Un pensiero politico per la tutela di anima e corpo ed il perseguimento della loro realizzazione.

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Per il terzo pensiero, l’uomo dovrà essere considerato come unità di anima e corpo.

Nelle accettabili differenze tra le diverse concezioni di “anima” derivanti da diverse concezioni filosofiche e religiose, il terzo pensiero rigetta sia una visione dell’uomo come ente prettamente materiale sia visioni che svalutino il corpo umano in favore di ipotetici beni superiori.

La persona deve essere concepita nella sua unità e nella sua esistenza come un tutto e ciò implica che la società deve tutelare ogni suo componente sia in termini di integrità fisica che in termini di realizzazione spirituale.

 

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Si considererà il fatto che,  mediante la sua corporeità, l’uomo perpetra una essenziale sperimentazione del mondo materiale.

E questa dimensione permette all’uomo di inserirsi e fare esperienza mondo materiale, che deve essere luogo della sua realizzazione e della sua libertà, e non luogo di prigionia o esilio.

La sola dimensione corporale, non può essere considerato veicolo unico di realizzazione, in quanto ciò ridurrebbe la vita umana ad una sequenza di egoistici bisogni, fugaci soddisfazioni, ed inevitabili frustrazioni.

Soprattutto, non si dovrà mai sottovalutare la tendenza a deviare nel peccato, che genera ed è generato nell’uomo dalle ribellioni del corpo e dalle perverse inclinazioni del cuore, su cui egli deve sempre vigilare per non rimanerne schiavo e per non restare vittima d’una visione puramente terrena della sua vita.

Allo stesso tempo, non si dovrà mai sottovalutare il fatto che, con la sua spiritualità, l’uomo può supera la totalità delle cose e penetrare nella struttura più profonda della realtà dal quale deriva la sua soddisfazione e realizzazione.

Quando si volge al cuore, quando, cioè, riflette sul proprio destino, l’uomo si scopre superiore al mondo materiale per la sua dignità unica.

Egli, nella sua vita interiore, riconosce di avere in se stesso un’anima spirituale e sa di non essere soltanto una particella della natura o un elemento anonimo della città umana.

 

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Si rispetterà quindi l’obbligo di considerare l’uomo come dotato di due caratteristiche diverse: è un essere materiale, legato a questo mondo mediante il suo corpo, e un essere spirituale, aperto alla trascendenza ed alla scoperta di « una verità più profonda».

Né lo spiritualismo, che disprezza la realtà del corpo, né il materialismo, che considera lo spirito mera manifestazione della materia, rendono ragione della complessità, della totalità e dell’unità dell’essere umano.

(Queste affermazioni sono stilate nel tentativo di codificare un Terzo Pensiero Politico
di cui avete letto il Capitolo 5 in Rev. 0).
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4) Il realismo, la concretezza e la speranza. 6) L’uomo come essere potenzialmente infinito, unico ed irripetibile (e la dignità che necessariamente ne deriva).

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