Esempio di sussidiarietà: il M5S salva la vita ad un uomo ed, a differenza di molti altri, fa sì che rimanga degna di essere vissuta.

di Guido Mastrobuono

Film of Love and Anarchy, or this morning at 10 o'clock, in Via dei Fiori, in the notorious house of tolerance ....

Così come il comandamento “non uccidere” pone un limite chiaro per assicurare il valore della vita umana, oggi dobbiamo dire “no a un’economia dell’esclusione e della inequità”. Questa economia uccide. Non è possibile che non faccia notizia il fatto che muoia assiderato un anziano ridotto a vivere per strada, mentre lo sia il ribasso di due punti in borsa.

(Papa Francesco – Esortazione Apostolica Evangeli Gaudium – 24/11/2013)

Il fatto che questa società non ci piaccia è una cosa che sentiamo nel cuore: non abbiamo bisogno di nessuna dimostrazione.

Come risolvere il problema e ritrovare il benessere è invece un esercizio che richiede l’intervento del cervello e di una dottrina sociale ragionevole.

Di dottrine sociali, al momento ce ne sono almeno tre: due hanno fallito mentre una è ancora da provare.

Quelle che hanno fallito sono state

  • il pensiero socialista (i cui miseri effetti si sono manifestati al mondo nei tardi anni ’80 del secolo scorso);
  • ed il pensiero liberale (con i conseguenti efferati appetiti di cui siamo testimoni in questi giorni).

Quella che rimane è il terzo pensiero, derivato dalla Dottrina Sociale della Chiesa ed è conosciuto da pochissima gente.

Per fortuna, però, la conoscenza può essere a volte sostituita da intelligenza, cuore e un po’ di istinto.

In questo articolo voglio raccontarvi di un caso in cui ciò è accaduto.

Vi dico da subito che il principio che è stato applicato è stato quello della “sussidiarietà” (dello Stato).

La sussidiarietà è un requisito dell’attività statale che impone che gli enti più potenti  intervengano solamente quando quelli meno potenti non riescono a garantire servizi dignitosi ed, al tempo stesso, evitino un intervento massivo e tale da opprimere la libertà di scelta e di sviluppo autonomo di questi enti minori.

L’ente meno potente di tutti è il cittadino (specialmente quello meno capace ed abbiente).

L’ente più potente è il governo statale.

In mezzo ci sono regioni, province, comuni, municipi ed una miriade di associazioni.

 

“OK” direte voi “ma cosa è successo?”.

Semplice: a Roma è venuto freddo.

Tanto freddo.

La mattina del 27 novembre, l’aria frizzante rappresentava i postumi di una notte ghiacciata.

Io mi recavo al lavoro e, su una panchina di via Ostiense, il barbone cingalese che saluto tutte le mattine tremava avvolto in tutti i panni che era riuscito a trovare.

Mi colpì il panno che indossava sopra a tutti gli altri: era una vestaglia da casa spessa di color fuxia acceso.

Percepii chiaramente il fatto che aveva passato la notte nell’intontimento che sta tra la vita e la morte di chi gioca con l’ipotermia.

Provai a parlargli.

Mi resi conto, per la prima volta che, a parte i ciao che mi dona ogni mattina, non spiaccicava una parola di italiano.

Non sapevo che fare.

Dovevo andare a lavorare.

Dissi il “ciao” che lui poteva capire.

Lui mi sorrise.

Ed io proseguii impotente.

Mentre stavo stipato in metropolitana pensai che le mie passate esperienze politiche, oltre ad essere molto generose in termini di delusioni, mi avevano regalato rapporti di mutua stima (quando non amicizia) con persone che forse potevano fare qualcosa.

Alzai il telefono e chiamai.

 

Parlai con una amica di sinistra e lei mi chiese dove si trovasse il barbone.

Mi disse però che molto difficilmente si sarebbe potuto fare qualcosa perché, spesso, i senza tetto rifiutano il trattamento sanitario obbligatorio.

La mia amica ne viene da una famiglia comunista storica di Garbatella ed è inevitabile che la sua reazione fosse dettata da una cultura che prevede l’intervento di uno stato che considera i cittadini meno capaci come minorenni da (de)tenere sotto tutela.

Ecco che al mio amico barbone non bisognava chiedere se aveva bisogno di aiuto: bisognava prelevarlo con forza e portarlo al caldo.

E se lui, invece, avesse voluto rimanersene al freddo?
E magari morirci?

Nella mente della mia amica questa problematica era semplicemente “non pervenuta”.

Il diritto di fare cose (magari) stupide non  trova spazio nel cervello dei buoni (ex) marxisti.

Il legame tra “libertà” e “dignità” non è un concetto compatibile con il pensiero di coloro che hanno costruito il loro impegno sul solo valore dell'”uguaglianza”.

 

Vi dico subito che non chiamai nessun amico liberale: non avevo nessuno voglia di sentirmi dire che il barbone meritava di morire in quanto inadeguato alla competizione del mercato.

 

Dal momento che il socialismo e il liberalismo avevano fallito, l’unica soluzione percorribile era  a “cinque stelle”.

Così chiamai Carlo Cafarotti, ex candidato presidente dell’VIII municipio per il Movimento 5 Stelle ed ora componete, insieme a Valentina Vivarelli, del gruppo consiliare del M5S nel parlamentino del municipio stesso.

Carlo, d’istinto, incarna la sollecitudine propria della sussidiarietà quando dice “dobbiamo assolutamente fare qualcosa, mi attivo subito e cerco una soluzione”.

La sussidiarietà dello Stato implica che esso si comporti come un padre di famiglia che, quando vede un figlio/cittadino in difficoltà, sente di dover intervenire.

D’altra parte, essa impone che lo Stato si comporti come un padre saggio che limita il suo intervento in modo da non soffocare lo sviluppo del figlio.

Comunque io, a quel punto, mi affidavo solamente su Carlo.

Egli, insieme a Valentina, attivò la rete di attivisti e pensò di proporre al Municipio di aprire i suoi locali in caso si eccessiva rigidità della temperatura.

Allo stesso tempo, pensò che questa apertura dovesse essere affidata ad una associazione di volontariato che fosse responsabile di invitare i senza tetto, vigilare sul loro comportamento, e garantire la pulizia dei locali la mattina successiva.

Vedete che, grazie all’idea di Carlo, il municipio si sarebbe limitato ad amplificare l’attività di una o più libere associazioni di cittadini i quali, a loro volta, sarebbero accorsi in aiuto di altri cittadini nel momento del bisogno.

Il tutto senza opprimere la libertà di nessuno.

Ed il tutto con una spesa minima.

Questa è sussidiarietà.

Non era neanche mezzogliorno che Carlo mi fece sapere della preparazione di una proposta di mozione.

OGGETTO:  Ospitalità notturna per i senzatetto – apertura spazi Municipali riscaldati

CONSIDERATO CHE

Nel territorio municipale vivono numerosi senzatetto, comunitari e non, che dormono in varie zone nei parchi del municipio (parco C.Colombo, San Paolo, etc)

 

In questo periodo le temperature rigide mettono a rischio anche la vita di chi dorme all’addiaccio

 

Il municipio possiede/dispone di diversi spazi ed immobili che sono già riscaldati per l’utilizzo giornaliero destinato a vari contesti

 

La scrivente ha preso già contatto con Associazioni che hanno come missione l’assistenza notturna alle persone disagiate, e alle emergenze in strada

 

Il municipio conosce ed in genere può accedere ai contatti di tutte le Associazioni operanti sul territorio riguardo al disagio sociale dei senzatetto

TENUTO CONTO CHE

 

Prendendo le dovute accortezze di tipo igienico-sanitario, ovvero con specifici accordi con le Associazioni suddette, nulla osta l’utilizzo promiscuo delle strutture menzionate

Il Consiglio del Municipio Roma VIII (ex XI)

                                                                            IMPEGNA

Il Presidente e la Giunta del Municipio Roma VIII (ex XI) a

Aprire le strutture a disposizione del municipio (tipo Centri Anziani, Centri sociali, altre strutture) durante le ore notturne in caso di previsioni di temperature minime inferiori a 2 gradi °C (Roma Urbe), delegando una o più associazioni alla gestione gratuita degli stessi, con la responsabilità per quest’ultimi di

  • localizzare i senzatetto presenti sul territorio,

  • informarli della presenza delle strutture ed invitarli a passarci la notte,

  • gestire vigilanza necessaria ad evitare il degrado delle strutture messe a disposizone,

  • effettuare le pulizie,

  • provvedere alla riconsegna dei locali ogni mattina nel medesimo stato della sera precedente.

Prendere i necessari accordi affinchè, quando le condizioni atmosferiche lo richiederanno, il servizio si attivi senza la necessità di ulteriori deliberazioni.

Il 3 dicembre, Valentina Vivarelli ha fatto sapere che la mozione è stata non solo approvata ma anche sottoscritta da Fratelli d’Italia e dalla maggioranza.

Inoltre è sceso l’assessore che ha chiesto un intervento in commissione servizi sociali quanto prima per approfondire ed eseguire l’atto.

Tutti quanti ad approvare una mozione preparata dei ragazzi del 5 stelle ed a stupirsi del fatto che non ci avevano pensato prima loro.

Semplicemente non potevano pensarci in quanto detta mozione era contraria ai loro percorsi logici.

Valentina e Carlo, invece, sono stati forti del fatto che il M5S ha una mente libera da ideologie fallite nel millennio scorso nonché dal fatto che, nonostante pochi dei suoi seguaci lo sanno, Beppe Grillo e Casaleggio hanno preso a piene mani dall’unica dottrina non ancora fallita.

D’altronde, non penserete mica che frasi come “Nessuno deve rimanere indietro” fosse farina proveniente dal circuito comico genovese?

Veri operatori di pace sono, allora, coloro che amano, difendono e promuovono la vita umana in tutte le sue dimensioni: personale, comunitaria e trascendente. La vita in pienezza è il vertice della pace. Chi vuole la pace non può tollerare attentati e delitti contro la vita.

(…)

L’operatore di pace deve anche tener presente che, presso porzioni crescenti dell’opinione pubblica, le ideologie del liberismo radicale e della tecnocrazia insinuano il convincimento che la crescita economica sia da conseguire anche a prezzo dell’erosione della funzione sociale dello Stato e delle reti di solidarietà della società civile, nonché dei diritti e dei doveri sociali. Ora, va considerato che questi diritti e doveri sono fondamentali per la piena realizzazione di altri, a cominciare da quelli civili e politici.

(…)

Per uscire dall’attuale crisi finanziaria ed economica – che ha per effetto una crescita delle disuguaglianze – sono necessarie persone, gruppi, istituzioni che promuovano la vita favorendo la creatività umana per trarre, perfino dalla crisi, un’occasione di discernimento e di un nuovo modello economico.

(Papa Benedetto XVI – messaggio del Papa per la XLVI Giornata Mondiale della Pace – 14 dicembre 2012).

In ogni caso, sono sicuro che il mio amico barbone ringrazia Carlo e Valentina che gli hanno permesso di sopravvivere al freddo, se lo desidera e, se non lo desidera, lo hanno lasciato sulla sua panchina.

Ed io li ringrazio assieme a lui.

Bravi ragazzi.

Ottimo lavoro!

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