La sovranità appartiene alle banche, che la esercitano infischiandosene della Costituzione. Considerazioni e proposte di reazione difficilmente reperibili sui giornali italiani.

di Guido Mastrobuono

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La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Negli ultimi tempi, avete per caso sentito qualche politico (5 stelle esclusi) parlare di sovranità?

Io no.

E non mi stupisco.

E suppongo che anche i tacchini, nelle loro discussioni da cortile, preferiscano evitare di parlare di cottura al forno.

Leggo oggi sul blog della finanza (http://www.corriere.it/) che i complici dell’asse PD-PDL, scocciati dalla sentenza di incostituzionalità del cosiddetto Porcellum, stanno pensando ad una «Accordo su riforma minimalista».

In altre parole, stanno cercando un sistema di modificare la legge solo quel tanto che basta per disinnescare l’eventualità di un’abrogazione senza intaccarne il carico di iniquità politica e sociale (considerato evidentemente necessario ad escludere i cittadini dalle reali leve del potere).

Ma cosa è la sovranità?

Se siete studiosi di diritto

La sovranità è l’espressione della somma dei poteri di governo (legislativo, esecutivo e giudiziario), riconosciuta ad un soggetto di diritto pubblico internazionale (es. Stato) che può essere una persona od un organo collegiale. Le modalità in cui questa somma di poteri è organizzata e ripartita è detta forma di governo.

(wikipedia santa subito)

Se, come me, siete cittadini qualsiasi, mantenete una famiglia, e vivete del vostro lavoro, la sovranità è la garanzia del fatto che tutte le azioni dello Stato saranno finalizzare alla tutela di voi ed dei vostri cari, garantendo i vostri diritti fondamentali, i vostri valori, la vostra dignità e la vostra integrità.

Notate che la garanzia della vostra possibilità di “comandare” è relativamente meno importante ma, in generale, se si vuole rimanere sovrani non ci si può permettere di abbandonare a lungo le leve del potere.

In Italia la sovranità appartiene al popolo?

No.

Senza giri di parole.

Probabilmente, ha smesso di appartenere al popolo dalla fondazione della Seconda Repubblica.

Certamente, da quando si parla di “far quadrare i conti”, il popolo non conta di più di quanto non contino le mucche nei recinti prospicienti ai mattatoi.

Ve lo dimostro subito.

Si sente dire spesso che l’enorme debito pubblico è dovuto al fatto che, negli ultimi vent’anni, siamo vissuti al di sopra delle nostre “possibilità”.

Questa affermazione all’inizio mi disorienta e, dopo un po’, attiva quel prurito dietro la nuca e sul dorso delle mani che contraddistingue le situazioni in cui qualche furbetto cerca di aggirarmi e, per sua sfortuna, non è abbastanza bravo da farlo.

Personalmente, ho sempre speso i miei soldi con accortezza ed, allo stesso tempo, non mi pare che lo stato abbia erogato i servizi con particolare munificenza.

Studiando un po’ di economia, ho scoperto che in genere NON è lecito dire che lo Stato ha gli stessi limiti di una famiglia e non può quindi “vivere al di sopra delle proprie possibilità”.

Solo in un caso questa affermazione (che rimane comunque falsa) diviene qantomeno verosimile: nel caso in cui lo stato decida di rinunciare alla sua facoltà di emettere quella merce “neutra” che si chiama “denaro” e, di conseguenza, si costringa a finanziarsi sui “mercati”.

Si dice “mercati” ma, volendo farvi capire forse dovrei dire “banche” o, meglio, Aristocrazia Finanziaria.

Vi faccio presente che io posso rinunciare di iniziare le passeggiate con il piede sinistro.

Conseguentemente, all’inizio, dovrò concentrarmi ed impegnarmi per iniziare le passeggiate sempre col piede destro.

Dopo un po’ mi verrà naturale iniziare le passeggiate sempre con quel piede e così farò sempre.

Non ci sarà però mai nulla che mi impedirà, nel mio primo passo, di stendere la gamba sinistra e violare, con un passo, la regola che mi sono dato.

Dato che non tutti gli stati la percorrono, è evidente che la scelta di finanziarsi sui “mercati” non è un obbligo.

Essa è invece una scelta politica che, di fatto, beneficia col pagamento dei crescenti interessi, il sistema bancario (dato che questo è normalmente il “prestatore” operante e organizzato che dispone dei relativi capitali per tale tipo di operazioni).

Se si vuole capire chi è il sovrano, diviene quindi importante farsi un’idea circa l’opportunità di effettuare questo regalo ad una particolare componente della società italiana.

Normalmente, il debito dello Stato, o meglio il suo indebitamento annuale, è determinato dalle minori entrate rispetto alle maggiori spese nello stesso periodo.

Gli stati, normalmente, hanno il potere di stamparsi la moneta necessaria a coprire tale debito.

E’ vero che questa stampa ha controindicazioni quando la moneta disponibile sul mercato delle merci normalmente utilizzata dalla componente sovrana della sua popolazione (ovvero il cosiddetto paniere) supera di gran lunga la merce disponibile nelle mani degli utilizzatori di quelle stesse merci.

In quel caso, costoro saranno disposti a pagare una cifra maggiore per unità di merce acquistata e si avrà inflazione (cioè perdita di potere d’acquisto per unità di valuta).

Facciamo alcune considerazioni.

L’inflazione fa sì che i soldi che avete in tasca perdano di valore ma, se voi siete come me, il vostro capitale non sarà tanto costituito da un materasso pieno di banconote quanto da ciò che avete nel vostro cervello, dalla forza delle vostre mani, dalle persone che vi vogliono bene e dalla vostra voglia di lavorare.

Come voi, il 99 % degli altri cittadini italiani.

E diversi da voi? Beh… strozzini, finanzieri e banchieri: quell’1% della popolazione composto da coloro che chiamo usualmente “Aristocrazia Finanziaria”.

Seconda considerazione: cosa vuol dire inflazione?

Vuol dire che, sui mercati, la merce comprata dalla gente normale trova più acquirenti disposti a spendere.

Più acquirenti come voi… più acquirenti…. come voi… cioè voi…

STIAMO DICENDO CHE C’E’ INFLAZIONE QUANDO VOI AVETE PIU’ SOLDI IN TASCA!!!!

Non so voi, ma a me l’idea di avere più soldi in tasca non terrorizza per nulla.

Questa possibilità terrorizza invece l’aristocrazia finanziaria che dal debito privato guadagna tanti bei soldini dai quali, essendo ragazzi ad alto mantenimento, hanno una certa difficoltà a rinunciare.

Un’altra conseguenza della stampa di moneta potrebbe essere la svalutazione e cioè un deprezzamento della nostra moneta rispetto alle altre.

Ciò comporta che diventa più costoso comprare i beni all’estero e più conveniente comprarli in Italia.

Questa eventualità è dannosa per gli stati che non hanno un adeguato apparato produttivo in quanto non trovano il modo di comprare all’estero i beni che non possono produrre.

In Italia abbiamo un apparato enorme ed inutilizzato dal fatto che la moneta forte rende più conveniente comprare i beni in Cina e Germania.

Quindi di cosa stiamo parlando?

STIAMO DICENDO CHE, SE C’E’ SVALUTAZIONE CI SARANNO MOLTI PIU’ POSTI DI LAVORO!!!!

Invece, i nostri governanti hanno optato per l’abbandono della sovranità monetaria e, decidendo di consentire all’Aristocrazia Finanziaria i prestargli la moneta invece di stamparsela, di fatto ha premiato i componenti di quella classe sociale attribuendo loro interessi corrispettivi che potrebbe trovarsi, se lo volesse, a non pagare mai, ma che rispondono, appunto, ad una sua visione politica, cioè a come decide di redistribuire la ricchezza nazionale in un determinato momento storico.

Considerato ciò, voi per caso ritenete che quel 99% della popolazione sia ancora sovrana?

Io no e, nel momento in cui mi rendo conto che il popolo non è più sovrano non mi stupisco più quando vedo chiudere scuole ed ospedali, quando vedo stendere ponti d’oro alle società del gaming che distruggono molte vite (non sovrane) estraendo poca ricchezza (da donare ai sovrani), quando vedo dilapidare enormi ricchezze dello stato regalandole a privati che, puta caso, appartengono tutti alla stessa classe sociale.

Soprattutto non mi stupisco quando cercano di allontanare il popolo dalle leve del potere.

Veniamo ora alle possibili soluzioni.

Il termine democrazia deriva dal greco δῆμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, ed etimologicamente significa potere al popolo.
Il termini oligarchia deriva dal greco oligoi (ὀλίγοι): pochi e -árchìs (ἄρχειν), da árchein, “governare, comandare”.

Perché non si parla di demoarchia?

Perché i greci sapevano bene che il popolo, per poter tutelare la propria sovranità, il potere se lo doveva conquistare e lo doveva tenere.

D’altro canto, quando il popolo si vuole realmente prendere il potere, se lo prende.

Ciò è tanto più vero ora che l’aristocrazia finanziaria non controlla più i mezzi di produzione e controlla invece enormi quantità di denaro.

Se il popolo apre gli occhi e decide di riprendersi la sovranità, semplicemente se la prende.

Il problema è che, quando se la prende, parecchia gente finisce per farsi male.

Si tratta in genere di poliziotti e lavoratori costretti a ferirsi a vicenda fino a quando non si rendono conto di stare dalla stessa parte.

Personalmente sono convinto che questa è stata la considerazione che ha mosso Beppe Grillo nel momento in cui ha deciso di dare vita al Movimento 5 Stelle.

Non lo saprò mai: dato che non ho la facoltà di leggere i suoi pensieri.

Di fatto, volendo sintetizzare il pensiero politico di Grillo che è stato concretizzato nella linea politica del M5S, mi viene da scrivere la seguente osservazione:

IN ITALIA IL POPOLO NON E’ PIU’ SOVRANO MA, SE VUOLE, SI PUO’ RIPRENDERE LA SUA SOVRANITA’

NOI VOGLIAMO CHE SI RIPRENDA LA SUA SOVRANITA’

E, PER FARLO, LO CONVINCEREMO A RIPRENDERSELA!

Se la scommessa rappresentata dal Movimento 5 Stelle verrà vinta, il Popolo si riprenderà la sua sovranità in maniera civile ed incruenta, se fallirà, se la riprenderà uguale, ma parecchia gente si farà del male.

Per questo, io ho tutta l’intenzione di aiutarlo nel suo intento.

Voi che farete?

 

 

P.S.

Su suggerimento di Lalla e di Sergio (nel post Ecco che cosa vuole da noi (e perchè) il deputato irpino Carlo Sibilia.) propongo la visione dell’ottimo intervento del cittadino Sibilia che usa il parlamento per parlare, discutere e per dire le cose (ma guarda un po’ che bizzarri ‘sti grillini!)

http://www.youtube.com/watch?v=kxFbcopXNQU

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La vostra opinione mi interessa ed i vostri commenti mi danno al forza di scrivere: Lasciate un segno del vostro passaggio!