattore non decisivo dell’identità sessuale, parifica le c.d. “famiglie omogenitoriali” alla famiglia naturale e pretende di equiparare (e dunque di promuovere) ogni orientamento sessuale e identità di genere. A tal fine ritengo necessario:

  • istituire una commissione permanente che vagli i progetti didattici e i libri di testo che si
    vogliono introdurre nelle scuole, affinché non diffondano la suddetta ideologia, e non
    promuovano le più diverse pratiche sessuali, in particolare presso bambini e adolescenti la cui capacità critica è ancora in fase di costruzione.
  • istituire uno sportello di ascolto al Comune o ai Municipi che raccolga e dia seguito alle eventuali denunce di genitori che si sentissero scavalcati dalle scuole nel loro insostituibile ruolo educativo, soprattutto sui temi riguardanti la sessualità, l’affettività e la famiglia.

3. introdurre, potenziare e moltiplicare le iniziative di sostegno economico a favore della famiglia. In particolare:

  • rimodulare tutte le imposte e tariffe comunali agevolando, sia nel calcolo della base imponibile sia attraverso riduzioni tariffarie, le famiglie in base al numero dei componenti;
  • introdurre un riconoscimento economico (inversamente proporzionale al reddito del coniuge, e tenendo conto di eventuali altre rendite) alle donne (o gli uomini) che svolgono il lavoro
    casalingo;
  • introdurre in modo stabile e strutturale dei buoni per l’accesso ai servizi alla persona. Per
    esempio: (a) una dote per ogni nato, incrementata ad ogni compleanno, che sarà a disposizione
    del giovane al compimento del diciottesimo anno di età, per proseguire gli studi, iniziare
    un’impresa, sposarsi e/o per ogni altra esigenza legata alla formazione integrale della persona;
    (b) un buono spendibile per l’assistenza di anziani, malati e disabili e agevolazioni fiscali per chi
    opta per l’assistenza domiciliare, anziché il ricovero in strutture pubbliche, di detti soggetti; (c) un bonus bebè alle mamme che rinunciano al nido e tengono il bambino a casa; (d) un “mutuo
    dell’amore” per ogni coppia che si sposa, cioè un prestito a tassi agevolati o a fondo perduto che sarà, però, restituito in caso di separazione o divorzio.

4. incrementare l’efficienza e la presenza di nidi d’infanzia o micro-nidi, anche presso le grandi imprese e nei pressi degli uffici. La retta a carico dei contribuenti sarà inversamente proporzionale al numero dei figli, anche se non frequentanti contemporaneamente la medesima struttura;

5. sostenere la vita nascente mediante aiuti finanziari a ragazze madri, donne con gravidanze difficili; istituire nei consultori uno sportello in cui venga fornita alle donne un’alternativa concreta all’aborto (progetto Gemma o simili). Adoperarsi affinché il diritto all’obiezione di coscienza contro le pratiche abortive (già previsto dall’ordinamento) venga ovunque garantito e il personale obiettore non subisca discriminazioni.

6. contrastare a livello culturale e giuridico il riconoscimento pubblico di unioni gay o c.d. “famiglie omogenitoriali”. Aderire alle iniziative referendarie, legislative, regolamentari o politiche volte a difendere, promuovere o ripristinare la famiglia naturale come unico recipiente di benefici sociali e giuridici.

7. votare contro tutte le iniziative in contrasto o incompatibili con le suddette politiche

La vostra opinione mi interessa ed i vostri commenti mi danno al forza di scrivere: Lasciate un segno del vostro passaggio!