Cambiare le carte in tavola per una società più giusta: finalmente una soluzione!

I colori della solidarietà

Ho appena cancellato una lunga premessa che voleva spiegare la proposta che seguirà.

Vi avrei parlato di eco sistemi sociali, selezione naturale, anti fragilità ed etica.

Troppe parole.

Preferisco raccontarvi (solo) la mia idea.

 

I cittadini si raccolgono attorno alle loro famiglie le quali sono la struttura anti-fragile per eccellenza.

Chi non ha famiglia, si fa “adottare” accettandone vantaggi ed impegni.

L’anti-fragilità è (sempre) data dall’Amore che è un legante capace di diventare più solido proprio quando la vita è più dura.

Nelle famiglie ci sono adulti accoglienti che curano, adulti assertivi che conducono, e giovani che imparano, crescono e si formano.

Normalmente le risorse della famiglia sono sovrabbondanti e, di conseguenza, le famiglie riverseranno queste energie nella comunità locale.

Ne riserveranno una parte nella cura delle famiglie in difficoltà presenti nel quartiere e, se possibile, ne riserveranno un’altra parte ad azioni di Carità dedicata ad una cerchia ancora più lontana.

Con queste azioni di carità si creano legami tre famiglie, legami tra quartieri e legami tra comunità che, a prima vista, potrebbero apparire lontane.

Alcuni cittadini potranno scegliere di associarsi allo scopo di amplificare l’efficacia dei loro sforzi.

Altri preferiranno fare da soli andando a riempire gli spazi che le associazioni non riescono a raggiungere.

Altri utilizzeranno le istituzioni pubbliche che, però, rimarranno sempre oggetti e mai soggetti del loro impegno politico e civile.

Si tratta di una ragnatela caotica di legami di impegno e solidarietà che risulterà molto difficile da demolire in quanto, nel momento in cui la mala sorte si scaricherà su un nodo, l’intervento dei nodi vicini rafforzerà i legami di amicizia ed, alla fine, genererà una struttura ancora più robusta.

E persino il singolo nodo, senza far conto sugli altri, risulterà più capace di assorbire maggiori shock in quanto, al momento della crisi, potrà attingere ad una riserva di risorse originariamente destinate all’esterno.

Prima di finire quelle risorse, avrà già iniziato a ricevere l’aiuto dei nuclei familiari più prossimi ed amici.

Infine arriverà l’aiuto di amici che non sapevano nemmeno di avere.

La cosa che mi piace della costruzione di questa società che si sviluppa dal basso verso l’alto è che si più iniziare subito.

Si hanno vantaggi da subito.

E si è più felici, meno soli, e meno vulnerabili da subito.

La rete sociale si può sviluppare tra vicini di casa, tra amici e tra colleghi di lavoro.

L’unico requisito è la convinzione che siamo tutti sulla stessa barca (anzi, noi SIAMO la barca).

E nessuno può essere lasciato indietro senza che la barca vada a fondo portandosi dietro anche quei furbastri che credevano di essere sani.

E doneremo per il semplice piacere di farlo.

Senza richiedere nulla in cambio.

Perché sapremo che, quando avremo realmente bisogno, la ragnatela ci fornirà ciò che ci serve con la stessa gratuità con cui abbiamo donato.

 

 

 

 

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