Dottò… ha mai pensato di comprarsi una moglie?

Wedding time

Mi è capitato di mettere le mani sulla 96ª Proposta (di iniziativa consiliare) del comune di Roma intitolata “Riconoscimento delle Unioni Civili – Istituzione del Registro delle Unioni Civili. Approvazione Regolamento.”.
Invito tutti a leggere il documento che ho reso disponibile all’indirizzo www.delusidalbamboo.org/wp-content/uploa…li-RC.2013.18095.pdf.

Come scritto in un precedenti articoli (qui e qui), le Unioni Civili sono una sorta di matrimonio precario che è una catastrofe per le parti deboli convinte ad accedere a questa istituzione.

In poche parole, sta venendo proposta una sorta di unione matrimoniale priva di impegni nella quale, in qualsiasi momento, uno dei membri può prendere le sue cose ed andare via.

Oggi vorrei parlare dei rischi che si creano introducendo una forma di unione familiare che presenta meno vincoli di quelli imposti su un contratto di lavoro.

Voglio, allo scopo, raccontarvi una storia di pura fantasia.

L’avvocato penalista dott. Pasquale Trombetti aveva un buon reddito, buona cultura e buoni agganci.Non era sposato.Amintore Traffichini era uno dei suoi clienti che, un pomeriggio, pensò bene di fargli una proposta bizzarra.- Dottò. Le interessa comprarsi una moglie?

– Una moglie?

Il Trombetti sorrise.

– Un mio caro amico importa mogli dal Kazakistan e dalla Grecia… bellissime… bionde… more… ci dice lei come le vuole?

L’avvocato fece il possibile per apparire nervoso.

– Traffichini. Non mi faccia perdere tempo!

Il pregiudicato, affatto intimorito, continuò a parlare come chi sa di star facendo una proposta interessante.

– Lei non capisce dottore, non sto scherzando! In Kazakistan c’è pieno di ragazze che non vedono l’ora di venire in Italia per sposare uno come lei.

– Ma io non mi voglio sposare! –  Il Trombetti ora faceva finta di essere spazientito ma era curioso di sapere dove il cliente volesse andare a parare.

– E lei mica le sposa… si unisce.

– ?!?

– Ma si – disse il Traffichini –  l’unione civile, quella nuova trovata per far sposare i froci.

Il pregiudicato attese un attimo, guardò divertito, e poi continuò.

– Che vuole che ne sappiano le cosacche della  differenza tra unione civile e matrimonio: lei mette loro un velo bianco in testa, c’è il funzionario con la fascia tricolore, le firme… e queste sono contente.

L’avvocato pensò che i cosacchi non venivano dal Kazakistan, ma decise di non puntualizzare.

Il malvivente, dal lato suo, era sicuro di aver  ottenuto attenzione.

E quindi continuò.

– Queste non prendono la cittadinanza ma ottengono il permesso di soggiorno, non le chiedono una lira tranne quello che le vuole dare loro, le puliscono la casa, le fanno da mangiare e fanno tutto quello che lei può chiedere loro.

– E se non lo fanno?

Il criminale aprì le braccia.

Le mani erano enormi.

Le unghie erano lunghe e parevano spesse e dure come cuoio stagionato.

– Lei si disunisce e cambia la serratura dell’appartamento. Queste non le possono chiedere nulla e se ne tornano al loro paese così come sono venute.

Il pregiudicato prese una sigaretta.

– Ovvero con una mano davanti ed una dietro.

L’avvocato gli passò un grosso accendino da tavola a forma di leone.

– Appunto.

Il pregiudicato fece scorrere la criniera del leone ed una fiammella uscì dalla bocca del felino.

– Insomma, una colf ed un’amante messe assieme…

La sigaretta si accese. Il pregiudicato prese una boccata e rispose.

– Appunto.

L’avvocato tirò fuori la pipa.

– E se dice un “no”.

Un grosso fiammifero di legno scivolò sfrigolando sulla scatola.

Il pregiudicato ammiccò.

– Torna a casa. No stress.

Nuvola di fumo di pipa.

– E poi.

Il pregiudicato sorrise.

– Noi glie ne importiamo una nuova.

Ora non esiste nessun Traffichini, nessun Trombetti.

Al momento non esiste nemmeno l’istituto dell’unione civile.

Le reti per l’importazione degli esseri umani, però, già esistono.

Fatturano un sacco.

Sapevate che, in Italia, sono stati fatti processi per “riduzione in schiavitù”?

E le vittime non erano extracomunitari.

Erano ragazzi e ragazze polacchi e rumeni.

I ragazzi venivano fatti lavorare fino allo sfinimento e le ragazze erano spesso violentate e costrette a prostituirsi.

Se ci fosse un Unione Civile che desse qualche garanzia al momento della dissoluzione, le ragazze sarebbero almeno un po’ meno ricattabili.

Senza garanzie, il business è servito.

Magari persino legale.

E non è assolutamente detto che gli sventurati aspiranti all’unione civile debbano essere usati solo nelle faccende domestiche, possono lavorare anche nell’azienda o nel negozio di famiglia.

Nessuna tassa allo stato.

Nessuna pensione per il lavoratore.

Nessuna liquidazione.

Nessun contratto.

Nessuna prospettiva.

Nessun futuro.

Questi sventurati sarebbero come coloro che comprano azioni che perdono progressivamente valore.

Non possono venderle, perché altrimenti perdono parte dell’investimento.

Devono tenerle, per perdere tutto uguale.

Capiterà che questi folli saranno invitati ad investire ancora di più e sempre di più.

E potete scommettere che lo faranno.

Non è un’eventualità.

E’ un business troppo ghiotto per pensare che vi si rinunci.

La vostra opinione mi interessa ed i vostri commenti mi danno al forza di scrivere: Lasciate un segno del vostro passaggio!