Serve un network di famiglie: la politica non può essere fatta da “Uomini soli”.

network

Questo è un blog personale con il quale metto a disposizione alcune considerazioni e mie esperienze personali.

Ora che mi sto impegnando in politica, penso che esso potrà essere utile per condividere i motivi di alcuni miei comportamenti.

Molti di voi già sanno che, quando andai ai primi incontri del Popolo della Famiglia, venne chiesto ai presenti di mettersi a disposizione come candidati.

Io lo feci.

Questo non vuol dire che mi candideranno.

Vuol dire solamente che io,

  • dopo aver ripetuto per lungo tempo che i cristiani, se privi di una rappresentanza politica, non avrebbero mai potuto far valere le loro ragioni,
  • dopo che una manifestazione di un milione di persone è stata ignorata ed irrisa dai parlamentari,
  • dopo che mi è stato detto che per andare avanti servivano persone che ci mettessero la faccia,

non me la sono sentita di dire “no grazie… ho da fare altro…”.

Semplicemente, a volte, mi sento chiamato a dire cose con le mie azioni e non solo con post su internet.

Quindi eccomi qua!

Ora veniamo al vero tema di questo post.

Non penso che abbia senso revitare la parte dell'”Uomo della Provvidenza”.

Non sono un Uomo della Provvidenza.

Sono un cittadino qualsiasi.

Penso al contrario che in cittadino che, da solo, si proponga come amministratore pubblico e, sfortunatamente, venga eletto ha solo due destini possibili:

  • venire neutralizzato (diffamato, ricattato, marginalizzato o, in casi estremi, ucciso),
  • venire corrotto.

Di carattere, non sono persona facile da corrompere.

Quindi il mio destino potrebbe essere la neutralizzazione.

E questa non è certamente un’esperienza piacevole.

Non è un’esperienza che voglio vivere.

Questa però non è l’unica opzione percorribile.

Infatti le persone non sono obbligate a fare tutto da sole: possono agire come espressione di una comunità politicamente attiva.

Se esiste un gruppo di cittadini che si mette a disposizione per fare il Bene Comune attraverso la propria attività politica, l’eletto è solo uno di loro.

L’eletto è un terminale.

Un servitore che si colloca in posizione privilegiata per permettere al gruppo di avere maggiori informazioni, maggiori strumenti e maggiori risorse.

Non serve a nulla corrompere o neutralizzare quel servitore un quanto il gruppo non dovrà fare altro che scegliersene un altro.

Per questo tengo tanto alla creazione di una Rete di Famiglie che risiedono, lavorano o frequentano il mio municipio (Roma 8: Ostiense – Grabatella- Appio – Ardeatino).

Municipio 8In questo modo, sarà possibile fare riferimento a loro.

Sarà possibile essere solo uno strumento, un portavoce, il latore di determinate istanze.

Ciò non vuol dire che un eletto debba essere un soldatino comandato a distanza con meccanismi di “democrazia diretta” che diventano velocemente meccanismi di democrazia etero-diretta (Grillo e Casaleggio docent).

Gli eletti devono ragionare, lavorare e mi prendersi le proprie responsabilità.

Però la mia speranza è che ci saranno sempre persone che mi terranno d’occhio e mi prenderanno per un orecchio ogni volta che mi capiterà di fare troppe scelte sbagliate e, conoscendomi, continueranno a volermi bene.

Allo stesso tempo, la rete servirà anche a tantissimi altri scopi.

Permetterà alle persone di conoscersi ed aiutarsi tra di loro.

Permetterà alle associazioni di far conoscere le loro iniziative di Bene Comune.

Permetterà al Popolo della Famiglia (inteso come movimento politico) di effettuare quelle iniziative di

  • formazione politica,
  • informazione
  • ed educazione civica

che costituiscono una parte importantissime dei doveri che i vecchi partiti hanno smesso di rispettare.

Ed, in questo modo,hanno smesso di essere uno strumento che garantiva ai cittadini il controllo delle istituzioni ed hanno iniziato ad essere uno strumento con cui le lobby controllavano i cittadini (tenendoli buoni mentre li derubavano della loro sovranità).

 

photo credit: El creador via photopin (license)

 

 

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