Comunicazione tra eletti ed elettori. Ecco come il Movimento 5 Stelle potrà scardinare il patetico tentativo di marginalizzarlo e distruggerlo

di Guido Mastrobuono

Gay Pride Torino.

Ieri, ad un incontro del Movimento 5 Stelle, ho partecipato ad un interessante tavolo di discussione circa le modalità di comunicazione tra eletti ed elettori.

Mentre stavamo discutendo, un attivista di un altro tavolo é venuto a proporci di interrompere il nostro lavoro in quanto, secondo lui, ci stavamo sovrapponendo al tavolo che parlava genericamente di comunicazione.

Si sbagliava.

E di brutto.

Voler ridurre la comunicazione con gli eletti ad un problema di «comunicazione» é come voler ridurre la navigazione ad un problema di galleggiamento.

La comunicazione con gli eletti é un tema politico.

Dire chi può parlare con gli eletti, cosa può dire loro, cosa può chiedere loro e cosa può pretendere da loro, conduce inesorabilmente alla definizione del partito o del movimento di cui si sta parlando.

Anzi, dirò di più.

Se fosse vero che l’ambito della politica si limitasse alle sole attività degli organi elettivi e dell’amministrazione pubblica: la definizione del rapporto con gli eletti sarebbe la definizione del Movimento 5 Stelle.

Per esempio, ciò é vero per il PD ed il PDL.

Per entrambe le facce del partito unico (dell’euro) i cittadini stanno agli eletti come gli spettatori di uno spettacolo gratuito stanno al pagliaccio sul palco.

Il risultato é che, semplicemente, se una grande quantità di spettatori ridono alle battute del pagliaccio, é probabile che il mecenate di turno lo scritturi per il prossimo spettacolo.

Come alcuni di voi avranno capito, il «mecenate di turno» é quella classe sociale che in altri articoli, é stata definita «Aristocrazia Finanziaria».

Per fortuna, la «politica» del M5S é qualcosa di ben più vasto della semplice costituzione del terminale elettorale di una lobby di potere.

Il Movimento sta cercando di abbozzare un’attività di coinvolgimento, formazione politica, informazione ed organizzazione per tutti i cittadini che desiderino partecipare alla cosa pubblica senza asservirsi al Partito Unico.

Si tratta di una attività non organica… é vero… però si tratta dell’unica attività in questo senso messa in campo da un partito italiano.

In ogni caso, ora, il M5S ha anche eletti… e pure tanti… ed il fatto che non ha ancora pensato a come interagire con essi é probabilmente la ragione della crisi che esso sta vivendo in questo giorni.

Abbiamo un paio di centinaia di ragazzi che devono interagire quotidianamente con torme di loschi figuri terrorizzati dalla loro presenza che, per quel motivo, fanno di tutto per mobbizzarli, diffamarli, minacciarli e blandirli.

Questi ragazzi, coraggiosamente, tentano di tenere botta.

Contro di loro, pesa il fatto che non è stato ancora definito a chi o a cosa devono fare riferimento.

Ho sentito di consiglieri regionali che lamentano il fatto di aver postato sul forum le problematiche in via di approvazione e di essere stati ignorati da quel popolo sovrano che non sa nemmeno quali siano le loro mansioni.

A quel punto, i ragazzi in Parlamento applicano il regolamento fornito loro da Casaleggio e deliberano le decisioni di volta in volta.

Però un regolamento non è né una strategia né una tattica: in altre parole un regolamento dice come fare le cose ma non può dire cosa fare (tattica) né perché (strategia).

Nel frattempo, i cittadini di cui loro dovrebbero portare la voce ignorano la loro attività, i partiti si organizzano per neutralizzarli mentre i nostri eletti non dispongono ancora degli strumenti per raggiungere, senza venire massacrati, risultati anche solo parziali.

Per giustizia, va detto che i ragazzi in parlamento sono quanto meno riusciti a mettere in imbarazzo i vecchi parlamentari mostrandone le miserie comportamentali e contrapponendo ad essere la solerzia eroica di chi é abituato al lavoro precario.

D’altro canto, da quel che vedo io, nessuno ha definito, e quindi detto loro, cosa stanno a fare a Montecitorio e Palazzo Madama.

Spero con tutto il cuore che, prima possibile, qualcuno di loro si decida a prendere una reale iniziativa nei confronti del Movimento.

In altre parole, é necessario che qualcuno di loro appuri che, se non adeguatamente stimolata, la base non é in grado di dare loro alcun input.

Successivamente, si dovranno rendere conto che, costituendo una opposizione marginalizzata (come lo fu il MSI negli anni settanta), non verrà mai permesso loro di partecipare alla stesura di leggi (peraltro non più definite in parlamento) ed incomincino ad organizzarsi per una sana attività di denuncia, protesta e testimonianza dell’esistenza di possibili alternative.

Con quello che vedono nelle stanze del potere, i nostri ragazzi hanno tanto cose da dire.

Devono però trovare il modo e gli strumenti per dirlo.

Ed il più importante degli strumenti è l’essere umano.

In altre parole, devono creare uno staff che si dedichi alla divulgazione delle nefandezze operate dalle forze di maggioranza e (finta) opposizione.

Arriverei persino a dire che una buona metà degli attivisti del M5S romano dovrebbe dedicarsi esclusivamente a questo scopo (lasciando agli altri l’onere di fare politica sul territorio).

Alcuni di questi attivisti dovrebbero scrivere resoconti e cronache giornalieri.

Altri dovrebbero produrre analisi capaci di trasformare l’informazione in conoscenza.

Altri ancora dovrebbero lavorare alla diffusione di questa conoscenza per mezzo di tutti i mezzi che l’informatica mette loro a disposizione.

Altri, infine, dovrebbero lanciarsi in una colossale opera di formazione che permetta ai cittadini di comprendere le implicazioni di quanto sta venendo detto loro.

Praticamente, sto proponendo la creazione di un nuovo milione di posti di lavoro.

Naturalmente nessuno di essi potrebbe essere retribuito.

Ma volete mettere la soddisfazione di demolire il Partito Unico mettendo a nudo e svergognando inesorabilmente ognuno dei suoi servi?

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