Riprendiamoci le nostre vite! Una soluzione alla tirannia dei consumi.

HOPE!!!

Non ho nessuna voglia di contribuire alla depressione generale ed alla accettazione della realtà rappresentata nell’articolo intitolato “L’etica della felicità misurata in consumo.“.

So benissimo che depressione ed accettazione sono sentimenti che fanno parte dell’armamentario delle aspiranti bulimiche divinità (che chiameremo oligarchi): strumenti preziosissimi e necessari alla mercificazione di esseri umani che, se non adeguatamente schiavizzati, sarebbero pericolosi concorrenti oppure ancor più pericolosi oppositori delle logiche alla base dell’intero costrutto.

Ricordiamoci che, in fondo, si tratta di uno schema logico molto fragile.

Non per niente, eserciti di giornalisti, scienziati, intellettuali e pagliacci vengono arruolati quotidianamente per farci commuovere, impaurire, arrabbiare ed indignare.

E si danno tutti un gran da fare per evitare che noi ci si guardi attorno e si cominci a pensare.

Una sola occhiata al mondo (dentro e fuori di noi) è capace di demolire l’universo degli oligarchi.

Per questo motivo, in fondo, l’unica cosa veramente straordinaria di questo capitalismo assoluto è il fatto che un costrutto tanto instabile abbia già superato i 25 anni di vita.

D’altro canto, dato che il sistema oligarchico, per sopravvivere, sta distruggendo il pianeta, può essere una buona idea quella di considerare questo universo come una bolla da far scoppiare al più presto per poi affidarne le vestigia agli storici i quali, sperabilmente, riusciranno a trarre numerosi insegnamenti su come l’umanità NON deve fare per gestire il proprio mondo e la propria vita.

Quindi, riservandomi di approfondire maggiormente in seguito i temi che ho appena toccato, voglio aggredire quel senso di inevitabilità della storia che è la sorgente della depressa accettazione di cui sopra.

Quando si parla di Politica, Socialità ed Economia, si parla di costrutti umani.

Non si parla di natura.

Lo “spread generato dai mercati” non è come il sole che sorge, un meteorite, o un terremoto.

E’ più simile ad un cassonetto della spazzatura costruito da uomini: un oggetto che può funzionare o non funzionare.

Se non funziona lo si può gettare via.

E’ logico che il barbone che rovista nel cassonetto (e sparge allegramente la spazzatura tutt’attorno) tenderà a dire che il cassonetto non può che essere costruito in quel modo.

Nella realtà, egli starà cercando di dirci che non possiamo fare nulla per impedirgli di imbrattare le nostre strade.

Il suo scopo sarà quello di evitare che noi PROVIAMO ad evitare che lui imbratti le nostre strade.

E la ragione è che lui teme che noi RIUSCIAMO ad evitare che lui imbratti le nostre strade.

Ed egli lo teme perché sa che noi possiamo farlo.

E sa che non sarebbe nemmeno difficile.

E proprio per questo motivo, egli ritiene che la sua capacità di infinocchiarci lo renda una persona speciale.

Contento lui…

E contenti i finanzieri e gli oligarchi che ragionano allo stesso modo…

Imbrattano la nostra vita con la loro usura, le loro rendite, e la disperazione distribuita a piene mani a scopo di ricatto.

Sanno che noi lo potremmo evitare e si ritengono “speciali” per la loro capacità di convincerci a rimanere depressi, inermi e rassegnati.

Sono persino convinti che questo cammino possa trasformarli in divinità.

Per comprendere la miseria di questa gente, propongo a tutti voi di visualizzare questi signori come se fossero barboni intenti a rimestare in un cassonetto lercio e puzzolente.

Sdegnosi spargono lerciume sul selciato, convinti che la loro indifferenza nei confronti della comunità umana sia sintomo di superiorità.

Noterete immediatamente che, nonostante le migliaia di euro spese in massaggi, SPA e profumi costosi, il profumo di barboni e banchieri è proprio lo stesso.

Noterete inoltre che il vostro desiderio di imitarli sarà di certo notevolmente diminuito.

Se non è diminuito, allora vuol dire che puzzate come loro.

Ma andiamo al “come”.

Come proteggerci?

E’ molto semplice: guardiamo quello che non ci vogliono far fare:

  • amicizia,
  • pensiero e conoscenza,
  • coscienza ed etica,
  • politica e moralità.

L’AMICIZIA

L’amicizia, quando è vera, è la forma più alta di Amore: è amore disinteressato ed assoluto.

“Non c’è amore più grande che dare la vita per i propri amici”, disse Gesù ai Suoi, sapendo di dirlo innanzitutto di sé che andava a morire per noi. “Da questo abbiamo conosciuto l’amore: Egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli… Chi non ama rimane nella morte… Chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio, chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è Amore. In questo si è manifestato l’amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui” (1 Gv 3,16.14; 4,8-9).

(da fidesvita.org)

L’amore e l’amicizia sono temi splendidi ed, tra l’altro, rappresentano il valore principale della Dottrina Sociale della Chiesa.

Non posso approfondirli in questo articolo (senza spossarvi…) ora questo tema, però voglio far notare che noi, guardando i nostri amici vediamo esseri umani.

Esseri umani che non potranno mai essere trasformati in merce a meno di fare a noi stessi un danno incurabile.

In questo modo avremo negato la prima verità dogmatica del credo mercatista e cioè la possibilità di trasformare qualunque essere umano in merce (e cioè in uno schiavo).

Alcuni uomini non potranno essere trasformati e, di conseguenza, il capitalismo oligarchico non potrà mai essere veramente assoluto.

Se poi l’amicizia spingerà alcuni a formare associazioni o (il dio denaro non voglia!) persino famiglie, l’abominio sarebbe totale.

Come conciliare la felicità di persone totalmente dedite al loro prossimo con l’inevitabilità di consumare (e cioè appropriarsi e fagocitare) qualunque cosa divenga raggiungibile?

Non è possibile.

Punto.

Il dato di fatto è che l’Amore è un ente totalmente incompatibile con l’universo mercatista e, per quanto lo si opprima, esso è talmente connaturato con il mondo da continuare a spuntare.

 

PENSIERO E CONOSCENZA

E’ possibile credere alla pubblicità solo se non si pensa e se non la si confronta con la realtà che si conosce.

Posso comprare lo splendido maglione pubblicizzato sul cartellone ma, se mi saprò guardare dentro, mi renderò conto di non essere più felice di prima.

Specialmente se è il dodicesimo maglione del mio armadio.

In effetti, se ci pensate, le pubblicità vogliono istillarci una cultura intrisa di una sorta di magia superstiziosa: una magia che evapora se sottoposta al sole della scienza.

 

COSCIENZA ED ETICA

Cosa ci fa bene?

Cosa ci fa stare bene?

Cosa fa stare bene le persone che amiamo?

Cosa permette la conservazione del nostro posto di lavoro?

Sono domande che ci rendono più forti.

Domande che impediscono agli oligarchi di farci scagliare l’uno contro l’altro.

Soprattutto, sono domande che finiscono inesorabilmente per farci scagliare contro gli oligarchi.

 

POLITICA e MORALITA’

E finiremo inevitabilmente per capire che un universo polverizzato di miliardi di individui solitari non è luogo dove ci si riesce a difendere dagli oligarchi.

A noi serve stare assieme!

E ci serve comprendere che alcune cose sono giuste per tutti.

Ed altre sono sbagliate per tutti.

Ci serve uno Stato che si ponga al di sopra dei mercati.

Uno stato che difenda la sovranità del popolo.

Uno stato che protegga il debole dal forte: che dica all’imprenditore che non può delocalizzare, al commerciante che non può truffare, al mafioso che non può violentare.

 

Insomma, l’Uomo non è come dicono loro.

L’Uomo è molto meglio.

Riprendiamoci la speranza di camminare assieme verso un futuro migliore.

Riprendiamoci il diritto di camminare assieme verso un futuro migliore.

Riprendiamoci le nostre vite.

La vostra opinione mi interessa ed i vostri commenti mi danno al forza di scrivere: Lasciate un segno del vostro passaggio!