Lettera agli Amici del Circolo Proudhon Roma

a me piacciono i raggi di sole

Cari Amici,

in questo ultimo giorno di un anno per me pieno di speranze (invero in gran parte deluse), trovo che la potenziale nascita di un Circolo Proudhon a Roma sia un barlume di speranza per un 2015 parecchio migliore.

Per questo motivo, oltre a fare gli auguri a tutti noi, desidero mettere sul tavolo uno stimolo che ci porti a dare vita ad una esperienza efficace di comprensione e teorizzazione mirata alla generazione di una prassi trasformatrice della realtà.

In altre parole, il mio desiderio è che, unendo le forze, non solo riusciamo a resistere e rimanere umani: vorrei anche che riuscissimo a mettere in piazza qualche cosa che renda migliore il nostro domani.

Per fare ciò, a mio avviso, il primo passo è quello di esistere.

Usciamo dal virtuale!

Ed usciamo dal relativismo!

Prendiamoci una sede e guardiamoci in faccia.

Tracciamo quattro linee ideali e metodologiche che ci tengano assieme.

A partire da quelle linee potremo finalmente “fare cose”.

Fare… non raccontare.

Fare…

La mia proposta è quella di partire da una piattaforma molto semplice.

Tre valori: libertà, verità e giustizia.

Di questi tre valori dovremmo rifiutare la relatività.

La verità deve esistere.

La libertà e la giustizia devono essere raggiungibili e giuste da raggiungere.

Libertà, verità e giustizia devono essere obiettivo comune.

Per noi stessi e per tutti gli altri.

Personalmente io sarei disposto a subordinare questi tre valori unicamente all’Amore fraterno tra gli uomini e per tutti gli uomini ma, se questo fosse un valore troppo estremo, sarei disposto al lavorare anche su un valore meno forte tipo il rifiuto della trasformabilità di qualunque essere umano in merce o scarto.

Da qui potremmo partire e sviluppare il discorso in molteplici direzione magari per mezzo di un sano confronto dialettico.

Per quanto riguarda le metodologie di associazione: proporrei un’associazione molto classica con uno statuto chiaro che ci permette di eleggere un amministratore con regole note, di liberarcene in modo lecito, e di essere tutelati sulla base di valori condivisi da un garante autorevole.

Sarebbero richieste banali ma, al giorno d’oggi, si tratta quasi di sogni.

Io, però, ho il vizio di continuare a sognare.

Questo scritto è un sasso lanciato in uno stagno.

Spero di aver perturbato la superficie abbastanza da far venire a galla i vostri desideri ed i vostri sogni.

Ho fiducia che il confronto tra uomini liberi e rispettosi l’uno dell’altro non potrà che essere fecondo.

Buon 2015

Guido Mastrobuono

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