Un sogno ed un metodo. Perché il Movimento 5 Stelle non può deviare da ciò che è.

Senza titolo

All’inizio, ho dato il mio voto al Movimento 5 Stelle perché, per far alzare dalle loro poltrone i signori dal PD e/o del PDL, l’unico modo era di farci sedere qualcun’altro.

Devo dire che questa scelta non mi ha deluso in quanto l’effetto è stato ancora più distrutti vo quanto mi aspettassi.

Non solo il PD è stato costretto a fare un governo con il PDL, gettando giù una maschera che, oramai, aveva del grottesco.

Soprattutto, ora, giorno per giorno, questi parlamentari stanno proponendo quei provvedimenti che tutti aspettavamo da anni e gli eletti del PD, come un sol uomo, a si affrettano ad opporsi punto a punto.

Ecco che quindi, grazie agli eletti a 5 stelle, si può dire che il re piddino è oramai definitivamente nudo e questa è obiettivamente una vittoria politica.

D’altro canto, dopo un po’, la curiosità su questo movimento mi ha spinto a capire meglio di cosa si trattasse.

Andando in giro per il blog di Grillo, trovo una prima definizione:

“Il MoVimento 5 Stelle è una libera associazione di cittadini. Non è un partito politico nè si intende che lo diventi in futuro. Non ideologie di sinistra o di destra, ma idee. Vuole realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità dei cittadini il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi.”

Poi vado sul cosiddetto non-statuto e trovo:

ARTICOLO 4 – OGGETTO E FINALITÀ
Il “MoVimento 5 Stelle” intende raccogliere l’esperienza maturata nell’ambito del blog www.beppegrillo.it, dei “meetup”, delle manifestazioni ed altre iniziative popolari e delle “Liste Civiche Certificate” e va a costituire, nell’ambito del blog stesso, lo strumento di consultazione per l’individuazione, selezione e scelta di quanti potranno essere candidati a promuovere le campagne di sensibilizzazione sociale, culturale e politica promosse da Beppe Grillo così come le proposte e le idee condivise nell’ambito del blog www.beppegrillo.it, in occasione delle elezioni per la Camera dei Deputati, per il Senato della Repubblica o per i Consigli Regionali e Comunali, organizzandosi e strutturandosi attraverso la rete Internet cui viene riconosciuto un ruolo centrale nella fase di adesione al MoVimento, consultazione, deliberazione, decisione ed elezione.
Il MoVimento 5 Stelle non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro. Esso vuole essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi.”

Quindi vado a dare un’occhiata al programma e, nella sezione, Stato e Cittadini trovo una importante premessa:

“L’organizzazione attuale dello Stato è burocratica, sovradimensionata, costosa, inefficiente.
Il Parlamento non rappresenta più i cittadini che non possono scegliere il candidato, ma solo il simbolo del partito. La Costituzione non è applicata. I partiti si sono sostituiti alla volontà popolare e sottratti al suo controllo e giudizio.”

Nel seguito del programma, vedo una serie di proposte mirate a depotenziare la concentrazione di potere in mano alle consorterie politiche.

Quindi cosa è questo Movimento 5 Stelle?

Secondo me è un movimento rivoluzionario che vuole cambiare il modo in cui questa società vine governato per mezzi dell’introduzione di una democrazia liquida.

Ecco la definizione di wikipedia di “democrazia liquida”:

La democrazia liquida è un modo di esercizio della democrazia nella quale i cittadini possono decidere in che forma esercitare il proprio potere politico, scegliendo, nella massima libertà, se esercitare in prima persona il proprio potere politico, o se delegarlo a un suo rappresentante di fiducia (il delegato). La democrazia liquida integra sia i concetti di democrazia diretta, sia quelli di democrazia rappresentativa.
La chiave per interpretare questa tipologia di democrazia sta nella massima libertà di scelta dell’esercizio del diritto politico: il cittadino sceglie come, quando, e su cosa farsi rappresentare.

Il progetto, secondo me, è meritevole di supporto.

Non dico che questa sia l’unica soluzione.

Non dico che essa funzionerà.

Dico però che altre soluzioni, in giro, francamente non ne vedo.

Quindi vale la pena di spingere in questa direzione.

D’altro canto noto che, all’interno del movimento romano, ci sono molte persone che non sono della mia stessa idea.

Alcuni stanno cercando di creare una struttura nella quale una sorta di “dirigenza”, magari composta da coloro che partecipano maggiormente alle riunioni, conti più degli altri.

L’effetto di questa operazione si vede nel tentativo di organizzare una sorta congresso laziale dove “gli eletti” abbiano una maggiore possibilità di parola allo scopo di garantire una maggiore efficienza.

Ma quale efficienza? – mi chiedo.

Quella del PD?

Altri ritengono che i parlamentari abbiano diritto di “completare” il programma o di organizzare alleanze.

Qualcuno ritiene che gli eletti possano persino rimangiarsi gli impegni presi.

Alcuni arrivano persino ad arrogarsi il diritto di estendere il programma così, per silenzi assenso, aggiungendovi parti (inerenti tra l’altro temi estremamente sensibili) perché nel loro giro di amici (accuratamente selezionati) nessuno si oppone.

A costoro io chiedo: se abbandoniamo questo percorso, a noi, che rimane?

Prima di entrare nel movimento, sono entrato in contatto con diversi movimenti / partiti di “delusi dal PD” che erano accomunati solamente dalla ferrea convinzione di essere “antropologicamente” migliori degli altri.

Quando mi chiedevo da dove provenisse questa maggiore qualità antropologica la risposta non è mai stata soddisfacente ed alla fine, il dubbio veniva fugato dall’emersione di un gruppo di “dirigenti in erba” che, pretendendo di essere “più uguali degli altri”, facevano fuori ogni possibile concorrenza e si mettevano al comando di un partitino senza più alcun senso di esistere.

Nel Movimento 5 Stelle esiste una risposta.

Che ci rende meglio degli altri?

Un sogno ed un metodo.

Il metodo è una e-democracy di tipo liquido. Il sogno è che essa funzioni.

Questo sogno prevede che gli eletti siano semplici portavoce.

Se questi si “montano la testa” e pretendono di poter “interpretare” il pensiero della base e trascendere i limiti del programma, semplicemente il metodo salta.

Ora, alcuni avventori di questo forum propongono di abbandonare il metodo, e quindi il sogno.

Quindi mi viene da chiedere loro: che ci proponete in cambio?

Perché, per ora, io non ho visto nulla.

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Un pensiero su “Un sogno ed un metodo. Perché il Movimento 5 Stelle non può deviare da ciò che è.

  1. Giulio Di Santo

    Mi preoccupa l’e-democracy, ricordo un episodio in cui, grazie all’unanimità della folla, un povero Cristo (è il caso di dirlo) è stato condannato ad una morte orrenda e un bandito, un violento, è stato liberato… Pensi che cose di questo genere accadano così di rado? Quant’è vicina la parola “folla” alla parola “follia”? Ho paura della folla, perchè spesso, se non sempre, va a finire tutto in un bel sacrificio….

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