In via di preparazione un nuovo decreto strangola Italia. Unica difficoltà: la ricerca di un nome opportuno. La festa dei lavoratori è indubbiamente passata.

Lavoro, Letta: «Serve meno rigidità»

E dal presidente francese spiega: «L’Imu ormai è superata: la sospenderemo per poterla ridiscutere in Parlamento»

PARIGI – «Le limitazioni dei contratti a termine possono generare problemi». Per questo motivo la legge Fornero, «scritta bene per le fasi di sviluppo economico, ha alcuni punti che in recessione non vanno bene», dunque può essere rivista. In conclusione: «Serve meno rigidità».

LA RIFORMA DEL LAVORO – Enrico Letta apre alla modifica della riforma del mercato del lavoro. Lo dice all’Eliseo, accanto ad Francois Hollande, al termine di un incontro con il presidente francese che definisce «soddisfacente al 100%». È la conferma delle indiscrezioni dei giorni scorsi e delle dichiarazioni di alcuni ministri.

Dal Corriere della Sera on line – http://www.corriere.it/politica/13_maggio_01/letta-incontra-hollande-eliseo_e52b902a-b270-11e2-876c-e00ef3e168b7.shtml

Per un po’ mi ero illuso pensando che, per ragioni di ordine pubblico, il nuovo governo Letta avrebbe avuto qualche remora nella demolizione dello stato sociale.

Gli illusi hanno un destino unico ed inesorabile: quello di essere delusi.

A volte, però, quantomeno, non accade così presto.

Il giovane Bildenberg-Letta non si perde in chiacchiere e va subito al sodo.

Come si vede dallo stralcio di articolo sopra riportato, mentre Berlusconi ci distrae con la querelle dell’IMU, Letta mira al raggiungimento immediato dei suoi obiettivi tra i quali spicca la precarizzazione del mondo del lavoro.

Si presenta dal presidente francese e gli chiede

- Posso precarizzare totalmente il mondo del lavoro in Italia?

ed il presidente francese risponde cortesemente

- Faccia pure!

E’ un po come se io andassi dal mio vicino di casa e gli chiedessi:

- Posso regalarti il 20 % dei soldi di mia cognata (implicando che ne regalerò il 60 % a comuni amici)?

Il mio vicino di casa mi risponde

- Fai pure!

Sulla cognata, in effetti, il vicino di casa aveva fatto una serie di pensierini interessanti che diverranno molto più praticabili a valle di un crollo dell’80% del conto in banca della sventurata.

Fatto ciò, io mi presento dalla cognata (cioè dal Popolo Italiano) dicendo che anche il vicino di casa è d’accordo con l’alienazione del 60 % del suo patrimonio ai comuni amici (cioè all’aristocrazia Finanziaria).

Se la cognata non mi cava gli occhi con le unghie, il gioco è fatto.

Il presidente Hollande sa benissimo che la precarizzazione dei posti di lavoro in Italia avrà una serie di effetti che, quantomeno sul breve periodo, favoriranno il suo paese.

E poi favoriranno la Germania.

E poi favoriranno l’Europa.

Insomma, favoriranno praticamente tranne il Popolo Italiano.

Per prima cosa, le aziende italiane potranno liberarsi con maggiore facilità dei dipendenti diventando più facilmente “comperabili e liquidabili“ permettendo maggiori guadagni agli speculatori attivi sul mercato azionario.

Come conseguenza, il personale qualificato (a spese dello Stato Italiano) andrà in cerca di condizioni di lavoro più stabili in Francia o Germania portandosi dietro tutto il capitale di competenza che aveva reso l’Italia un concorrente pericoloso.

Anche il personale non qualificato tenderà a cercare lavoro in Francia e Germania alimentando quel substrato di lavoro nero e senza diritti che permette, in un primo tempo, di abbassare i costi del personale senza intaccare i diritti dei cittadini locali.

In realtà, come i cittadini biondi tedeschi hanno scoperto a loro spese, poco dopo, il mercato del lavoro reagisce e deprime le condizioni di lavoro dei cittadini più deboli arrivando inevitabilmente ad una ulteriore erosione del tenore di vita della classe media.

Però la lungimiranza non è una caratteristica di una classe lavoratrice priva, anche in Francia e Germania, di qualsiasi partito che ne tuteli gli interessi.

Noi dobbiamo vigliare o, quantomeno, leggere quello che questi signori dichiarano esplicitamente.

Per esempio dobbiamo leggere ed interpretare le frasi del sig. Saccomanni, Ministro dell’Economia e delle Finanze, riportate sul Sole24Ore.

Saccomanni: siamo in una fase nuova, abbiamo un nuovo governo
«È ovvio che siamo in una fase nuova, ora abbiamo un nuovo governo – spiega infatti Saccomanni -. Le condizioni di incertezza che ha vissuto l’economia italiana negli ultimi mesi oggi sono superate». L’importante, avverte l’ex direttore generale di Bankitalia, è proseguire «con fermezza sulla strada delle riforme strutturali, che sono già state iniziate. Riforme che hanno un effetto di sostegno alla crescita. Un effetto sostanziale». In particolare, spiega ancora Saccomanni, «con la crescita si riduce l’onere del debito. Bisogna rafforzare la produttività. Bisogna rafforzare la produttività e la competitività dell’economia italiana». «Il governo – aggiunge – intende proseguire in una strategia orientata alla crescita, coniugando le politiche europee di stabilità con azioni decise per la ripresa dell’attività e dell’occupazione».
Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/hw9jI

Estraiamo le frasi chiave da questo intervento.

È ovvio che siamo in una fase nuova, ora abbiamo un nuovo governo
E’ ovvio? Non abbiamo un nuovo governo ogni volta che abbiamo un nuovo governo?

Cosa distingue questo governo dai governi precedentemente insediati?

Le condizioni di incertezza che ha vissuto l’economia italiana negli ultimi mesi oggi sono superate.
A me questa spiegazione suona un po’ un tentativo di la dimostrazione di un teorema basata sull’assunzione aprioristica del teorema stesso.

Ed, a me, continua a non parermi ovvio per niente.

L’importante, avverte l’ex direttore generale di Bankitalia, è proseguire «con fermezza sulla strada delle riforme strutturali, che sono già state iniziate. Riforme che hanno un effetto di sostegno alla crescita. Un effetto sostanziale».
L’importante novità consiste quindi nel continuare a fare quello che ha fatto il governo precedente.

con la crescita si riduce l’onere del debito.
E come disse Max Catalano, il trombettista che lavorava con Arbore: “meglio una moglie bella e ricca di una povera e brutta”.
In realtà, la frase alla Catalano ha lo scopo di inserire un elemento di ovvietà che si accoppi all’”È ovvio” iniziale convincendo il lettore della non necessità di prestare attenzione.

Bisogna rafforzare la produttività. Bisogna rafforzare la produttività e la competitività dell’economia italiana.
E qui arriviamo al punto.

Mi permetto di lanciare un piccolo allarme.

Saccomanni sta dicendo che vuole licenziare gente!!!!

Usa un eufemismo: dice che bisogna aumentare la produttività.

Bella parola…  produttività… fa pensare ad un tipo intelligente che crea ricchezza senza stancarsi e che quindi batte tutti i rozzi avversari.

Non è così.

Beccatevi la definizione di produttività.

Notate quello che noto io?

Si parla di guadagnare senza far lavorare la gente.

E quindi si parla di esternalizzare, e cioè comprare in Cina, impacchettare e rivendere.

I prezzi scendono e, finché i compratori non si accorgono della fregatura che stanno ricevendo, si guadagna molto… almeno finché i cinesi non si mettono a vendere lo steso prodotto per conto proprio.

Questo distrugge l’apparato produttivo ma permette, sul breve termine, di fare alti profitti dilapidando il proprio capitale di credibilità e competenza.

Si tratta di un’ottima situazione per gli speculatori che possono dividersi grandi dividendi per poi spostarsi su nuovi mercati meno devastati da queste sagge politiche.

Il governo – aggiunge – intende proseguire in una strategia orientata alla crescita, coniugando le politiche europee di stabilità con azioni decise per la ripresa dell’attività e dell’occupazione
E come volevasi dimostrare… il governo Letta vuole fare precisamente le stesse cose del governo Monti, con grande felicità dell’aristocrazia finanziaria che l’ha voluto al potere.

Ora la domanda è: ci riuscirà?

Per rispondere “no”, dobbiamo supporre un impegno serrato di tutti noi per fare girare la voce su quanto sta succedendo.

Oltre a ciò, è necessario che il Movimento 5 Stelle riesca a portare in piazza i lavoratori rendendo di fatto impossibili le politiche che il Gruppo Bildenberg ha deciso di riservare a questa sventurata Repubblica Italiana.

Un caso contrario, l’iniva difficoltà è trovare un nome per il decreto ora che “SALVA-Italia”, “CRESCI-Italia” e “FORZA-Italia” sono slogan purtroppo già spesi.

Buon due maggio a tutti.

La festa dei lavoratori è indubbiamente passata.

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