Dottrine sociali del lavoro: ecco come fare a capire quali sono quelle più rivoluzionarie e pericolose per burattinai che controllano la casta (ed anche alcuni parlamentari a 5 stelle).

Erano caldi giorni d’estate, precisamente il 20 agosto e, standocene a quanto scritto dal titolo del filmato youtube, erano pure le ore più calde del pomeriggio.

Ed ecco che la deputata Tiziana Ciprini del Movimento 5 Stelle si lanciava in un intervento che difficilmente potrà rimanere nella storia della politica italiana.

httpv://www.youtube.com/watch?v=NBb7DvMu1co

La destra cattolica, compiaciuta di un così gentile regalo in vista delle prossime elezioni, ha proceduto alla trascrizione del discorso ed alla diffusione in tutti gli ambienti cattolici.

«Signor Presidente, volevo approfittare di questa calda seduta d’Aula per augurare buon lavoro a Comunione e Liberazione, in questi giorni alle prese con il consueto meeting annuale che ha visto presenziare anche il Premier Letta e una schiera di politici sia di destra che di sinistra, all’insegna dei larghi affari. Colgo l’occasione per chiedere a questi politici, habitué dell’evento annuale, di spiegarci qual è il nesso che collega un movimento religioso ed ecclesiale a esponenti politici e a membri delle istituzione di uno Stato laico. In nome di Dio, ci dicano qual è la potente lobby di politici, imprenditori e banchieri che sta dietro a Comunione e Liberazione, ci dicano quanti e quali sono i politici di destra e di sinistra che devono la loro carriera politica a Comunione e Liberazione. D’altronde i Ministri ciellini sono ben piazzati nei posti strategici per fare affari con i soldi pubblici: opere pubbliche, infrastrutture, trasporti, difesa. Azzardo qualche ipotesi: Comunione e Fatturazione, Commistione e Lottizzazione, è una setta catto-affarista che, attraverso il braccio armato nell’economia, ovvero la Compagnia delle opere, con vergognosa ipocrisia e spudoratezza sfrutta il brand di Dio per perseguire meri interessi concreti, terreni, di natura economica e non certo spirituale, con un giro di affari di 70 miliardi di euro, con 34 mila aziende in rapida espansione in tutta Italia allunga i suoi avidi tentacoli nella pubblica amministrazione, nella sanità, nella scuola, nelle onlus e in tutti quei settori in cui girano finanziamenti pubblici, in una rete di potere che ingloba aziende, ospedali, banche, expo, istituzioni, Chiesa, aziende a partecipazione pubblica, fondazioni. Ebbene, Don Giussani voleva portare la Chiesa nella società. I suoi successori hanno trasformato la Chiesa in una società per azioni, con la benedizione dei politici e non certo con quella di Gesù Cristo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)»
Incuriosito, ho cercato di ripercorrere le attività politiche della Sig.ra Ciprini ed ho trovato un interessante curriculum ed un’altrettanto interessante “dichiarazione di intenti per il parlamento“. Ritengo che, in ogni caso, ella ritenga di aver agito nell’interesse del M5S e non ritenga, come crede il sottoscritto, di aver attivamente contribuito all’alienazione di metà dell’elettorato del Movimento stesso. In ogni caso, rimando a futuri articoli le necessarie considerazioni sull’opportunità di mandare in parlamento persone prive della necessaria  profondità culturale e sensibilità religiosa e mi concentro su un’altra domanda.

Perché tanta acrimonia contro il cattolicesimo e, soprattutto, tanta acrimonia contro la visione cattolica del lavoro?

Da quello che scrive, mi permetto di ritenere che la Ciprini abbia ceduto ai due minuti di odio di orwelliana memoria. Per chi non avesse letto 1984 di Orwell, i due minuti d’odio sono una pratica collettiva esercitata dal governo del Grande Fratello.

httpv://www.youtube.com/watch?v=-zOEdaSthHY

Nel mondo reale, così come nel romanzo di Orwell, questo rituale non è spontaneo. Perché funzioni deve essere eterodiretto. Può essere quindi interessante comprendere perché i servi dell’Aristocrazia Finanziaria (ovvero i nostrani dirigenti del partito del Grande Fratello) trovino così fastidioso il pensiero sociale della Chiesa inerente al lavoro. La dottrina sociale della Chiesa vede il lavoro da una prospettiva diametralmente opposta rispetto alle mentalità liberista e marxista in quanto antepone l’effetto del lavoro sul lavoratore alla necessità di produrre ricchezza. In estrema sintesi, per detta dottrina, il lavoro ha lo scopo di
  • permettere all’uomo di contribuire al Bene Comune,
  • avere cura del creato,
  • sperimentare l’esperienza della creazione,
  • ed intessere relazioni con altri lavoratori.
Va inoltre sottolineata la differente prospettiva con cui vengono considerate le ricchezze le quali, in ottica cristiana, sono considerate un “talento” e cioè un dono di Dio del cui utilizzo a fin di bene si risponderà al momento del giudizio. Ecco quindi che il plus-valore veine bilanciato dalla concezione di una plus-responsabilità la quale, tra l’altro, agisce nei due sensi:
  • da un lato, qualunque lavoratore (dirigenti ed imprenditori inclusi) risponde dei modi con cui ha creato questo plus-valore
  • e, dall’altro, anche quando lo ha guadagnato onestamente e senza danneggiare l’ambiente, risponde comunque dell’utilizzo che ne fa.
Notate che l’anteposizione dei rapporti umani alla necessità di creare profitto, fa sì che imprenditori cattolici preferiscano trattare con altri imprenditori cattolici piuttosto che trattare con persone più aggressive e spregiudicate che, per questo, sono in grado di offrire beni e servizi ad un prezzo inferiore. Questa è una delle motivazioni che ha dato vita alla Compagnia delle Opere. Il comportamento che ne deriva è incomprensibile a coloro che vedono il prossimo unicamente come uno strumento prezzolato per il raggiungimento dei propri scopi. E l’ignoranza permette all’Aristocrazia Finanziaria di focalizzare l’odio di persone come la Ciprini che, per abitudine indotta, interpretano ogni decisione basata su criteri diversi dal massimo profitto come una bestemmia gravissima nei confronti del “Dio Mercato”. Va aggiunto che detto fastidio diviene ancora più marcato per il fatto, da me personalmente sperimentata, che questo modo di gestire il lavoro non diminuisce minimamente la produttività in quanto l’assenza di guerre fra colleghi rende il processo produttivo molto più fluido. E’ evidente come un’eventuale diffusione di questo modo di pensare non può che fare terra bruciata attorno all’Aristocrazia Finanziaria la quale, in nessun modo, può non inquadrare in un questo spazio etico
  • né profitti e compensi superiori alle capacità di creare ricchezza di qualunque figura professionale (tra cui gli stipendi a sei zeri dei super manager);
  • né i consumi smodati e totalmente irresponsabili con i quali si illude di necessitare detti profitti.
E questo modo di pensare sta venendo diffuso. Leggete, per esempio, cosa ha detto Papa Benedetto XVI in occasione del sui messaggio del Papa per la XLVI Giornata Mondiale della Pace.
Nell’ambito economico, sono richieste, specialmente da parte degli Stati, politiche di sviluppo industriale ed agricolo che abbiano cura del progresso sociale e dell’universalizzazione di uno Stato di diritto e democratico. È poi fondamentale ed imprescindibile la strutturazione etica dei mercati monetari, finanziari e commerciali; essi vanno stabilizzati e maggiormente coordinati e controllati, in modo da non arrecare danno ai più poveri. La sollecitudine dei molteplici operatori di pace deve inoltre volgersi – con maggior risolutezza rispetto a quanto si è fatto sino ad oggi – a considerare la crisi alimentare, ben più grave di quella finanziaria. Il tema della sicurezza degli approvvigionamenti alimentari è tornato ad essere centrale nell’agenda politica internazionale, a causa di crisi connesse, tra l’altro, alle oscillazioni repentine dei prezzi delle materie prime agricole, a comportamenti irresponsabili da parte di taluni operatori economici e a un insufficiente controllo da parte dei Governi e della Comunità internazionale.
Anche in quel caso, è emblematico come l’Aristocrazia Finanziaria abbia mosso tutti i suoi media per far passare sotto silenzio il contenuto di quel messaggio (vedete l’articolo “Il Papa, i gay, le occasioni perdute e la capacità di discernere il verosimile dal ridicolo.“). Personalmente, non ritengo che molti degli amici che leggeranno saranno interessati al contenuto di dettaglio della dottrina sociale della Chiesa ma, d’altro canto, tutti coloro che, come me, vogliono opporsi alle logiche economiche imposte nel mondo occidentale abbiano piacere di sapere che
  • da un lato, esistono teorie economico-sociali più nuove delle teorie marxiste e liberiste che si possono adattare ad un mondo privo di risorse infinite e che possono essere prese a spunto per sviluppare ulteriori idee originali,
  • dall’altro, l’efficacia e, quindi, la pericolosità di queste teorie possono essere correlate alla reazione isterica dei servi dell’Aristocrazia Finanziaria nel momento in cui queste teorie vengono presentate.
 

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