Napolitano, il Corsera, e la violenza verbale

di Guido Mastrobuono

Titolo Corsera

Sulla base di quanto riportato dal Corriere della Sera nell’articolo intitolato Napolitano: «Fermare violenza anche solo verbale, può portare all’eversione» si legge che:

Le parole, secondo Napolitano, sono oggi pericolose come lo sono state in passato. «Il ricordo del sacrificio delle vittime del terrorismo ci ha dato un’occasione, quella di imparare mole cose, dobbiamo imparare a farlo», aggiunge tagliente, «Ad esempio che la violenza va combattuta, fermata, scongiurata prima che si tramuti in eversione. Non possiamo essere tranquilli di fronte a certe esternazioni, anche solo sul piano verbale».

Non ritengo che il presidente abbia detto quanto il Corriere della Sera (e cioè il Blog della Aristocrazia Finanziaria) ha implicato subdolamente con il titolo in prima pagina che si modifica provvidamente una volta cliccato sull’articolo.

Il dato di fatto è che è iniziato il fuoco di fila mediatico per la riduzione della libertà di parola.

Faccio mestamente notare che, per finalizzare quanto questi signori si prefiggono, dovranno andare a “ritoccare” un paio di articoli della Costituzione che oramai si considera vigente unicamente per gentile concessione di Frau Merkel e Herr Draghi.

Gli articoli sono sostanzialmente due.

Il primo è l’Art. 21..

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’Autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’Autorità giudiziaria.

Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

Il secondo è l’Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Sono sicuro che, quando si cercherà di ritoccare questi fastidiosi articoli, si utilizzeranno solamente parole calme e pacate.

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