Seconda lettera agli amici del circolo Proudhon di Roma

War Chow

Scrivere due lettere agli stessi amici potrebbe apparire pedante.

Magari insistente.

Ripetitivo.

Stressante.

Così, però, non è.

Non quando il mondo attorno muta in maniera tanto dirompente da mutare, con lui, la nostra stessa identità.

Noi, oggi, non siamo più gli stessi amici.

Siamo amici nuovi in quanto la nostra funzione nel mondo è drammaticamente cambiata.

Ciò che è successo in Francia può essere ancora oscuro ma, d’altro canto, l’utilizzo che se ne vuole fare, secondo me, è chiarissimo.

Vogliono far montare un’isteria collettiva che faccia scagliare parte della popolazione contro un’altra parte della popolazione.

Sangue di fratelli che sporcherà le mani di altri fratelli.

Denaro pronto a scorrere nelle casse di capitalisti intenti a versare benzina sul fuoco.

Non sarà un evento unicamente francese.

Non sarà una catastrofe pronta a colpire solamente mussulmani.

Già oggi, personaggi come Umberto Eco millantano tesi secondo le quali ogni religione porta, nel cuore, inestirpabili semi di violenza.

Femen e Pussy Riot sono intente a lucidare i loro strumenti blasfemi.

Anche i cristiani diverranno oggetto d’aggressione.

Ogni voce fuori dal coro, sarà aggredita, minacciata ed insultata.

Se non fosse drammatico, sarebbe patetico.

Finto filosofi atei trasformano sé stessi in novelli sacerdoti e, fingendo di predicare una pace sottomessa al mercato, si daranno un gran da fare per diffondere guerra.

Bombardamenti umanitari. Milioni di morti umanitari. Stupri umanitari. Squartamenti umanitari.

Tutto col plauso delirante degli intellettuali di regime.

Da una parte la TV che urla alla guerra e forgia catene per la mente di futura carne da cannone.

Dall’altra parte… solo noi.

Noi che avremmo preferito essere pingui e pigri intellettuali intenti in pacifici studi di storia e filosofia.

Personalmente, non sono nemmeno un intellettuale: sono un ingegnere con l’hobby della storia e della filosofia.

Il problema è che, adesso, facciamo parte di un gruppo ristretto di persone che, indipendentemente dalla propria volontà, dispone di strumenti capaci di proteggere i propri vicini da pericolosissime menzogne.

La domanda è: abbiamo la responsabilità di usare questi strumenti che, per caso ci siamo trovati in mano, per metterli a disposizione della comunità?

Beh… secondo me sì.

Abbiamo il dovere morale di mettere a punto un progetto di formazione, informazione ed organizzazione della cittadinanza che renda possibile una resistenza contro le seducenti proposte omicide trasmesse a reti unificate dal capitalismo dominante.

Non importa se quanto faremo non servirà a nulla.

Quello che farà la differenza sarà la nostra disponibilità a mettere a disposizione ciò che ci è stati dato dalla Provvidenza o dal caso.

Fatto ciò… la Storia farà la storia.

La mia proposta è quella di creare un circolo di cittadini intenti a diffondere conoscenza della filosofia, della storia, delle scienze sociali, di scienze politiche.

Cittadini intenti a promuovere la sperimentazione di modalità alternative di azione per il bene della comunità.

Useremo gli strumenti che riusciremo a maneggiare: internet, riviste, incontri.

Useremo soprattutto le nostre voci.

Useremo soprattutto le nostre vite.

Gli eventi, però, incalzano la nostra azione.

Sulla scacchiera, il nero ha mosso per primo.

Il giocatore bianco deve interrompere la sua pennichella e fare una mossa.

Dobbiamo attivarci in fretta.

Altrimenti, la scacchiera si coprirà di sangue ed odio.

E saranno efficacissimi nel creare altro sangue ed altro odio.

Personalmente, sono disposto ad incontrarmi con chiunque di voi, ogni giorno della prossima settimana per tracciare un progetto e provare ad attuarlo.

Un abbraccio e buona fortuna.

Buona fortuna a tutti noi.

Guido

La vostra opinione mi interessa ed i vostri commenti mi danno al forza di scrivere: Lasciate un segno del vostro passaggio!