Terzo Pensiero – Capitolo 0 – Rev. 0

Ce matin-là

Dopo il fallimento storico del pensiero socialista e del pensiero liberale, ovvero delle due dottrine che hanno segnato il 900, la scoperta dell’esistenza di un terzo pensiero politico è stata per me una fonte di gioia.

Cari amici,

non abbiamo esaurito le possibilità aperte davanti a noi.

C’è ancora qualcosa che non abbiamo ancora pensato e c’è ancora qualcosa che non abbiamo fatto.

Si tratta di un pensiero strutturato e stabile che sta venendo sviluppato soprattutto in ambito cattolico.

A mio avviso, il probabile limite dei cattolici è generato dalla decisione di volerlo eccessivamente trattare come se fosse un pensiero dedicato esclusivamente a loro mentre, nella realtà, si trattava di una dottrina politica come tutte le altre la quale, sulla base di assiomi tranquillamente accettabili o rifiutabili, definisce i principi e gli obiettivi di una particolare visione della società umana.

Si tratta del pensiero derivato dalla terza e svalutata entità della triade repubblicana della rivoluzione francese.

Come il liberalismo deriva dall’esigenza di libertà ed il socialismo deriva dalla volontà di garantire uguaglianza, il terzo pensiero deriva da un pressante desiderio di fraternità.

Personalmente, ritengo si tratti di una visione accettabile da credenti di qualunque religione e, per questo motivo, desidero sottoporla la giudizio degli amici che avranno la pazienza di leggermi.

Il primo ostacolo che ho trovato è che questa dottrina non ha un nome e, per questo, sono stato costretto a coniarne uno.

Ho deciso di chiamala “terzo pensiero”.

All’analisi ed alla discussione del “terzo pensiero” ho intenzione di dedicare il mio impegno per parecchio tempo a venire.

Questo scritto fa parte di un discorso più ampio composto dei seguenti capitoli

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