Ecco come la legge sull’omofobia contribuisce alla segregazione degli omosessuali al solo scopo di rendere illegale il pensiero… qualunque pensiero.

di Guido Mastrobuono

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1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, anche ai fini dell’attuazione dell’articolo 4 della convenzione, è punito:

a) con la reclusione fino a un anno e sei mesi chiunque, in qualsiasi modo, diffonde idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o motivati dall’identità sessuale della vittima;

b) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o motivati dall’identità sessuale della vittima;

Pare il minimo contro gli omofobi: non è vero?

Però non riguarda solo gli omofobi.

Chi è che, in qualsiasi modo, diffonde idee?

Chi comunica, chi racconta, chi parla, chi discute?

Ah… si… i blogger.

Ah… si… quelli che commentano i blog, e partecipano ai forum.

E devono essere necessariamente d’accordo con dette idee?

No.

Per diffondere basta esporre.

Non è mica necessario appoggiare un’idea.

Quindi non si può più parlare male degli omosessuali? No, non solo.

Non si può più nemmeno parlare bene degli omosessuali in quanto anche questo è un atteggiamento “discriminatorio”.

Ebbene sì, la discriminazione è anche positiva.

Ecco quindi che la legge contro una fobia ne genera un’altra.

Se un omosessuale entrerà nella nostra vita noi, vergognandoci, desidereremo mutamente che scompaia.

Mi dispiace caro, ma tu metti a rischio un anno e mezzo della mia vita, penso che perderò il tuo numero di cellulare.

Non posso permettermi che tu, in un moto isterico, decida di denunciarmi. Chi li paga poi gli avvocati?

E gli amici gay diventeranno uno status symbol: li avrà solo chi se li può permettere.

E se li potrà permettere solo chi sta al di sopra della legge.

Gli altri no.

Gli altri, non conoscendoli, si limiteranno solo ad odiarli.

E la cosa bizzarra è che tutta questa ingiustizia non sarà nemmeno sufficiente.

Nella legge pro omofobia si parla infatti anche di religione, razza, etnia, nazionalità.

Ed è lì che volevano arrivare.

Il campo minato diviene sempre più fitto e si delinea il viso del bambino che ci si deve ammazzare sopra.

Molto semplice amici miei: questo bambino si chiama PENSIERO.

Tutto il pensiero.

Senza alcuna discriminazione.

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