La vita umana. Un tema enorme, centrale ed assoluto. Lasciarlo in mano alla destra è un sintomo di una mortale perdita di ideali, identità e capacità di continuare a sognare.

2013-05-12 10.43.46
ci sono bimbi che non han futuro perché magari qualcuno ha deciso ci sono bimbi che non nasceranno e se ne vanno dritti in paradiso perché da noi non c’è posto per loro o solamente non erano attesi ci sono bimbi che non nasceranno perché gli uomini si sono arresi (Jovanotti – Io No)
Questa mattina ho marciato per la vita. L’appuntamento era per le nove ma io e mia moglie abbiamo deciso di tirare un pugno alla sveglia e, di conseguenza, non ci siamo presentati sotto il Colosseo prima delle 10. Come supponevo, il corteo non era ancora partito. Quello che non sapevo era il fatto che, a causa del mio dolce poltrire mi ero perso il discorso-marchetta del sempre ottimo sindaco Alemanno. Se l’avessi saputo, probabilmente, avrei dormito un quarto d’ora in più o, persino, avrei evitato di andare alla manifestazione. E ciò dimostra che l’ignoranza non è sempre cosa negativa: siamo arrivati che tutti i parassiti politici se ne erano andati contando sulla presenza di giornalisti amici e compiacenti capaci di modificare la realtà a piacimento del potente di turno. Il Corriere della Sera ha avuto il coraggio di scrivere
In testa al corteo, dietro lo striscione con su scritto «Marcia nazionale per la Vita» anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.
Ho cercato Gianni Alemanno nelle foto trovate in rete. Ho trovato solo una foto nella quale appare, simile ad una sagoma di cartone, tra due ragazze dietro la lettera N della parola Nazionale. aborto_roma_aborto_1 A parte il fatto che la foto in questione sembra veramente un fotomontaggio, dalle foto successive si nota come l’ottimo sindaco abbia abbandonato la marcia nel tratto di via dei Fori Imperiali che va dal Colosseo al tempio di Venere (lunghezza stimata 50 m). Ed infatti, nella foro che segue, del sindaco nemmeno l’ombra. marcia-per-la-vita Chissà! Forse gli facevano male i piedi. Forse, ottenuta la sua passerella elettorale, egli non riteneva il tema sufficientemente interessante da meritare due ore del suo prezioso tempo. O forse non lo avevano avvertito che avremmo trovato il Papa ad accoglierci poco prima di piazza San Pietro. Di certo io non l’ho visto e, grazie a ciò, la mia giornata è stata migliore. Il problema è che non ho visto nemmeno un rappresentante della sinistra italiana. E non sto solo parlando dei nobiluomini impegnati a “fare spogliatoio” in una abbazia a cinque stelle, parlo di una parte del popolo della sinistra che dovrebbe essere almeno dubbiosa circa i temi in gioco. Quando frequentavo SEL dovevo sorbirmi le prediche delle pasionarie che declamavano la bellezza del diritto all’aborto. Personalmente non sono aprioristicamente contrario alla legge 194 come molti dei partecipanti al corteo di oggi. In ogni caso, sentire parlare di diritto all’aborto, mi ingenera un immediato attacco di orticaria. Il termine diritto dovrebbe essere riservate alle cose belle e nobilitanti. Diritto alla gioia. Diritto al lavoro. Diritto alla dimora. Diritto alla dignità. Non riesco a tollerare nemmeno lessicalmente espressioni come “diritto alla disperazione”, “diritto alla malattia”, “diritto alla discriminazione” ed, appunto “diritto all’aborto”. Mi auguro che chi dichiara che l’aborto è un diritto non abbia idea della profondità delle ferite lasciate dagli aborti nell’animo delle madri. Per non parlare dei bambini. Tra il 1978 ed il 2007 è stata impedita chirurgicamente la nascita di 4.872.307 cittadini. Se non ho sbagliato i conti, lo Stato italiano ammazza un bambino ogni 3 minuti. Ed a coloro che mi vengono a dire che si tratta unicamente di grumi di cellule mi viene da rispondere che si tratta della stessa giustificazione usata dal dott. Mengele quando usava, come cavie umane, gli sventurati ospiti del campo di Aushwitz. Personalmente, non sono in grado di concepire il diritto all’aborto. Posso concepire il diritto alla pietà, alla comprensione e persino all’amore da riservarsi a quelle ragazze disperate che sono costrette ad un atto del genere. Posso concepire il diritto, per ogni cittadina, di non sentirsi in grado di crescere un figlio. La parte della 194 che trova il mio appoggio riguarda quindi il sostegno alle madri ed il diritto di dare il figlio in adozione quando non si senta di affrontare le responsabilità di crescere un bambino senza, per questo, subire qualsivoglia forma di discriminazione. I deboli devono essere tutelati e curati dallo Stato e chi c’è di più debole ed allo stesso tempo prezioso di una concittadina abbandonata con un bimbo nel ventre. Personalmente io arriverei ad approvare un Stato che pagasse denaro sonante ad ogni madre che gli ceda suo figlio se ciò permettesse di salvare anche uno solo dei nostri piccoli concittadini altrimenti condannati a morte. Quello che non riesco a tollerare è una sinistra che non riesca nemmeno ad intavolare una discussione. Cari amici di sinistra, possibile che per voi sia tutto così chiaro? Siete illuminati dalla sapienza di qualche dio generoso che vi permette di stabilire l’istante preciso in cui una vita entra in un corpo? Non ritenete che la tutela dei deboli sia un onere dello stato? O forse, come temo, temete di mettere in discussione i risultati di un referendum che è stato elevato, insieme al referendum sul divorzio, a simbolo delle vittorie della sinistra nel nostro paese? Lasciatemi dire che se, nel vostro cuore, la sinistra è rappresentata da due cose come l’aborto ed il divorzio è proprio vero che, in Italia, il primo aborto è stato quello dell’ideale della sinistra stessa. Nel mio cuore, essere di sinistra significa credere che nessuno deve essere lasciato indietro, che lo Stato sia al servizio dei cittadini che lo compongono, e che si naviga o si va affondi tutti assieme. Per questo motivo, spero che la sinistra italiana risorga dalle sue ceneri come un’araba fenice e riesca a scuotere dalle fondamenta questo sistema malato. E, se deciderà di farlo, la tutela della vita sarà il cuore di tutti i temi che dovranno essere affrontati. Articolo visualizzato: 948 volte.

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