“Si può fare”. Un film. La storia dell’impegno eroico di ognuno di noi. La proiezione di lunedì nell’ambito delle Benedette Serate.

di Guido Mastrobuono

Giulio Manfredonia

Domani sera (Lunedì 10 Giugno) sarò chiamato a presentare il film “Si può fare” che verrà proiettato nell’ambito della manifestazione Benedette Serate (a Roma, nel chiostro della Parrocchia di San Benedetto al Gazometro, Via del Gazometro 23, Ore 21).

“Si può fare” è un film del 2008 diretto da Giulio Manfredonia, scritto dal regista con Fabio Bonifacci, autore anche del soggetto, ispirato alle storie vere delle cooperative sociali nate negli anni ottanta per dare lavoro ai pazienti dimessi dai manicomi in seguito alla Legge Basaglia, in particolare a quella della cooperativa “Noncello” di Pordenone. Il film è dedicato alle oltre 2.500 cooperative sociali esistenti in Italia e ai 30.000 soci diversamente abili che vi lavorano.

La storia si svolge a Milano, nei primi anni ’80 quando Nello, un sindacalista ritenuto scomodo all’interno del sindacato dalle idee troppo avanzate, viene allontanato e “retrocesso” al ruolo di direttore della Cooperativa 180, un’associazione di malati di mente liberati dalla legge Basaglia e impegnati in (inutili) attività assistenziali.

Trovandosi a stretto contatto con i suoi nuovi dipendenti e scovate in ognuno di loro delle potenzialità, decide di coinvolgerli in un lavoro di squadra.

Andando contro lo scetticismo del medico psichiatra che li ha in cura, Nello integra nel mercato i soci della Cooperativa con un’attività innovativa e produttiva.

(vedete anche http://www.mymovies.it/film/2008/sipuofare/ e http://it.wikipedia.org/wiki/Si_pu%C3%B2_fare_(film)).

E fin qui si è parlato di cinema.

Ora parliamo di noi.

Parlo di noi cittadini e lavoratori italiani del 2013, nel mezzo di una crisi senza fine, e di tutti coloro che non perdono occasione di puntualizzare il fatto che i nostri diritti sociali sono un peso per una società che non riesce a “far quadrare i conti”.

Il film che proietteremo lunedì sera parla di noi.

Parla di noi che abbiamo la possibilità di essere come Nello, quando ci rifiutiamo di accettare supinamente le imposizioni di una società che vuole convincere i cittadini che sono “scarti”.

E facendo ciò, riusciamo persino ad usare il nostro impegno e la nostra fede per dimostrare che, su questa terra, non esistono scarti: esistono solo classi dirigenti incapaci di riconoscere e valorizzare i tesori che compongono la creazione.

E parla anche di noi che abbiamo la possibilità di essere come i ragazzi della Cooperativa 180, capaci di emanciparsi con l’umiltà, il lavoro delle loro mani, e il coraggio di superare le loro paure.

Noi facciamo tutto con gli scarti, noi siamo una cooperativa di scarti.
(da un dialogo del film)

Non importa quanto i rischi possano essere grandi: noi siamo tutti qui per percorrere una strada.

Noi siamo stati fatti per percorrere una strada.

Il rischio più grande è rimanere accucciati in un cantuccio buio per paure di mostri di potrebbero essere nascosti delle pieghe buie del nostro percorso.

I momenti bui esistono. E’ vero.

Però nessuno di essi è nero come il cantuccio nel quale i cattivi consiglieri vogliono farci morire acquattati.

Nello è un uomo di Fede.

Probabilmente non si tratta della nostra fede.

Però la fede (tutta la fede) smuove le montagne.

Questo film ce lo ricorda.

Perché questo film è un esempio di vera Arte che, in quanto tale, se riesce a parlare al nostro cuore, parla di noi in ogni tempo ed ogni condizione.

Quindi è il caso di guardare attraverso questo film e comprendere quali sono i tesori che esso ci può donare.

Allo stesso tempo, nello spirito delle Benedette Serate, voglio proporvi anche la possibilità di non guardarlo, bere un sorso di vino e chiacchierare con il vicino di tavolo che, magari, avete conosciuto la sera stessa.

Infatti, nella parrocchia di San Benedetto non ci sono organizzatori di eventi che cercano pubblico: ci sono cittadini e fedeli che cercano di restituire al quartiere di Ostiense un punto di incontro.

Nel chiostro di San Benedetto non ci devono essere spettatori: ci devono essere persone che si incontrano e formano una comunità.

Il film di di domani sera è solo un argomento, un ponte tra persone che scopriranno il piacere di confrontarsi con il prossimo, di essere comunità e di fare cose assieme.

Quindi vi auguro buona visione, buon ascolto e, soprattutto, buona condivisione.

http://www.youtube.com/watch?v=yjRKbO5m-TU

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