Manifesto del Circolo Proudhon – Roma

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Ieri (4 febbraio 2015) abbiamo fondato il circolo Prodhon di Roma: attualmente si tratta un’associazione di 8 persone ma sono certo che presto saremmo in tanti, e faremo tante cose importranti.

Un po’ di tempo fa mi è stato chiesto di partecipare alla stesura del manifesto programmatico identitario.

Quello che segue è quanto ne è venuto fuori. 

Ci raccontano che oggi non abitiamo più la Storia, ma il Mercato e in questo contesto Tecnica e Forma Capitale tendono a coniugarsi e a proporsi sempre più come nuovo Nomos della Terra.

Ci dicono che il valere e più importante dell’essere e che nulla è dotato di valore se non dopo essere trasformato in merce: l’uomo è merce, il mondo è merce, il pensiero è merce, lo spirito è merce.

Ci raccontano che non c’è alternativa e che ogni prassi trasformativa della società è un inutile fonte di catastrofi che, di conseguenza, non deve nemmeno essere pensata.

Vedono l’Umanità come composta da isolati atomi consumatori in una spietata lotta selettiva l’uno contro l’altro destinata ad operare una spietata distinzione degli individui tra soggetti consumatori, semi-soggetti produttori, oggetti consumati, oggetti scartati.

Ci raccontano che la storia è finita e che siamo condannati a vivere un eterno presente inelluttabile ed intrasformabile.

Affermano, quando fa loro comodo che non esiste verità, esistono solo opinioni.

Oppure ci raccontano che la verità oramai è totalmente conosciuta e l’unica opzione è quella di adattarsi.

NOI NON CI CREDIAMO.

Noi crediamo che l’Uomo sia un animale socievole e sociale che tenda a formare COMUNITA’ e, solo attraverso di esse, possa raggiungere la felicità facendo il BENE COMUNE.

Le comunità sono uno strumento per l’uomo (e non vice versa): nessuno può essere considerato uno scarto ed essere abbandonato.

Noi crediamo che l’Uomo sia abitatore, spettatore e protagonista di una STORIA percorsa per mezzo di un MONDO che gli è stato CONSEGNATO affinché lo coltivi e lo custodisca.

Sentiamo la RESPONSABILITA’ di consegnare un mondo migliore a coloro che vengono dopo di noi.
Affermiamo una concezione politica, culturale e sociale ed un’etica pubblica centrate sui concetti di “Comunità” e “Bene Comune”, dove i Cittadini rappresentino realmente il fulcro decisionale della nazione.

Riproponiamo dunque un’Etica della virtù che, contrapponendosi ai modelli astratti elaborati dall’utilitarismo e dal neocontrattualismo, individua i principi eticamente rilevanti nella concreta comunità di appartenenza e quindi nel sentimento di solidarietà e reciprocità che individua nel Bene Comune il metro della propria azione civica e politica: di qui anche il richiamo allo necessità di ricostruire uno Stato amico, e non “nemico”, del cittadino, e -di conserva- l’abbandono di condotte parassitarie e clientelari che minano il welfare e il senso delle Istituzioni.

E’ poi di rilevante attualità la difesa delle tradizioni etiche ispirate dalla visione dell’essere umano come libero e consapevole, che non può essere ridotto a prodotto di una procedura tecnologica né manipolato artificialmente.

Le questioni della bioetica e del sistema istituzionale, sono in realtà il vero terreno di scontro fra la nuova cultura della “modernizzazione” occidentale e la resistenza “umanistica” delle tradizioni sopra richiamate.

Riteniamo che la cultura umanistica, l’arte figurativa, la musica, l’architettura, la letteratura, la poesia, la filosofia e le religioni costituiscono un patrimonio culturale unitario e rappresentano, assieme al Paesaggio, fonti di produzione di senso e appartenenza, senza le quali una comunità non può dirsi tale.

QUINDI CI PROPONIAMO

Ci proponiamo di essere propositivi: diffondere una visione comunitaria che evochi il ruolo positivo del civismo e di coloro che svolgono onestamente il loro lavoro.

Ci proponiamo di rappresentare le istanze dei lavoratori e dei professionisti, del ceto medio, delle famiglie, delle associazioni di cittadini, delle piccole e medie imprese, ossia di quei larghi strati di popolazione svantaggiata e precarizzata che sono ugualmente vittime di un sistema economico disumanizzante, Sistema che è invece necessario riportare a dimensione d’uomo e di natura attraverso l’introduzione di pratiche economiche virtuose.

Ci proponiamo di (ri)affermare una concezione politica, culturale e sociale ed un’etica pubblica centrate sui concetti di “Comunità” e “Bene Comune”, dove i Cittadini rappresentino realmente il fine, il mezzo ed il fulcro decisionale della nazione.

Ci proponiamo di affermare con forza e dimostrare che un mondo migliore può essere pensato, realizzato e consegnato alle generazioni che seguiranno la nostra.

Ci proponiamo di contribuire a tutto ciò per mezzo di un’opera di formazione, informazione e comunicazione che aumenti gli strumenti in mano e nella mente di tutti coloro che, venuti a contatto con noi, abbiano lo stesso intento.

L’obiettivo che ci proponiamo è intellettualmente ambizioso e politicamente concreto, e qualcuno dirà che non ci compete o che già si è tentato: eppure siamo convinti sia necessario agire radicalmente sul piano culturale e metapolitico per esercitare, quantomeno, una funzione di Cathecon.

Noi ci siamo.

E sosteniamo quindi l’azione culturale del’Intellettuale Dissidente.

La vostra opinione mi interessa ed i vostri commenti mi danno al forza di scrivere: Lasciate un segno del vostro passaggio!