Dio, l’Amore, l’Odio, le Femen, gli assassini di Parigi, i redattori di Charilie Ebdo, i cecchini di Maidan.

Love is a Fruit

L’odio monta come un’onda in un mare di melma.

All’inizio c’è come un fremito, una increspatura forse generata dal vento.

Un tremolio del suolo.

Poi, una piccola perturbazione dell’orizzonte.

La mente percepisce il pericolo e lo trasforma in inquietudine.

Quello che era uno specchio di acqua sporca ma orizzontale diviene, dopo qualche istante, una salita minacciosa e scoscesa.

Quindi un muro roboante che ti corre incontro con rabbia distruttiva.

Perché tanto odio?

Noi ce ne stavamo silenziosi a leggere un libro in piazza.

Noi, semplicemente, avevamo proposto le nostre opinioni. Magari un po’ diverse da quelle trovate su facebook.

Oppure, colpevolmente, abbiamo osato contrapporre alcuni dati, numeri, informazioni o deduzioni, ad una opinione generalizzata che, nata dal nulla, pareva inspiegabilmente permeare  tutto il mondo circostante.

Se mi venisse chiesto quale è il peggior nemico dell’uomo intento a divinizzarsi per mezzo della sua capacità di possesso (di cui parlavo nell’articolo “L’etica della felicità misurata in consumo.“), la risposta più sintetica indicherebbe l’Amore.

Sarebbe una risposta ermetica ma, se ci pensate, potrebbe essere lo spunto per grandi passi avanti verso la comprensione del fenomeno.

Da cattolico, mi troverei a pensare che il primo ostacolo per questi microscopici ometti alla ricerca di una divinizzazione a spese degli altri non può essere che il confronto con ciò che Dio è.

Tutti abbiamo sentito dire che Dio è Amore: pochi hanno il coraggio di girare la frase e sostenere che, di conseguenza, l’Amore è Dio.

Essi, magari solo inconsciamente, lo hanno fatto.

In un certo senso, gli oligarchi mi hanno aiutato ad estendere la mia comprensione di Dio nel momento in cui mi hanno presentato il loro mondo popolato unicamente da inestinguibili appetiti.

Si tratta di un mondo squallido dal quale ogni forma di Amore non può che essere bandito.

Ciò che si ama non può essere né venduto né comprato in quanto ciò che si ama è indissolubilmente permeato da una parte di noi stessi.

L’amore congiunge e rende mortalmente dolorosa ogni alienazione.

La vendita è un’alienazione.

Ed anche l’acquisto, se ci pensate, implica un’alienazione da ciò di cui già ci siamo impadroniti.

La nostra capacità di consumo è limitata e l’aggiunta cose dissolve il nostro rapporto con quelle vecchie.

In un mondo di Amore, l’unica alienazione possibile e l’alienazione di sé stessi.

Ed è possibile solamente in forma di dono.

Vorrei scrivere qualcosa per fissare i pensieri che mi frullano in testa dopo la strage avvenuta in Francia.

D’altro canto ho il terrore di finire per diffondere banalità funzionali a coloro che hanno organizzato la cosa.

Voglio però dire immediatamente una cosa: NON DOBBIAMO ODIARE!

Le guerre odierne sono scontri tra due fazioni: quelli che vogliono la pace e quelli che vogliono la guerra.

All’inizio, quelli che vogliono la guerra hanno la meglio e la guerra inizia.
Per fare ciò, costoro sacrificano qualcuno dei loro servi ai quali avevano affidato l’incarico di seminare odio.

Pensate alle Femen. Vi ricordate quando, con una sega elettrica,hanno profanato il crocifisso nella piazza di Kiev (https://www.youtube.com/watch?v=HhN8UxPE2n0)?

Vi ricordate quando hanno cercato di rapire il bambinello del presepe in Piazza San Pietro per poi esibirsi in analismi osceni con un crocifisso?

Cosa Volevano?

Perché qualcuno le paga per fare ciò che fanno?

La risposta è semplice: vogliono generare reazioni violente.

Un po’ come i cecchini che sparavano su polizia e folla nelle piazze di Kiev.

In genere, solo dopo molto tempo e sangue versato, quelli che vogliono la pace riescono a prevalere e la guerra si acquieta.

Se proprio vogliamo vedere una guerra di religione, allora dobbiamo essere coscienti del fatto che, da un lato, abbiamo gli adepti di una religione atea e capitalistica, che prevede la divinità dei mercati, il cosmo ridotto ad un ammasso di merci, e gli uomini divisi tra consumatori e prodotti da consumare.

Dall’altra parte, tutte le altre religioni.

L’islam, con i fatti di Parigi, non c’entra praticamente per nulla ed, a mio avviso, cristiani e mussulmani, in questa guerra, stanno dalla stessa parte.

Ricordo a tutti che, nei lager nazisti, ogni atto religioso era severamente punito.

Ci doveva essere solamente sopraffazione.

Doveva prevalere solamente un’etica basata sulla morte.

La vostra opinione mi interessa ed i vostri commenti mi danno al forza di scrivere: Lasciate un segno del vostro passaggio!