Per chi esige che “nessuno deve rimanere indietro”: la libertà e l’uguaglianza non posson bastare.

Down the rabbit hole

Potrei iniziare questo articolo notando che noi tutti siamo persone reali e, di conseguenza, entità irreali non ci possono bastare.

E infatti…

Chi di voi è completamente libero?

E chi di voi è uguale anche ad uno solo dei suoi simili?

Libertà ed uguaglianza sono solamente astrazioni, idee assolute.

Modelli, riferimenti, sogni ed idee da cui derivarono due grandi ideali.

 

E i sistemi politici che da esse derivano, come ogni costruzione, non potevano essere più solidi delle pietre pneumatiche su cui erano fondati.

Sia chiaro: socialismo e pensiero liberale hanno fatto un gran bene ad un’Umanità che si stava bloccando.

Ma ciò è accaduto fino a quando quei sogni non sono stati realizzati.

Finché nessuno li costruisce, i castelli in aria possono tranquillamente continuare a volare.

Non appena concretizzati, al contrario, hanno iniziato a precipitare nella direzione dell’inferno.

Vi confesso che questa considerazione, nei tempi passati, mi ha lasciato profondamente ferito.

Credevo nel socialismo e le illusioni, quando diventano delusioni, finiscono sempre per fare un po’ male.

D’altro canto, stabilito che non era la realtà ad essere instabile, ma erano le idee, ho avuto la possibilità di rivalutare tutte quelle persone che, insieme con me, non potevano far altro che fallire l’intento.

E’ bello guardar con tenerezza gli amici ed i compagni del passato e potendo dir loro che non siamo stati noi ad essere incapaci: era la via che stavamo seguendo che non portava da nessuna parte.

La bella notizia è che quando ci hanno detto che c’eran due vie, e noi abbiamo scelto quella che ci pareva meno inumana, ci hanno frodato!

Le vie sono almeno tre e, probabilmente, le vie ancora da scoprire sono “almeno” infinite.

Quanti di voi, per caso, hanno almeno un fratello?

 

Ma non era da qui che volevo partire.

Volevo dedicare questo articolo a coloro che, come me, si erano appassionati davanti al concetto per il quale “nessuno deve rimanere indietro”.

“Nessuno” è un concetto assoluto, ma anche concreto.

Un concetto che si nega nel momento in cui si accetta anche la più piccola eccezione.

“Nessuno meno uno” non è già più nessuno.

E se ne lasceremo indietro solo uno, indipendentemente da quanto cattivo, fallace, inutile o puzzolente sia quell’uno, avremo innescato una crepa assassina all’interno dei nostri sogni.

Ed avremo creato quel precedente che ci porterà a scommettere che il prossimo uno da espellere dai nessuno non potrà che essere uno di noi.

 

Ma quali saranno le stelle da seguire per raggiungere i nostri sogni.

L’Umanità ne ha scelte due: la libertà e l’uguaglianza.

Dopo un po’  si sono resi conto che non era possibile.

Che le direzioni indicate erano diverse.

E così l’umanità si è divisa.

Metà ha seguito la libertà.

Metà ha seguito l’uguaglianza.

E la gente ha ricominciato a rimanere indietro.

 

In realtà non era possibile che succedesse altrimenti.

Se si trasforma la libertà in un idolo, immediatamente essa si trasforma in competizione.

C’è voluto veramente pochissimo tempo perché qualcuno notasse che la libertà del prossimo iniziava alla fine della propria.

E, nel tentativo di allargare a spallate la propria libertà, è stato generata la classe mitica dei “più meritevoli” e la classe dannata dei “fannulloni”.

E dissero “che sia il mercato”.

Ed il mercato fu.

E noi fummo messi tutti in vendita.

Mentre chi non aveva mercato non poté fare altro che rassegnarsi al destino di rimanere indietro.

 

Per fortuna ce c’erano gli altri che inseguivano l’uguaglianza.

Dopo un po’, uno dei più svegli era già lì che staccava gli altri e scattava in avanti.

Gli spararono nella schiena per far capire a tutti l’errore metodologico insito nella fissazione di astrarsi dalle masse.

In quel preciso momento, il socialismo aveva iniziato a perdere il suo slancio.

 

Se nessuno deve rimanere indietro, l’unica soluzione è che nessuno venga lasciato solo ed, allo stesso tempo, è necessario che un indietro non esista.

E un indietro non esisterà se noi siamo tutti collegati.

L’esistenza di questo collegamento si chiama solidarietà e mi piace un sacco.

E l’essenza di questo collegamento si chiama carità… ed anch’essa mi piace un sacco.

E ciò che ne risulta si chiama fratellanza ed, indovinate un po’, si tratta di una condizione che mi piace un sacco.

E mi piace un sacco perché non mi fa sentire mai solo.

E, soprattuto, mi piace un sacco perché mi ha permesso di ridefinire l’uguaglianza e la libertà, in modo da non lasciare nessuno indietro.

 

 

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