La vera laicità come base di una società giusta. La finta laicità come veicolo di oppressione. La riscoperta dei valori fondanti della nostra democrazia.

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Sento il bisogno di spendere questo articolo a favore della laicità.

La laicità è uno dei valori fondamentali che ha permesso la creazione degli stati democratici moderni ed è una precondizione per qualsiasi attività politica realmente feconda.

Penso che sia proprio questo il motivo per cui essa è stata una delle vittime predilette dei profeti del bi-pensiero che hanno utilizzato ogni strumento disponibile per minarne le basi.

Ed, alla fine del malevolo trattamento, la laicità è stata mutata e, dopo aver smesso di essere uno strumento di progresso e convivenza, è divenuta un totem con il quale percuotere qualunque pensatore che si rifiutasse di accomodarsi sulle linee di non-pensiero tanto care all’Aristocrazia Finanziaria.

Per questo sento il bisogno di mettere un po’ d’ordine.

Correvano gli anni del diciassettesimo secolo e l’europa era percorsa da guerre sanguinose “ufficialmente” giustificate dalla necessità di imporre la “vera” fede.

Si parlava naturalmente di fede “cristiana” ignorando che detto comportamento contravveniva a quanto affermato da Gesù cristo sulla via di Gerusalemme.

Questa incoerenza, però, agitava i cuori di nobili e borghesi (ovvero di coloro i quali avevano abbastanza tempo, fondi, cultura da permettersi il lusso di affrontare domande esistenziali).

Questi personaggi iniziarono a riunirsi in circoli concepiti allo scopo di permettere una discussione inter religiosa.

Questi circoli, progressivamente, si appropriarono del mito fondante delle confraternite di liberi muratori dando origine alla moderna massoneria.

Perché vi sto tediando con la nascita delle prime logge a cavallo tra sei e settecento?

Semplicemente perché quello è stato il luogo in cui, per la prima volta, si è sentita la necessità di convivere tra persone di diverse idee politiche e religiose e dove, sempre per la prima volta, si è sentita la necessità di codificare regole che permettessero la convivenza civile garantendo, al tempo stesso, la fecondità intellettuale.

E ciò permise la nascita di quegli ideali che hanno esondato come un fiume in piena, in tutti i secoli successivi.

Questi ideali erano principalmente quattro.

Il primo era la tolleranza e cioè la necessità di riconoscere al prossimo uno spazio per la propria crescita umana, politica ed intellettuale.

Il secondo era la libertà e cioè la necessità, per ognuno di noi, di percorrere strade nuove, magari anche sbagliate, ma potenzialmente generatrici di nuove esperienza e conoscenza.

Il terzo era l’uguaglianza e cioè l’assenza di pregiudizi e di ostacoli che impediscono lo sviluppo di ciascuno.

Il quarto, infine, era la fraternità, e cioè la coscienza del legame che unisce tutti gli uomini, delle responsabilità degli uni nei confronti degli altri, e della illiceità di qualsivoglia discriminazione.

Questi quattro concetti furono sviluppati da uomini intelligenti e coraggiosi che, per mezzo di essi, hanno generato il pensiero laico il quale, ha sua volta, ha rivoluzionato il mondo introducendo, nel panorama politico mondiale, prima la democrazia e poi il socialismo.

E questi quattro concetti sono da sempre attaccati da coloro che vogliono un mondo basato sull’odio e sull’ingiustizia.

Le persone di questo genere sono tantissime: oltre ai corrotti, i quali sperano di mantenere quelle condizioni da cui traggono vantaggio, ci sono tutte quelle persone astiose che sperano di bilanciare l’ingiustizia con una ingiustizia uguale e contraria fatta di processi sommari, violenze e spoliazioni.

Queste persone, violente ed anti democratiche, sono il peggior ostacolo verso qualunque miglioramento della società in quanto si insinuano nelle forze pulite e resistenti e le minano dall’interno rendendole identiche ai mostri che stanno combattendo.

E queste persone odiano la laicità con tutte le loro forze in quanto essa propone una equidistanza (ed un amore) tra fratelli e nega tutti i loro desideri di rivalsa.

In aiuto a questi rancorosi finti rivoluzionari si è prontamente schierata l’Aristocrazia Finanziaria la quale ha messo a disposizione tutti i suoi media in un’operazione di bi-pensiero mirata a snaturare lo scomodo concetto di laicità.

Il cuore di questo attacco é basato sull’assunzione che essere laici voglia dire essere anti-cattolici.

Successivamente, sono stati creati una serie di argomenti tabù i quali non potevano in alcun modo essere discussi.

Per gli eretici, era previsto il reato di lesa laicità che poteva comportare, per chi lo commetteva, la perdita del riconoscimento della propria umanità.

A quel punto, si é proceduto allo schieramento di una serie di profeti atei (definiti impropriamente ma volutamente “laici”).

E’ stata assegnata loro la qualifica di “scienziati” o “razionalisti” al solo scopo di implicare l’assenza di quelle qualifiche nei confronti di coloro non condividessero le loro idee.

A quel punto il setting era pronto, ed é bastato far proclamare a questi «scienziati» le teorie più varie.

All’inizio di questo secolo si è pensato bene di introdurre teorie razziali (che hanno permesso gli orrori del colonialismo e svariati olocausti).

Oggi, vanno molto di moda le teorie che prevedono la dissoluzione del tessuto connettivo della società (cioè le famiglie naturali), la dissoluzione delle identità personale (partendo dall’identità culturale e di genere), la negazione della fratellanza come principio fondante dell’etica (sostituendola con una teologia della deregolamentazione e della concorrenza (intesa come vittoria del più forte)).

Contro questo assalto abbiamo solo due armi: la resistenza e la memoria.

La resistenza non è altro che il coraggio di dire NO!

Il coraggio di continuare a denunciare ciò che é male, ciò che é male, ciò che è sbagliato e ciò che è ingiusto.

La memoria é legata alla coscienza del fatto che i concetti possono essere superati ma non possono evolvere.

In altre parole, se la laicità era una cosa, non può diventarne un’altra solo perché qualche sepolcro doveva essere imbiancato per sembrare una reggia.

Questo articolo è stato scritto per stimolare la memoria e per affermare la mia convinzione che, senza laicità, intesa nel suo significato iniziale, non potremo mai costruire nulla di buono.

Soprattutto, non potremo mai costruire nulla di nostro.

Saremo infatti sempre schiavi sia delle nostre debolezze morali che, e soprattutto, di coloro che se ne vogliono servire per fare i propri comodi.

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