Sacrifici umani

Sacrifice

Vallemontana, casa di campagna, la cucina è un punto di incontro.

La televisione però è accesa.

La nonna è convinta del fatto che questo ospita non ospita più fede.

Noi ci opponiamo.

Conosciamo, tra le altre cose, le ragioni del suo parlare.

Sono anni che rifiuta di abbandonare questo eremo felice circondato dalle sue montagne ed, in fondo questa sarebbe cosa buona.

Purtroppo però un certo tipo di mondo riesce facilmente a violare la purezza di questo angolo fatto di boschi, montagne, orti ed animali.

E lo fa per mezzo della televisione.

Questa sera ho guardato la televisione.

E’ un po’ che non lo faccio.

Canale 5.

Non ci sono più abituato.

Ho appena osservato due sacrifici umani.

Sono molto contento di non esserci più abituato.

Vuol dire che ho ancora qualche speranza.

Un ragazzo si è fatto ibernare.

Congelare e scongelare.

La madre offriva la sua paura all’occhio freddo delle telecamere.

Un esperimento delirante finito senza la perdita della vita.

Però una gamba si è spezzata.

Una scena raccapricciante passata più volte al rallentatore.

La cosa che mi faceva più paura era il pubblico felice ed esaltato dal potere del televoto.

Grande successo del numero di “arte escapologica”.

Approvato dal 90% dei televotanti.

Nessuno si è sognato di dire che 5 minuti di divertimento non valevano la vita di un ragazzo.

Nessuno a dire che l’autolesionismo, effettuato per mendicare un briciolo di notorietà ed un applauso, non è cosa sana.

Nessuno a dire che l’essere umano vale di più.

Molto di più di così.

Ha seguito un ballerino scadente.

Dopo la performance gli hanno messo di fronte ad un microfono.

Ha detto che odiava suo padre.

Nessuno si è chiesto il rapporto tra la danza e l’odio.

Nessuno a dire che non ce n’era nessuno.

Si è trattato di sacrifici umani.

Dei due ragazzi.

Della loro intimità.

E dell’anima del pubblico.

Ti danno da mangiare carne umana e tu pensi che in fondo è tutto spettacolo.

Non è così.

Non è spettacolo.

E’ adorazione.

Adorazione di concetti.

E’ proprio sanguinaria questa religione.

La religione dei mercati e della merce.

I mercati sono Dei.

E noi siamo merce.

I nostri corpi sono merce.

Membra umane, ogni istante, devono essere sacrificate, per dimostrare che in fondo si tratta solo di roba.

Merce da usare e buttare subito via

Roba da comprare.

Giocattoli.

IO LO RIFIUTO!

Con sdegno.

Con rabbia.

NON E’ VERO!

Noi siamo di più.

Noi siamo molto di più.

L’uomo è una scheggia di universo fatta della stessa materia di cui sono fatti gli angeli.

L’uomo è una scheggia di universo fatta della stessa materia di cui è fatto Dio.

Sprecarla è una bestemmia.

Ed io sono arrabbiato.

 

Abituiamoci nuovamente a dire con forza che un altro mondo è possibile.

 

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