Collateral Murder in Iraq by Wikileaks.

di Guido Mastrobuono

Dedico questo filmato a coloro che ritengono che la NATO abbia il diritto (o persino il dovere) di intervenire sulla Siria del quale non gradisce l’attuale classe dirigente.

Lo dedico specialmente a coloro che ritengono che una guerra asimmetrica possa portare pace in un paese occupato da una potenza come gli Stati Uniti.

La guerra asimmetrica originariamente era un’espressione riferita alla guerra tra due o più soggetti (di diritto internazionale pubblico) o gruppi le cui rispettive forze militari differivano in modo significativo. I cultori di scienze militari contemporanei hanno tuttavia la tendenza ad ampliare tale definizione, fino a ricomprendervi l’asimmetria di strategia o tattica; oggi la guerra asimmetrica può indicare un conflitto in cui le risorse dei belligeranti sono diverse nell’essenza e nel combattimento, interagiscono e tentano di sfruttare le debolezze caratteristiche del rispettivo avversario. Tali lotte spesso implicano strategie e tattiche di guerra non convenzionale, in cui i combattenti “più deboli” cercano di usare una strategia in grado di compensare le proprie carenze quantitative e qualitative.

Nella mitologia, ricordiamo il caso di Davide che sconfisse Golia non affrontandolo sul suo stesso piano, ma usando una modalità inattesa dal nemico.

(da Wikipedia)

La guerra asimmetrica implica che l’esercito di potenza superiore occupa un territorio nel quale le forze resistenti si confondono con la popolazione e portano avanti attacchi improvvisi e devastanti.

La conseguenza è ce le truppe di occupazione diventano paranoiche.

Ne risultano così tante piccole scene di violenza quotidiana come quella rappresentata in questo video di cui segue una breve sinossi.

Il video riguarda l’uccisione di Namir Noor-Eldeen, 22 anni, fotoreporter della Reuters (considerato uno dei migliori fotoreporter di guerra in Iraq) e il suo autista Saeed Chmagh, risalente al 12 luglio 2007. Le immagini, diffuse da Wikileaks 3 anni dopo l’accaduto, mostrano la dinamica dal punto di vista di uno degli elicotteri che parteciparono all’assalto, con la trascrizione dei dialoghi tra i marines coinvolti nella vicenda. Fino al minuto 2:46 c’è un riassunto dei fatti, poi iniziano le riprese; la raffica fatale è intorno al minuto 4:40, ma è interessante vedere le riprese fin dall’inizio per capire l’approccio dell’esercito statunitense. Dopo il primo attacco, Saeed Chmagh si trascinerà moribondo (minuto 7:49 circa), per poi essere soccorso da 3 uomini accorsi su un furgoncino (9:13), mentre vengono tenuti sotto mira da un elicottero “Come on, let us shoot!” (9:38), che sparerà non appena ottenuto il permesso (10:13). Non solo il videoreporter e il suo autista rimasero uccisi nell’attacco, ma anche alcuni civili tra i quali dei bambini.

(decrizione tratta da http://youmedia.fanpage.it/video/aa/UhTY6-SwthNOyl1n)

E’ importante ascoltare ciò che viene detto dall’equipaggio dell’elicottero Apache prima di procedere allo sterminio un gruppo di civili iracheni in quanto, a mio avviso, mostra come gli avieri siano effettivamente convinti di vedere armi in mano agli iracheni.

Questa secondo me si chiama paranoia omicida.

Ora alcuni pensano bene di mandare questa gente a salvare la Siria.

http://www.youtube.com/watch?v=nH5vaaarpqk

Trovo illuminante la frase dei due americani quando si sono resi conto di aver ferito due bambini.

Well it is their fault for bringing their kids into a battle.
Right.

“Beh, è colpa loro se portano i loro bambini in battaglia” dice auto-assolvendosi il pilota americano.

No!

E’ un po’ anche colpa mia.

Perché a quei tempi mi sono bevuto la balla delle armi di distruzione di massa.

E ci ho creduto perché volevo crederci.

Beh

Ora non voglio crederci più.

Voi?

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