Perché noi cattolici non possiamo più votare nessuno dei partiti esistenti.

Mi rendo conto che l’affermazione contenuta nel titolo, se non adeguatamente contestualizzata, potrebbe apparire classista.

Forse lo è.

Sicuramente è importante sottolineare da subito che non ho la minima intenzione di sproloquiare circa una irrealistica superiorità politica dei cattolici rispetto ai non cattolici.

Sarebbe una affermazione iniqua, una evidente carenza di umiltà.

Perfino una credenza contraria alla nostra stessa fede.

Semplicemente, per noi cattolici, è tremendamente difficile ottenere una adeguata rappresentanza politica e, di conseguenza, vorrei contribuire con alcune considerazioni all’analisi di questo problema.

Per prima cosa, è opportuno chiedersi se possiamo fare affidamento su qualcuno dei partiti esistenti.

La mia esperienza politica, sia diretta (in SEL, ALBA e M5S) che indiretta (ottenuta attraverso l’osservazione e la discussione del comportamento degli altri partiti), mi porta ad affermare che un cattolico non può affidarsi a nessun Berlusconi, Casini, Fini, Monti, Grillo, Vendola o Renzi in quanto, in cuor proprio, non può pensare che costoro, una volta eletti, rispetteranno i nostri principi irrinunciabili.

Si tratta però di una esperienza empirica di cui vale  la pena di approfondire i meccanismi.

Insomma: è opportuno cercare di capire il perché di tutto ciò.

Ci provo.

Partiamo dalla definizione dei principi non negoziabili proposti da Papa Benedetto XVI.

Essi sono tre:

1. la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale;

2. il riconoscimento e la promozione della struttura naturale della famiglia, come unione tra un uomo e una donna fondata sul matrimonio, e la sua difesa di fronte ai tentativi di far sì che sia giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che in realtà la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo ruolo sociale insostituibile;

3. la protezione del diritto dei genitori ad educare i loro figli.

A mio avviso, è sbagliatissimo limitare la “difesa della vita”, alla sola resistenza nei confronti di aborto ed eutanasia.

Non è scritto da nessuna parte che, per difendere la vita umana, bisogni focalizzare la propria attenzione sul suo inizio e sulla sua fine.

E non è scritto perché sarebbe insensato.

Per i cattolici, la vita dell’uomo è composta da ogni singolo giorno della sua esistenza.

Ed ogni istante di quel giorno deve essere valorizzato da un interazione feconda, amorosa e creativa con i propri fratelli.

Questa considerazione deve essere confrontata con le premesse che hanno portato alla formazione dei partiti di cui i signori sopra elencati sono i leader rappresentanti.

Per prima cosa notiamo che si tratta di partiti nati dalla dissoluzione dei “vecchi” partiti di massa formatisi a valle della seconda guerra mondiale e dissolti negli anni 90 con l’operazione politica denominata “Mani Pulite”.

Non possiamo ignorare che detta operazione fu bagnata dal sangue di coloro che sperimentarono la carcerazione come strumento coercitivo, capace di portarli addirittura al suicidio.

E non dobbiamo dimenticare la gogna mediatica che fu estesa alle intere famiglie di militanti e quadri di partiti le cui strutture richiedevano una feroce erosione (affiancata dall’assorbimento delle dirigenze nel nuovo sistema).

E cosa maturò da tutto questo dolore?

Probabilmente il regime più corrotto dall’unità d’Italia ad oggi che ci guidò in un’era caratterizzata dal dogma dell’efficienza dello stato inteso come necessità di “far quadrare i conti” indipendentemente dalla distruzione della vita dei più deboli (negando di fatto tutti e tre i principi).

Questo regime si estrinsecò in uno strano dualismo.

Da una parte, abbiamo avuto il PD e SEL.

Il PD era partito serio ed impegnato a tenere la gente lontana dalla politica,  intervenire a favore dei grandi poteri finanziari e perdere le elezioni più spesso possibile.

SEL era un partito meno serio, composto da coloro che non avevano trovato posto nel PD, destinato a rimanere sostanzialmente di riserva.

Entrambi questi partiti si sono impegnati a ripulire il panorama della sinistra italiana da qualsivoglia inclinazione favorevole al sociale e si sono ridotti sostanzialmente a due grossi partiti radicali (ovvero liberali, liberisti, libertari, europei, eleganti ed a-etici).

Dall’altra  parte, anche se in alcuni casi nella stessa coalizione, abbiamo avuto una serie di comitati elettorali raccolti attorno alla figura di leader carismatici circondati di gregari.

Forza Italia era il partito più grosso ma altri partiti, raccolti attorno a Monti, Di Pietro, Casini e Fini  funzionavano allo stesso modo.

Questi partiti differivano dal PD per motivi prettamente estetici: come il PD erano liberali, liberisti, libertari ed a-etici, a differenza del PD, presentavano un’estetica più made in Italy (senza però rinunciare al costante asservimento ad interessi esteri) e soprattutto erano molto più popolari ed ineleganti.

Il PD rappresentava gli interessi delle elite dominanti cercando di mantenere una “faccia pulita”.

Gli altri partiti stimolavano il PD rappresentavano gli interessi delle elite dominanti rinunciando ad ogni pudore.

Ecco quindi che l’attività di tutti questi partiti non fu altro che una gara a chi riusciva a generare

  • il massimo asservimento politico nei confronti degli Stati Uniti
  • ed il massimo asservimento economico nei confronti
    • dei grandi gruppi finanziari,
    • delle multinazionali impegnate nell’importazione di beni nel paese
    • e dei potentati che, all’interno del Paese, godevano di condizioni di monopolio.

Ed è inutile dire che questo asservimento ha portato alla violazione sistematica dei tre principi non negoziabili.

Grandi speranza sono state destate dal Movimento 5 Stelle, una entità nuova che sembrava legata a logiche diverse.

Purtroppo, esso è stato immediatamente invaso da valori radicali e si è dimostrato  portatore di valori decisamente anti cattolici.

Si pensi solo all’appoggio della legge anti omofobia (che metteva sostanzialmente fuori legge lo stesso Vangelo ed il Catechismo della Chiesa Cattolica), la proposta di limitare l’obiezione di coscienza nei confronti dell’aborto e la proposta di matrimonio paritario che permetta un pratico accesso all’adozione, alla fecondazione ed alla pratica dell’utero un affitto.

Direi che la mia analisi è completa.

(Manca la Lega… è vero… ma non mi prendo nemmeno la briga di prenderla in considerazione).

Insomma, non possiamo votare nessuno dei partiti esistenti  senza correre il rischio di appoggiare con il nostro voto operazioni per noi moralmente ripugnanti.

Per fortuna, la nostra fede ci impedisce di deprimerci.

Non possiamo quindi fare altro che cercare di appoggiare un soggetto politico nuovo.

Magari uno centrato sulle nostre priorità.

Dobbiamo capire cosa fare.

Nei prossimi articoli cercherò di stilare qualche considerazione che ci aiuti nella nostra ricerca.

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