Bimbi down, in Danimarca è pronta la soluzione finale.
Una brutta notizia: i bimbi down siamo noi.

Thinking of my place...

Oggi mi é capitato di leggere un articolo che parla dell’intento del governo danese di liberare il territorio nazionale dalla piaga della sindrome di Down.

Potrebbe quasi apparire come un intento epico se non fosse che lo strumento scelto prevede l’eliminazione per via abortiva di tutti i bambini che prevedono quella sindrome.

L’articolo continua poi comparando la campagna danese con le politiche eugenetiche naziste (e non solo naziste) degli anni 30 che prevedevano la “purificazione della razza” per mezzo della eliminazione degli individui impuri.

Non voglio parafrasare l’articolo né commentare la pochezza delle argomentazioni di coloro che cercano di dipingere l’operazione danese con tinte meno fosche.

Ugualmente, non voglio lasciarmi andare a derive moralistiche o a facili denigrazioni del popolo danese il quale, per quel che ho visto io, é composto da gente civilissima, gentile e per bene.

Il dato di fatto é che la cultura europea ci sta portando in questa direzione e noi tutti, se vogliamo effettuare una resistenza efficace, dobbiamo comprendere cosa sta accadendo.

I down danesi non stanno venendo sterminati per debellare una malattia (anche perché, per quanto ne so, i down sono quasi sempre figli di persone sane): stanno venendo invece abortiti per rimuovere  dalla società una categoria di persone quasi sicuramente “improduttive”.

Vi porto subito dove vi volevo portare: per l’aristocrazia finanziaria, noi siamo bestiame.

Il bestiame si nutre unicamente se serve a produrre un utile maggiore di quello necessario a tenerlo in vita.

Gli handicappati (ed i ragazzi down in particolare) assorbono normalmente più risorse di quante non ne generino e, di conseguenza, é più conveniente eliminarli.

L’eliminazione degli handicappati é un’operazione complessa in quanto é difficile inquadrare quell’atto nell’estetica buonista del politicamente corretto.

Ci stanno lavorando.

Più precisamente stanno facendo volenterose campagne a favore dell’eutanasia.

Per il momento, però, sembra che i risultati siano limitati.

Per quanto riguarda i down, invece, é stato trovato un’escamotage interessante.

Si identificano alcuni esseri umani con la loro malattia.

Si sostiene che, senza di loro, la malattia non sussisterebbe.

Conseguentemente, diviene eticamente accettabile eliminarli sostenendo che, in fondo, si tratta di vittime di una guerra per la salute della popolazione.

Si cerca quindi di eliminarle prima che siano abbastanza grandi da opporsi con efficacia.

Non illudetevi: il fatto che si ricorra all’aborto non mette al sicuro le persone che sono già nate.

Allo stesso modo, non mette al sicuro voi che credete di essere sani.

Chiunque conosca un minimo di storia e di sociologia può infatti confermarci che tutti gli stati, compresi quelli definiti democratici, deliberano normalmente la morte dei loro cittadini.

Cittadini muoiono perché sono soldati, poliziotti o pompieri.

Cittadini muoiono perché sono terroristi e delinquenti.

Cittadini muoiono perché sono troppo deboli e malati per essere aiutati.

Cittadini muoiono perché non ci sono i soldi per garantire la loro sicurezza sul lavoro.

Ciò che varia é la posta in gioco per cui viene deliberata questa decisione.

A volte, si accetta che servi dello stato offrano le loro vite per salvarne altre.

Nel caso diametralmente opposto si sopprime un poveraccio per spartirsene le spoglie.

Questa “normalità” che caratterizza l’omicidio di stato deve darci assolutamente da pensare.

Quanto sta succedendo in Danimarca, infatti, non é un incidente.

Si tratta invece di un precedente che fa tendenza ed un sintomo di quanto sta accadendo in Europa.

I bambini down stanno venendo soppressi per il fatto che la cultura europea ha rimosso il dogma civico che imponeva di considerare la perdita di ogni singola vita come una catastrofe.

Si é introdotto così il mito dell’efficienza economica che fagocita esseri umani al solo scopo di massimizzare la produzione di ricchezze.

Chi inceppa gli ingranaggi diviene una scocciatura da identificare,  rimuovere e rifiutare.

Dato che si tratta di esseri umani, per ora, non se la sono sentita di proporre un’eliminazione diretta.

É stata così introdotta la soppressione degli “inetti” da realizzarsi  “per semplice abbandono”.

Il disoccupato diventa un fannullone.

L’handicappato diventa un untore.

Il cittadino diventa un corrotto.

E tutti quanti diventano un ostacolo per l’efficienza dello stato.

E l’efficienza é la capacità dello stato di “pagare i suoi debiti” e cioè far guadagnare denaro all’aristocrazia finanziaria.

Per questo motivo, salvare i down è solo un primo passo nel percorso necessari a salvare noi stessi.

Tutti noi, infatti, prima o poi diverremo “inetti” ed, in quel momento, personalmente preferirei trovarmi in una società che ritenga la vita umana infinitamente più preziosa delle risorse necessarie a mantenerla.

9 pensieri su “Bimbi down, in Danimarca è pronta la soluzione finale.
Una brutta notizia: i bimbi down siamo noi.

  1. Gerardo

    I più improduttivi sono proprio quelli che vanno in questa direzione, (eugenetica e assassina) eppure anche la loro vita e preziosa. Hanno mezzi e potere con i quali hanno accesso a beni e servizi che sono prodotti al 99,99% da altri. In genere non sanno avvitare una lampadina o portarsi la borsa. Sono dipendenti in tutto e per tutto ma sono nella stanza dei bottoni. Gli interessa solo il profitto e non la creazione di cose buone, sono incapaci di da e, di amore vero.E’ la definizione dei parassiti. Vanno combattuti, resi inoffensivo, e per quello che è possibile aiutati. Per loro solo la Misericordia Divina può essere d’aiuto.

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    1. Guido Autore articolo

      Anche la nostra misericordia può essere utile.

      Sarò un idealista ma ritengo che il nostro biettivo debba essere quello di salvare tutti.

      Nel momento in cui decideremo di abbandonare una sola persona (perchè troppo cattiva o criminale) abbandoneremo il mondo intero.

      Nel momento in cui salveremo usa sola persona di quelle che il mondo considera immeritevoli di salvataggio, salveremo il mondo intero.

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    1. Guido Autore articolo

      E sarai per caso d’accordo quando, sulla base della stessa logica, sopprimeranno gli anziani non più autosufficienti (e tu sarai una di loro)?

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      1. Guido Autore articolo

        Lo stato danese ha iniziato una campagna per l’eliminazione sistematica in utero dei suoi cittadini caratterizzati da un codice genetico che li rende imperfetti.

        La campagna è stata talmente ben orchestrata da fare sì che, nel 2014 Nel 2014 sono nati 2 bambini Down per scelta, 32 per errore diagnostico. Le statistiche dei bambini abortiti non vengono diffuse ma, considerando che in danimarca sono nati circa 57000 bambini e che uno ogni 250, in genere, è down: possiamo dire che la Danimarca nel 2014 ha eliminato circa 200 bambini perché non voleva spendere i soldi necessari ad averne cura.

        In fatti, a valle della campagna giornalistica effettuata, i pochi che scelgono di tenere un bambino Down, spesso per motivi religiosi, incontrano scarsissima comprensione verso il loro desiderio. Il loro timore è che gli aiuti economici in futuro possano essere ridotti, perché gli si dirà che avrebbero potuto abortire. E la loro paura non è infondata.

        OK.

        Supponiamo che i down vengano tutti eliminati.

        A che altezza verrà levata l’asticella della normalità?

        Seconda domanda.

        Chi costa allo stato come gli handicappati?

        Ti rispondo io: gli anziani non autosufficienti.

        Toh… guarda caso… in Danimarca si stanno organizzando.

        Già nel 2000, quando vivevo lì, gli anziani vengono trasferiti nelle periferie (con la scusa del fatto che molte case in centro non hanno ascensore). E già nel 2000 era iniziata la campagna pro eutanasia.

        Ora circa il 70% dei danesi, secondo i sondaggi, è a favore dell’eutanasia: se la vita diventa difficile e richiede aiuto, assistenza, compassione, è esclusa, non è più considerata una vita buona.

        Il programma quindi è chiaro: abbandonare gli anziani a sè stessi, farli sentire inutili e, quando si deprimono, aiutarli a morire.

        Il risparmio in medicine, pensioni, assistenza e cure mediche è assicurato.

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    2. Maddalena

      I bambini con sindrome di down sono solo la punta dell’iceberg …come giustamente afferma guido, una volta ottenuta una cosa simile un qualsiasi “difetto” o “mancanza” può essere considerato anormale e quindi destinato all’eliminazione….anziani non autossufficienti compresi, e quando un giorno lei dovesse puta caso diventarlo Elena sarebbe contenta di essere eliminata per il volere di altri?

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  2. A.C.

    La pressione sociale per abortire un bambino con T21 e’ enorme. Ci vuole una forza di volonta’ notevole per resistere. Vai da dottori che ti spaventano con possibili complicazioni a parenti ignoranti che non sanno di cosa parlano a individui come chi sopra suggerisce l’eliminazione eugenica. Quando poi vai alla scienza, scopri che e’ il 2016, non il 1970. Ci sono persone affette da T21 che si sono laureate. I meccanismi metabolici di degradazione neurologica sono ormai compresi e efficacemente contrastati fino dalla tenera eta’. E’ un problema di cura, non di produttivita’. Ci sono tubi digerenti con le gambe che rubano ossigeno e cibo al mondo senza avere un cromosoma in piu’ (e alcuni postano commenti a vanvera).

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