Questo sistema uccide l’uomo e, contro questo sistema, due papi, uno dietro l’altro, ci hanno chiamato ad essere rivoluzionari.

SENS

Da più parti viene riconosciuto che oggi è necessario un nuovo modello di sviluppo, come anche un nuovo sguardo sull’economia. Sia uno sviluppo integrale, solidale e sostenibile, sia il bene comune esigono una corretta scala di beni-valori, che è possibile strutturare avendo Dio come riferimento ultimo. Non è sufficiente avere a disposizione molti mezzi e molte opportunità di scelta, pur apprezzabili. Tanto i molteplici beni funzionali allo sviluppo, quanto le opportunità di scelta devono essere usati secondo la prospettiva di una vita buona, di una condotta retta che riconosca il primato della dimensione spirituale e l’appello alla realizzazione del bene comune. In caso contrario, essi perdono la loro giusta valenza, finendo per assurgere a nuovi idoli.

Papa Benedetto XVI, 14/12/2012, Beati gli operatori di pace

Un cristiano se non é rivoluzionario, non é un cristiano.

Papa Francesco, 17/11/2013

Papa Francesco non ha fatto giri di parole, ci ha detto di essere rivoluzionari.

Non è stata un’osservazione da poco.

Se ci pensate, se un papa dice ai cristiani di essere rivoluzionari, egli implica implicitamente che il sistema attuale non è cristiano.

La rivoluzione in politica è un radicale cambiamento nella forma di governo di un paese, comportando spesso trasformazioni profonde di tutta la struttura sociale, economica e politica di un sistema, al sorgere di un nuovo tipo di cultura politico-sociale.

da Wikipedia

Se tanto mi dà tanto, il papa non stava parlando di rivoluzioni astronomiche: stava parlando di rivoluzioni politiche.

Ssempre se tanto mi dà tanto, un rivoluzionario desidera la rivoluzione e, di conseguenza, desidera rivoluzionare “la struttura sociale, economica e politica del sistema.”

In realtà, come suo solito, papa Francesco non dice nulla.

Il sistema attuale uccide.

Uccide la gente.

Lo fa sia dal punto di vista fisico che da quello morale.

Lo fa per spartirsene gli averi e, se possibile, utilizzarne il lavoro come si fa con gli schiavi.

E prima di ucciderla la considera merce, ne nega il diritto alla vita, il diritto alla socialità ed il diritto alla ricerca di un senso per la propria esistenza.

Ma come siamo arrivati a questo punto?

Ah… si… la crisi…

In un certo senso è vero.

Però è anche vero che la crisi è un mezzo e non un fine.

Di fatto è accaduto che, dopo la fine della guerra fredda, negli Stati Uniti, alcuni gruppi di potere sono stati liberati della paura di essere spazzati via dall’orso sovietico e, per questo motivo, hanno perso ogni inibizione.

Ciò ha fatto sì che maturassero l’intenzione di cancellare quel patto sociale (nel quale, tra l’altro, non avevano mai creduto) e dare il via ad una strategia di spoliazione dei paesi più deboli e delle classi più deboli all’interno degli stati.

E questo hanno fatto.

Da noi, immediatamente, c’è stata tangentopoli e, meno di vent’anni, dopo siamo stati informati dell’esistenza della crisi.

La “crisi” è  lo strumento con cui, a livello mondiale, hanno creato le condizioni di inquietudine popolare necessarie a garantire il loro arricchimento che si basa essenzialmente sulla creazione di debiti (contratti indifferentemente da cittadini e stati).

Questi debiti non possono essere pagati e la spirale che ne deriva schiavizza chi ne è vittima.

L’uomo non è più uomo: è uno strumento per pagare il debito.

Chi non contribuisce al pagamento non ha nessuno scopo e deve essere buttato via.

Chi non vuole pagare il debito deve venire piegato.

La povertà è una colpa. Il debito è una colpa.

Povertà e debito sono il marchio dei fannulloni.

Ed i fannulloni sono solo carne da smembrare e vendere a pezzi.

Contro questo sistema siamo chiamati ad essere rivoluzionari.

E, dato che questo sistema è messo in atto a livello globale, anche questa rivoluzione deve avvenire a livello globale ma, dato che noi siamo cristiani, sappiamo anche che questa rivoluzione deve iniziare all’interno delle nostre teste.

In altre parole deve iniziare da una conversione.

Ma ogni conversione, come ogni rivoluzione, inizia con un atto: quello di alzarsi in piedi e dire che, con il sistema, noi non ci abbiamo più nulla a che fare.

Perchè il sistema uccide l’uomo.

E la salvaguardia della vita è uno dei principi che io, come cristiano, non posso assolutamente permettermi si negoziare.

Un pensiero su “Questo sistema uccide l’uomo e, contro questo sistema, due papi, uno dietro l’altro, ci hanno chiamato ad essere rivoluzionari.

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