Di nessuno si può dire che non vale nulla.Ecco perchè, in questi giorni, il Movimento 5 Stelle si gioca il senso storico ed il diritto ad esistere.

Anime perse

In questi giorni si è messo in scena lo psicodramma generato dalla Senatrice Gambaro.

E va beh. Così è andata.

Ora vorrei far correre la mia mente in direzione totalmente diversa.

Non cambierò la mia posizione.

Cambierò semplicemente prospettiva.

Ho già scritto che, secondo me, la definizione di partito, almeno in Italia, discende direttamente dalla Costituzione che recita

«Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale»

(Costituzione della Repubblica Italiana, art. 49)

I partiti, di conseguenza sono lo strumento per la tutela di un diritto importantissimo di tutti i cittadini che è quello di concorrere con metodo democratici a concorrere alla politica nazionale.

In altre parole, i partiti, definiti nella nostra costituzione sono lo strumento per la concretizzazione dei ben più importanti articoli 1 e 3.

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

(Costituzione della Repubblica Italiana, art. 1)

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

(Costituzione della Repubblica Italiana, art. 3)

Ora… io mi ritengo una persona abbastanza tollerante nei riguardi delle idee diverse dalle mie… però mi rifiuto di prendere alla leggera il mancato rispetto di questa carta che, come disse Calamndrei, è stata scritta con il sangue versato dai giovani italiani immolatisi nell’arco di un secolo (1848-1047) nel tentativo di dare un futuro migliore ai loro figli.

Sarà patetico ma io questo credo.

E credo quindi che i partiti non si possano esimere dal garantire a tutti i cittadini la dignità di esercitare la sovranità popolare nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Ed ora le domande scomode.

E se i cittadini sono disonesti?

E se i cittadini sono ignoranti?

E se, più semplicemente, i cittadini sono stupidi?

La nostra Costituzione non prevede cittadini di serie B e la cosa, a me, fa un sacco piacere.

In tutti questi casi, i partiti, se vogliono essere tali, devono garantire almeno uno spiraglio ed una possibilità di emancipazione o di redenzione.

Un vero Partito non deve espellere.

Un vero Partito non deve poter espellere.

Chiunque deve sapere che, a determinate condizioni, gli verrà fornita una seconda possibilità.

Allo stesso tempo, devono essere tutelati anche i cittadini onesti, preparati ed intelligenti nella coscienza del fatto che quel buon funzionamento della cosa pubblica può essere garantito unicamente con il concorso di questi ultimi.

E’ quindi necessaria la realizzazione di un equilibrio complesso.

Ed ora veniamo al Movimento 5 Stelle.

Parlo di questo potenziale Partito perché gli altri protagonisti della vita politica italiana non possono essere definiti Partiti in quanto hanno totalmente fallito (o non hanno mai voluto raggiungere) gli obiettivi dati loro dalla Costituzione.

Sia il PD±L, sia la Lega, sia SEL, sia Monti sembrano concepiti apposta per impedire ai cittadini l’accesso alle istituzioni e, di conseguenza, dovrebbero essere più giustamente definte semplici associazioni e non Partiti.

Il M5S è l’unica entità politica che ha ancora la possibilità… beh… quantomeno di provarci… ad essere un Partito.

Però ne deve essere cosciente e deve rendersi conto del fatto che, se vuole ricoprire questa funzione, allora non può esimersi da darsi alcuni limiti e da prendere determinate iniziative.

Al contrario, se non la vuole ricoprire, allora è uguale agli altri non-partiti e ne condivide l’inevitabile destino.

E quali sono questi limiti?

Presto detto, non può permettersi di escludere nessuno.

Deve accogliere e non può escludere.

Se Silvio Berlusconi chiedesse di registrarsi al sito… beh… dovrebbero permettergli la registrazione.

Ed a quel punto, e qui arrivano le iniziative, deve mettere in campo opportuni strumenti che impediscano a Berlusconi di usare i suoi soldi, le sue reti, e le sue connivenze per “valere più di uno”.

Non dico che sia facile.

Dico che è necessario.

E sono anche cosciente di star chiedendo agli attivisti del M5S una elaborazione complessa e, per certi versi, dolorosa.

Sto chiedendo loro di evolvere e rinunciare a quel diritto all’odio che, da elemento propulsore nel momento in cui urlavano VAFFANCULO in giro per le piazze, sta diventando un limite che ci incatena e riduce il Movimento 5 Stelle ad un semplice fenomeno di costume.

L’alternativa, però, è molto allettante.

Potremmo diventare qualcosa di completamente nuovo.

Potremmo diventare il compimento di quella Costituzione che ha tracciato una linea nel cielo.

E, seguendo quella linea, la civiltà umana potrebbe entrare in un nuovo capitolo dei libri di storia.

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