Cattolici in politica: la necessità metafisica di rimanere vitali.
C’è una roccia da bucare e noi gocce d’acqua dobbiamo iniziare a rimboccarci le maniche.

Tommaso Moro, fu cattolico, fece politica, volle rimanere cattolico, gli tagliarono la testa.

Tommaso Moro, fu cattolico, fece politica in un partito non cattolico, volle rimanere cattolico, gli tagliarono la testa.

Ieri parlavamo appassionatamente di politica quando ebbi la ventura di assistere alla nascita di un neologismo.

Noi cattolici corriamo sistematicamente il rischio di essere binettizzati.

Spero che la sorella Paola Binetti ci perdoni questo ingiusto accostamento generato da quello che, nella realtà, è un trattamento subito da tutti i cattolici.

Se sei cattolico (e fai politica) il tuo destino sembra essere quello di venire trattato sistematicamente come un minus habens ed essere inserito, come una sorta di mascotte, in qualche forma di assessorato alla famiglia.

It’s a matter of fact.

E’ non è un caso.

E’ una strategia che è bene comprendere e rintuzzare al più presto.

Noi cattolici siamo una minaccia in quanto siamo portatori, spesse volte inconsapevoli, di un pensiero pericoloso per il sistema politico/finanziario attualmente al potere nella maggior parte del mondo.

Ed il pensiero può cambiare il mondo.

Lo ha sempre fatto.

Non esiste grande muraglia capace di arginare il pensiero ed impedire che esso, come la goccia che buca il granito, demolisca imperi ormai privi di slancio creativo.

Due Papi ci stanno chiedendo di essere rivoluzionari.

Lo ripetono come se fosse un mantra.

E penso persino di aver capito il motivo per cui lo devono fare.

La società attuale si basa su un dogma, un idolo ed una falsa (e comoda) giustificazione.

Il dogma prevede che la povertà sia il risultato di un peccato mortale di “imprevidenza”, “pigrizia” e/o “incapacità”.

L’idolo è “il debito”, visualizzato come la concretizzazione untuosa di questo peccato.

Infierire su coloro che si macchiano di questo peccato è considerato un atto di giustizia o, quantomeno, un atto educativo (e questa è la comoda e falsa giustificazione).

Questo atto educativo genera praticamente tutti gli ingiusti guadagni dell’Aristocrazia Finanziaria e questo dogma crea una bizzarra cornice morale utile alla giustificazione della loro intera opera oppressiva normalmente descritta con il termine “austerity”.

Nulla di nuovo.

Il male non è mai stato caratterizzato grande creatività: è solamente un esperto piazzista di spazzole velenose e scadenti.

Noi cattolici siamo differenti.

O forse sarebbe più appropriato dire che noi siamo cattolici solo quando riusciamo ad essere differenti ed a testimoniare quella promessa di fratellanza, perdono, cura reciproca ed amore che ha portato il nostro Signore a salire su una croce.

Per questo è importante metterci a tacere.

Noto che usano due tecniche.

La prima, bizzarra ma efficace, si concretizza in un opera accusatoria attraverso la quale ci associano i difetti propri del sistema che vogliono difendere da noi.

Parlano di pedofilia mentre trattano tutti i cittadini, bambini inclusi, come carne da stupro.

Ci giudicano colpevoli del vizio di giudicare il prossimo.

Ci dicono perversi per assenza di perversione.

Come vi dicevo era già tutto previsto.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.

Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.

Matteo 5, 11-12

Questa tecnica è efficacissima in quanto permette ai servi dell’Aristocrazia Finanziaria di fare ciò che vogliono ed, al tempo stesso, di dare la colpa agli altri.

Lo fanno con i cattolici.

Lo fanno con tutti i cittadini che vengono accusati di non pagare debiti contratti con entità finanziare specializzate nel creare crediti falsi ed eludere debiti e tasse.

La seconda tecnica consiste nell’arruolamento dei cattolici a cui forniscono ruoli assolutamente inutili.

E’ pratico, porta voti, e risponde alla logica di pratico asservimento.

Se non vuoi che uno ti combatta, assumilo e fagli pulire il tuo giardino.

Prendi un cattolico, mettilo all’assessorato alla famiglia e, mentre tu ne licenzi, sfratti, sfrutti ed abbandoni i componenti, fai in modo che lui dilapidi le sue energie a mitigare i danni che tu stai facendo.

Ci usano come cerottino per le ferite causate dalla loro voracità mentre la nostra fede ci imporrebbe di essere la loro museruola.

Ma come possiamo fare ad opporci a questa cosa?

Personalmente, ho tre suggerimenti.

Primo: non fare nulla di ciò che ci accusano (e poi fanno)!

Non so dirvi se saremo buoni politici ma, di certo, saremo cattolici migliori.

Consiglio banale… è vero… però non fa mai male ricordare che la politica è doppiamente un atto di carità in quanto si tratta di un’attività che, oltre ai nostri corpi,  mette parecchio a rischio anche le nostre anime.

Passiamo al secondo consiglio.

Secondo consiglio: facciamo politica!

Con l’assessorato alla famiglia non si può cambiare nulla e, soprattutto, non si possono tutelare i principi non negoziabili che ci contraddistinguono come politici cristiani.

Non si tutela la vita con i cerottini: la si tutela salvaguardando il lavoro, il diritto ad abitare, il diritto al wellfare e così via.

Magari lo si fa anche evitando guerre (Francisci docent).

Dobbiamo mirare al ministero del lavoro, al ministero della pubblica istruzione, al ministero dei trasporti ed al ministero della sanità.

Magari, mettendo le mani al ministero della difesa, potremmo farci qualche domanda sui costi della difesa aerea.

Oppure dobbiamo lasciare perdere.

E ciò porta al terzo suggerimento.

Non possiamo fare nulla dall’interno di partiti altrui.

L’onorevole Binetti militava ne PD che è un grosso contenitore per le idee dell’altrimenti microscopico partito radicale.

Ora ella porta i colori dell’Unione di Centro e cioè in un partito che ha deciso di accompagnare le avventure massoniche/bildenberghiane del caro senatore Mario Monti.

Ma cosa pensa di fare?… di cattolico…. intendo…

Conosco il nipote dell’onorevole Binetti che me l’ha descritta come una persona buona e gentile.

Sono sicuro che è vero.

Ma con gente come Casini (Berlusconi, Letta o Renzi) noi non dobbiamo avere nulla a che fare.

Ci deve essere una linea tracciata e chiara: noi dobbiamo stare da una parte e loro dall’altra.

Altrimenti inneschiamo una confusione che diviene velocemente una anti-testimonianza.

E’ proprio per la salvaguardia di questo confine esistono i partiti.

I partiti (quelli veri) hanno identità chiare che permettono loro di allearsi discutere e negoziare con altri senza sbiadire la propria identità.

Dobbiamo fare un partito.

Un partito cattolico.

Uno vero.

Un partito che, con il suo funzionamento e le sue politiche, dia una testimonianza forte della possibilità di concretizzare le idee del Vangelo per migliorare la vita dell’intera nazione.

Ci possiamo provare e, quindi, ci dobbiamo provare.

Non sarà facile.

Forse, come disse il cattolico Kennedy, dobbiamo farlo proprio perché è difficile.

C’è un mondo da cambiare.

C’è una roccia da bucare e noi gocce d’acqua dobbiamo iniziare a rimboccarci le maniche.

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