Famiglie antifragili: il terrore degli oligarchi.

The Postman ....

Partiamo da una  nuova definizione del temine “Oligarchi”.

Gli oligarchi sono una classe economico/sociale di individui (e corporations) che approfittano della fragilità della gente (o di interi stati) per ricattarla ed ottenere da questo ricatto una rendita il più durevole possibile.

Inutile dire che, oltre ad uno spiccato opportunismo, i nostri amici oligarchi si impegnano a generare le crisi da cui traggono profitto.

Parlo dei giri della morte che vanno dai licenziamenti facili, alla fame, al credito al consumo, agli interessi d’usura.

Oppure dei tunnel di dolore che iniziano con la riduzione del welfare e si dirigono verso la vendita di assicurazioni farlocche, alla fornitura di cure costosissime cordate da adeguato finanziamento.

Non si tratta di una definizione molto diversa da quella che trovate nei precedenti articoli (qui e qui).

Si tratta solo di un cambio di prospettiva che, però, permette un piccolo passo avanti nello spiegare l’isterica aggressione nei confronti della famiglia tradizionale attualmente perpetrata dai media, dalle associazioni e dalle agenzie finanziate dagli oligarchi.

Perché ce l’hanno tanto con la famiglia?

Lo dico subito: la famiglia, quella vera, è intrinsecamente anti-fragile!

E che vuol dire? Direte voi.

E’ vero. Non lo sapevo nemmeno io.

L’anti-fragilità è stata definita nel libro “Antifragile. Prosperare nel disordine” di Nassim N. Taleb (29 ago. 2013).

L’anti-fragilità è l’opposto assoluto della fragilità.

Prendiamo un pacco con su scritto “FRAGILE-MANEGGIARE CON CURA”, contiene porcellane.

Se cade, le porcellane si rompono.

Alcuni esseri umani sembrano fatti di porcellana.

Li vedi belli, scintillanti, motivati.

Quando arriva il primo scossone, però, si infrangono.

E quando si infrangono diventano carne da oligarca.

 

Altri, però, sono diversi.

Alcune persone, quando vengono toccate dal destino avverso, tirano fuori il meglio di loro stesse.

Non sono sicuro ma, personalmente, credo che sia una combinazione esplosiva di umiltà, dedizione ed amore che si attiva e si amplifica.

Grazie ad essa, le persone scoprono risorse che non sapevano nemmeno di avere.

Queste persone dovrebbero essere inserite in un pacco con scritto “ANTIFRAGILE-SBATACCHIARE UN PO’ PER OTTENERE UN MIGLIORAMENTO”.

Le persone anti-fragili, agli occhi degli oligarchi, sono prede pericolosissime.

Tu le fai cadere, togli loro il lavoro, togli loro la salute, e gli combini tutto quello che ti viene in mente e poi, arrivati ad un certo punto, ti avvicini a loro con il tuo bel contratto capestro.

E cosa succede?

Succede che ti trovi di fronte un gigante che, arrabbiatissimo, denuncia il tuo comportamento.

Ricordate? Gli oligarchi sono parassiti la cui sopravvivenza è legata al loro rimanere nascosti.

Una preda che mantiene la sua lucidità e determinazione è pericolosa come un riccio dalle spine velenose.

Una vota mi è stato chiesto cosa fare contro gli oligarchi.

Ora ho una risposta: l’anti-fragilità è la chiave.

Se riusciamo a creare una società anti-fragile gli oligarchi saranno condannati a morire di fame.

“Affama la bestia” disse un oligarca con l’intento di distruggere lo stato sociale.

“Affama la bestia” dico io, se vogliamo liberarci del sistema oligarchico.

La bestia in questione, però, non necessita soldi: ha bisogno di vittime.

 

Però, fin’ora, abbiamo parlato di minoranze.

Individui eccezionali.

L’anti-fragilità intrinseca è propria di santi ed eroi.

Con pochi individui eccezionali non si può cambiare la società.

Servono persone normali.

I mattoni della società possono essere costruiti solamente dall’impegno quotidiano di tante piccole persone normali.

Se no il muro viene fuori troppo minuto.

E poi, il sistema oligarchico è specializzato nel prendere gli eroi e trasformarli in Rock Star.

 

Però c’è un “però”.

Esistono anche persone normali.

Sembrano timide, laboriose e semplici.

Nessuna forza (apparente), nessuna aggressività.

Insomma: vittime fatte e finite.

Poi li tocchi, e ti trovi contro un’intera comunità piccola ma tenace.

Dannatamente tenace.

Si tratta di una comunità di padri e di madri che vedono  soffrire i propri figli.

Si tratta di fratelli che vedono cadere i fratelli e, senza fare nessun calcolo, allungano la mano e li aiutano a rialzarsi.

 

Di che sto parlando?

Della famiglia, amici miei!

La famiglia tradizionale.

Parlo di un generatore naturale di anti-fragilità estrinseca.

Uomini fragili formano una comunità eterogenea che è difficile far collassare con un solo colpo.

Quando ne va giù uno, gli altri intervengono.

 

Ed il legame che li unisce diventa più forte.

Perché il sacrificio alimenta l’amore e, spesso, genera un effetto imitativo.

Perché la famiglia è soprattutto un’unione incondizionata di diversità.

Quando hai trovato la formula per abbatterne una componete, un’altra componente completamente diversa ti assalta sul fianco.

 

La famiglia è, e rimane, la bestia nera per gli oligarchi.

Il veleno che uccide chiunque si nutra di solitudine e tristezza umana.

 

Per questo cercano di venderci figli che non siano figli, madri che non siano madri, e padri che non siano padri.

 

Per questo sprecano fiumi di inchiostro per rendere luccicanti amori che hanno a che fare con tutto tranne che con l’Amore.

 

Concludo con un po’ di storia.

 

Un emissario degli oligarchi, nel lontano 1955 descrisse gli italiani chiamandoli “familisti amorali”.

Ne fece un libro che intitolò “Le basi morali di una società arretrata”.

Poco dopo, la stessa definizione venne affibbiata a Francesi e Spagnoli.

La famiglia cattolica era cotta e mangiata.

Subito dopo, quel signore andò a servire alcuni dei presidenti tra i più “morali” della storia USA.

Detti presidenti erano Richard “Watergate” Nixon, Gerald “unelected” Ford, e Ronald “Tatcher” Reagan.

E forse così ebbe inizio questa storia.

 

Nel frattempo i tanto disprezzati familisti davano il via al boom degli anni sessanta.

E mai, in Italia, siamo stati così liberi, intraprendenti e ricchi come nel ventennio 1960-1980.

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