La dignità del lavoro – Rapporto tra lavoro e proprietà privata

Parcometro

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Il terzo pensiero articola il rapporto tra lavoro e capitale anche rispetto all’istituto della proprietà privata, al relativo diritto e all’uso di questa.

Il diritto alla proprietà privata è subordinato al principio della destinazione universale dei beni e non deve costituire motivo di impedimento al lavoro e allo sviluppo altrui.

La proprietà, che si acquista anzitutto mediante il lavoro, deve servire al lavoro.

Ciò vale in modo particolare per il possesso dei mezzi di produzione; ma tale principio concerne anche i beni propri del mondo finanziario, tecnico, intellettuale, personale.

I mezzi di produzione non possono essere posseduti contro il lavoro, non possono essere neppure posseduti per possedere.

Il loro possesso diventa illegittimo quando la proprietà non viene valorizzata o serve ad impedire il lavoro di altri, per ottenere un guadagno che non nasce dall’espansione globale del lavoro e della ricchezza sociale, ma piuttosto dalla loro compressione, dall’illecito sfruttamento, dalla speculazione e dalla rottura della solidarietà nel mondo del lavoro.

 

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La proprietà privata e pubblica nonché i vari meccanismi del sistema economico devono essere predisposti per un’economia a servizio dell’uomo, in modo che contribuiscano ad attuare il principio della destinazione universale dei beni.

In tale prospettiva diventa rilevante la questione relativa alla proprietà e all’uso delle nuove tecnologie e conoscenze, che costituiscono, nel nostro tempo, un’altra forma particolare di proprietà, di importanza non inferiore a quella della terra e del capitale.

Tali risorse, come tutti gli altri beni, hanno una destinazione universale; anch’esse vanno inserite in un contesto di norme giuridiche e di regole sociali che ne garantiscano un uso ispirato a criteri di giustizia, di equità e di rispetto dei diritti dell’uomo.

I nuovi saperi e le tecnologie, grazie alle loro enormi potenzialità, possono dare un contributo decisivo alla promozione del progresso sociale, ma rischiano di divenire fonte di disoccupazione e di allargare il distacco tra zone sviluppate e zone di sottosviluppo, se rimangono accentrati nei Paesi più ricchi o nelle mani di ristretti gruppi di potere.

 

(Queste affermazioni sono stilate nel tentativo di codificare un Terzo Pensiero Politico
di cui avete letto il Capitolo 30 in Rev. 0).
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