La dignità non è di chi non serve.

Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti.

Mi viene da pensare che il Vangelo di oggi è la negazione assoluta dell’attuale sistema economico.

In un mondo basato sulla concorrenza e sulla spoliazione del più debole non è possibile essere felici. Non è possibile neanche per un attimo.

Quando non si ha, non si ha.

Quando si ha, si è bruciati dall’inquietudine generata dal pensiero di quando non si avrà e dal fatto che chi non serve… beh… non serve.

Un comunità in cui ogni partecipante è tenuto solamente a mettere a disposizione per il bene comune ciò che sa e può fare, acquisendo da ciò la propria dignità, è una comunità molto più stabile, dove è molto più facile essere felici e dove ognuno può trovare posto.

Si ha il proprio posto quando si curano i propri fratelli.

E si ha il proprio posto quando si viene curati.

Perchè i poveri, i piccoli ed i malati, sono i portatori della dignità di chi li cura.

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