Come mi sono convinto che esistono associazioni che vogliono semplicemente farci stare zitti.

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Ieri mattina, davanti al Parlamento, ho partecipato al Flash mob per dire no alla legge che imprigiona la libertà di opinione sulla sessualità.

“In piazza per riscrivere la legge”; “L’omofobia non si contrasta limitando la libertà”; “No, alla nuova inquisizione”; “La violenza è sempre sbagliata”; “No, al dogma del gender”; “Punire l’omofobia, rispettare le opinioni”: sono stati alcuni degli slogan che hanno animato la manifestazione organizzata stamane in piazza Montecitorio dal Movimento apartitco e aconfessionale UominiDonneBambini, che ha riunito davanti al Parlamento oltre 200 persone imbavagliate e incatenate in segno di protesta per il ddl contro l’omofobia e la transfobia.

La manifestazione prevedeva che stessimo fermi, imbavagliati, con cartelli in mano.

C’erano famiglie con bambini.

Producevamo un suono: intonavamo una sorta di hom.

Dopo un po’ ho notato che, davanti alla manifestazione si erano raccolti un gruppo di ragazzi.

Da quanto ho scoperto dopo erano rappresentanti del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli.

Il giorno prima, una mia collega che fa parte di un’associazione di genitori di omosessuali mi aveva detto che li avevano contattati per fare un “incursione” al nostro flash mob ma la sua associazione si era rifiutata.

Io, quella sera, ho dormito preoccupato. Ma quando decidi di impegnarti per un diritto fondamentale non puoi nasconderti in casa tua e poi guardare in faccia tua moglie.

Ad un certo punto, due di questi ragazzi hanno iniziato a baciarsi.

La persona che conduceva il flash mob ha ordinato il dietro front e noi ci siamo girati di 180 gradi dando loro le spalle e lasciandoli alle loro effusioni.

Chiaramente, a quel punto, non ho più avuto quei gentiluomini nel mio campo visivo.

Però li udivo insultare uno dei nostri che si trovava, a quel punto, nell’ultima fila.

“Pezzo di merda.” ” Fascista di merda”

I giornalisti sono accorsi verso di loro che hanno potuto mettere in scena il loro teatrino.

Repubblica ha potuto scrivere:

Momenti di tensione e scontro verbale fra appartenenti al gruppo “Uomini donne bambini” – contrario alle presunte limitazioni alla libertà d’espressione che il progetto di legge contro l’omofobia introdurrebbe – e un gruppo di ragazzi e ragazze del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. Vivace battibecco anche fra i ragazzi e la parlamentare del Pdl Eugenia Roccella, che era insieme ai detrattori della legge

Ed ha pubblicato un video (disponibile qui) che mostra chiaramente la reazione pacifica dei componenti di uominidonnebambini.

Abbiamo aumentato il volume del nostro hom ed abbiamo coperto la loro cattiveria.

Ieri sera, sul forum del Movimento 5 Stelle di Roma appare un post che riportava

Abbiamo appena ricevuto notizia da Valentina Vandilli, attivista del gruppo Rainbow5Stelle ed organizzatrice dell’evento “Roma contro l’omofobia e la transfobia”(*), che lei ed un altro nostro iscritto sono stati aggrediti con insulti e strattoni da alcune persone presenti stamane in piazza Montecitorio alla manifestazione contro la proposta di legge antiomofobia (proposta appoggiata dal gruppo M5S alla Camera).
Tra i manifestanti sarebbe stato presente un altro iscritto al MoVimento.

Il gruppo Rainbow5Stelle esprime a Valentina ed all’altro nostro iscritto massima solidarietà.

(*) Ricordo che l’iniziativa di oggi, alla quale sono invitat* tutt* coloro che hanno a cuore la libertà ed i diritti, si terrà dalle ore 18.00 alle ore 22.00

Io ho cercato di raccontare come sono andate le cose e chi erano, in realtà, gli aggrediti ma, a dispetto dell’ovvietà della situazione, l’attenzione è stata poca.

Rielaborando la situazione, però, ho sentito dentro di me montare il veleno.

Mi sto infatti rendendo conto che questi signori non sono una parte oppressa della nostra società: sono, in realtà, una parte opprimente.

Mi spiego meglio.

Io non ho mai maltrattato un omosessuale.

Al contrario mi sono attivato per far valere i loro diritti.

Ora, in loro nome, fanno una legge che rischia di ledere i miei.

Dico che non sono d’accordo.

E questi, invece di ascoltare le mie ragioni, fanno tutto ciò che possono per farmi stare zitto.

In questo caso, quindi, mi è apparso evidente che i signori del Circolo Mario Mieli e del gruppo Rainbow5Stelle non sono interessati a tutelare gli omosessuali: sono invece interessati ad utilizzare tutti gli omosessuali come paravento per coprire un tentativo di azzittire tutti gli altri.

E si tratta di una repressione basata sul carcere a cui far seguire adeguata rieducazione.

Sono contento di non essere stato picchiato.

I signori del Circolo Mario Mieli e del gruppo Rainbow5Stelle, dopo aver fallito un patetico tentativo di scioccarmi si sono limitati ad insultarmi ed è andata bene.

Infatti, in genere, ci vuole negare libertà fondamentali, finisce per usare bastoni, olio di ricino, manette e pistole.

Quindi ieri è andata bene.

Mi domando solo come andrà domani.

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