SEL… ovvero… come un partito di sinistra può suicidarsi nel giro di una legislatura ed arrivare cadavere alle uniche elezioni che avrebbe potuto vincere.

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Negli ultimi anni ho avuto esperienza di tutti i comportamenti «politici» dell’opposizione italiana situata a sinistra del Partito Unico di Governo ed é quindi arrivato il momento di fare un po’ di confronti tra i comportamenti dei diversi partiti.

Alla fine di questa serie di articoli avrò messo a confronto le tre realtà che conosco che sono SEL, ALBA, ed il Movimento 5 Stelle.

In questo articolo parlerò di SEL.

SEL é un partito strutturato e raccolto attorno la figura mediatica del governatore pugliese Nichi Vendola.

Parlo di figura mediatica e non carismatica per il fatto che, da quanto ho potuto vedere, l’on. Vendola non riscuote assolutamente la simpatia della base militante (e soprattutto dei quadri e dei dirigenti del suo partito) che, seppur desiderando di usarlo come totem per attirare voti, non gli riconoscono alcuna autorità.

Inoltre, le sezioni di SEL sono isole distinte tra loro e difficilmente dialoganti.

Pensate solo che, quando ho deciso di iscrivermi ad una sezione di SEL, mi é capitato di sbagliare sezione in quanto, nello stesso stabile, albergavano due sezioni distinte che non si fondevano perché incapaci di trovare una sintesi comune.

Le differenti provenienze politiche (corrispondenti alla quasi totalità dei partiti della diaspora dal vecchio Partito Comunista Italiano) fanno sì che i militanti delle diverse sezioni condividano unicamente le metodologie necessarie ad isolare la base (e quindi la cittadinanza) dalle leve del potere privandola in quel modo di ogni sovranità.

Le sezioni di SEL esistono ed, in alcuni casi hanno lunga e gloriosa storia a tradizione.

D’altro canto, oramai, i militanti di queste sezioni sono gruppi chiusi in sé stessi che accolgono con diffidenza i nuovi entrati.

Soprattutto, le sezioni mettono in campo svariati meccanismi per evitare che i nuovi entrati accedano, in alcun modo, alle cariche che permettano loro di impattare nella vita delle sezioni.

Il più classico dei metodi consiste nel non effettuare mai le elezioni interne che portano alla sostituzione dei segretari.

Capita spesso che i dirigenti di SEL mostrino virulente crisi allergiche generate dalla semplice eventualità di effettuare un congresso.

In questo, quindi, i dirigenti di SEL parlano la stessa lingua, applicano le stesse metodologie, e si capiscono perfettamente con gli altri partiti generati dai quadri del vecchio PCI (che sono il Partito Democratico ed il Polo della Libertà).

I voti di tutti e tre questi partiti sono ottenuti essenzialmente per suggestione mediatica oppure per meccanismi clientelari.

La suggestione mediatica si basa sulla presenza di una figura mediatica di riferimento (presenti nel PDL e SEL) ed una campagna denigratoria nei confronti dei leader degli altri due partiti.

Il PD, al posto del leader, dispone di una presupposta continuità con un partito comunista di cui non condivide, nella realtà, più nulla.

D’altronde, quando si parla di suggestione mediatica, non è necessario fare riferimento tanto ad una realtà quanto ad un immagine.

Ecco quindi che la presunta discendenza dallo storico alleato della Russia Sovietica permette di far riferimento al capitale culturale di un partito che ha costituito una delle colonne portanti di quella Resistenza che ha portato alla stilatura della nostra Carta Costituzionale.

Il fatto che poi, al giorno d’oggi, il partito più vicino alla Russia sia il PDL ed i precetti politici del PD siano praticamente coincidenti a quel liberismo criminale e selvaggio contro cui Lenin aveva fatto la sua rivoluzione, conta poco.

Decisamente poco.

La realtà delle cose, in generale, é talmente ininfluente nel mondo politico-mediatico italiano del terzo millennio da rendere possibile che si imputasse al Movimento 5 Stelle la sua mancata disponibilità a rinnegare impegni presi con gli elettori poche settimane prima.

Questa infatti era la proposta del PD nei primi giorni della corrente legislatura.

D’altronde, la suggestione mediatica è puro show business parla alla pancia e non alle menti dei cittadini.

E la pancia non ha occhi.

Ha solo appetiti.

Il clientelismo è invece uno strumento più pratico e pragmatico per l’ottenimento di voti.

Molto lontano dalle leggendarie consegne di scarpe destre, in attesa della consegna delle sinistre dopo le elezioni, il clientelismo si basa sulla definizione di una complessa rete di ingiustizie per la quale i fornitori di beni e sevizi allo Stato possono sperare di veder pagare le loro fatture solo a seguito dei buoni uffici del politico di turno.

Questo metodo, mutuato dalle tecniche mafiose, é molto efficace in quanto permette di trasformare le proprie vittime in agguerritissimi supporters.

Se tu combatti per me, io ti darò ciò che è tuo.

Se no, io te lo tolgo.

Per imprese ed associazioni, l’elezione del politico di riferimento é una questione di vita o di morte.

Questa é la ragione per cui mi trovo a suggerire agli attivisti del Movimento 5 Stelle di non aggredire i clientes nemmeno nei discorsi elettorali.

Sono infatti «clienti» tantissimi cittadini che temono di perdere il proprio stipendio a seguito del tramonto de politico su cui hanno puntato per veder riconosciuto un lavoro onestamente svolto.

Punire le vittime non é un comportamento premiante dal punto di vista elettorale e ciò é tanto più vero quando ci si trova all’opposizione.

Allo stesso tempo, le campagne di allontanamento dei cittadini dal voto, rendono sempre più premianti le pratiche clientelari.

Nella fattispecie, mentre il PD ed il PDL utilizzano queste tecniche su grande scala e con grande dispendio di risorse statali, SEL riesce a monopolizzare l’appoggio di realtà meno esose quali le associazioni che necessitano di fondi municipali, provinciali o regionali per portare avanti il loro lavoro.

Mentre il PD ed il PDL distribuiscono i milioni, SEL distribuisce quantità di denaro dell’ordine delle migliaia di euro.

Incredibilmente, può persino capitare che i partecipanti a questa transazione non si rendano nemmeno conto di partecipare ad un meccanismo che mina l’equità democratica del paese.

Siamo infatti talmente inquinati da vent’anni di «berlusconismo» da faticare a renderci conto che, anche se utilizziamo fondi statali per fornire effettivamente un servizio, il semplice fatto di averli ricevuti perché conoscevamo l’assessore di turni ci pone all’interno di un meccanismo clientelare.

Questa mancata comprensione del fenomeno rende inefficace l’opposizione dell’unica entità politica che lo combatte (ovvero il Movimento 5 Stelle) la quale non si sta minimamente organizzando per mettere in campo quel poderoso apparato di formazione ed informazione collettiva che sarebbe necessario a combattere un fenomeno più sociologico che criminale.

Il tramonto definitivo della credibilità politica di SEL si è avuto con il matrimonio elettorale con il PD segnato dalla farsa delle primarie.

Già, per un partito che vorrebbe essere di sinistra, il semplice tentativo di presentarsi assieme ad un partito che ha entusiasticamente votato l’abrogazione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori dovrebbe costituire causa automatica per l’auto scioglimento.

Però si è voluto fare di più e di meglio e così si è deciso di imporre l’obbligo, per chiunque volesse votare alle primarie, di sottoscrivere la bontà della macelleria sociale imposta da monti divenendo politicamente corresponsabile dello criminale scempio di quanto restava dello stato sociale italiano.

Il risultato di questa svendita degli ultimi scampoli di anima residua è stato questo sostanziale “appoggio esterno-opposizione gentile” ad un governo Berlusconi pudicamente imbellettato dalla presenza di uno dei due (indistinguibili) Letta.

Quello giovane.

Quello che fa parte del gruppo Bindelberg.

Quello che al nascente governo Monti ha girato un pizzino con il quale si è messo a disposizone per “qualsiasi cosa” (ed in quello, in effetti, è stato di parola).

Per chiudere questo articolo voglio parlare della parte bella di SEL e cioè la sua base.

Persone per bene che credono in ciò che fanno.

A volte, quando incontro i miei amici di SEL, non ho il coraggio di dire loro ciò che penso del partito a cui dedicano il loro impegno.

Purtroppo però, se non si decidono a prendere per il collo i loro dirigenti continueranno a dare supporto a quella terza gamba occulta del governo Letta che sta agendo attivamente per la distruzione definitiva di questo paese.

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