Immigrati, ius soli, e democrazia. Forse la Kyenge e Grillo sono d’accordo ma a noi non è dato saperlo.

di Guido Mastrobuono

... sulla rotta dell'America eravamo gli africani...

Interessante la questione dello ius soli.

Interessante e, come tutte le questioni che si aprono in questi giorni, decisamente inquietante.

Ma partiamo dalla prima notizia.

Kyenge, subito ddl su cittadinanza

05 Maggio 2013 18:00

(ANSA) – ROMA – Il ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge rilancia sulla cittadinanza: ddl sullo ius soli nelle prossime settimane. E come testimonial dello ius soli non vedrebbe male Mario Balotelli. Kyenge ha ribadito che il reato di immigrazione clandestina va abolito e ha detto che i Cie andrebbero usati solo per “le persone pericolose o i criminali”. Levata di scudi del Pdl: Schifani invita a non esagerare e a evitare “proclami solitari” e Bernini definisce “fuori luogo” le parole del ministro.

Non posso che essere contento che il ministro per l’integrazione inizi a lavorare per l’integrazione ma, immediatamente, mi salta agli occhi che si parla di un “ddl”.

Che è un ddl?

Perché deve essere fatto subito?

Così? Cotto e mangiato?

Non appena scoperto cosa era un ddl mi sono reso conto che, ora mai, sono irrimediabilmente prevenuto nei confronti dei componenti del governo italiano: un ddl è un progetto di legge di iniziativa governativa.

Tanto per cambiare ero stato fuorviato dal titolo (del Corriere) che comunicava urgenza con la parola “subito”: l’iniziativa era tutt’altro che frettolosa ed avrebbe richiesto tutto il tempo necessario ad un disegno che vuole diventare un’opera fatta e finita (specialmente quando la metà degli operai si adopereranno a sabotarne la costruzione).

Il secondo elemento di confusione è il significato di “ius soli”.

Lo ius soli è un’espressione giuridica di origine latina che indica l’acquisizione della cittadinanza per il fatto di nascere nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla cittadinanza posseduta dai genitori.

Si contrappone allo ius sanguinis, che indica invece l’acquisizione della cittadinanza per il fatto della nascita da un genitore in possesso della stessa cittadinanza.

(thank you wikipedia)

Quindi, probabilmente, si sta parlando di dare la cittadinanza per il semplice fatto di essere nati su suolo italiano.

A priori, sembra una cosa bella.

In realtà, personalmente, non ho la minima idea delle implicazioni questa scelta e mi piacerebbe saperne di più.

Inoltre, ammesso e non concesso che il ministro Kyenge voglia realmente spingere nella direzione dichiarata, è molto difficile che riesca ad ottenere qualche risultato prima della dipartita del governo di cui fa parte.

L’immigrazione è infatti un argomento che, sui giornali, viene sistematicamente descritta dal punto di vista umano e sociale mentre vengono saggiamente taciute le implicazioni economiche.

Cercherò di semplificare al massimo il concetto.

Ipotizziamo che  un fiume impetuoso divide in due territorio.

Si tratterebbe sicuramente di un grosso problema per la gran parte della popolazione ad eccezione di una minoranza molto intraprendente costituita da

  • i costruttori di ponti,
  • i traghettatori,
  • i commercianti,
  • e coloro che contano di speculare sulle inimicizie tra gli abitanti delle due diverse sponde del fiume.

E’ inevitabile infatti che, se non possono raggiungersi, gli abitanti della sponda di destra incominceranno a guardare con sospetto quelli della sponda di sinistra.

Se poi una delle due sponde viene colpita da una carestia, ecco che i profitti per i traghettatori possono salire alle stelle.

Oro sonante per portare grano da una parte. Oro sonante per portare disperati dall’altra.

Dal lato povero del “fiume” esseri umani a basso costo sono disposti a fare qualunque cosa pur di garantirsi la sopravvivenza e, di conseguenza, si crea una forza lavoro quasi gratuita e disposta a fare qualunque cosa.

Esseri umani diventano un enorme gregge di pecore pronte per essere tosate, se ci si sente buoni, e macellate, quando si vuole guadagnare meglio.

E’ incredibile quanto un fiume impetuoso possa essere un affare per coloro che ritengono che il suo prossimo non sia altro che un prodotto da consumare e vendere!

E questo è il motivo per cui, in un mondo che si definisce così tanto globalizzato, si sta facendo di tutto per innalzare barriere il più  invalicabili possibile: le rendite che si possono creare, per per il semplice fatto che si controllano le falle nella barriera stessa, diventano tanto più grandi quanto più è difficile superare la barriera.

Ci gode lo Stato che può vessare i malcapitati con balzelli ed angherie.

Ci gode la mafia che si garantisce soldi, schiavi e manodopera.

Ci godono gli imprenditori parassiti che, invece di migliorare la produzione, desiderano guadagnare sfruttando i loro lavoratori.

Ci godono i razzisti che possono focalizzare l’odio dei loro sostenitori.

Ci godono gli anti-razzisti di professione che hanno la possibilità di deplorare l’odio dei razzisti.

Insomma ci godono tutti i sostenitori dell’attuale governo tranne la povera Cecile che sarà triturata nel tritacarne politico o, più probabilmente, fatturerà politicamente la stilatura del disegno e dimenticherà saggiamente di controllare l’avanzamento dei lavori parlamentari che ne dovrebbero seguire.

Poi si presenta Grillo che pubblica un post intitolato “ius soli” in cui scrive quanto riportato più sotto.

In Europa non è presente, se non con alcune eccezioni estremamente regolamentate, lo ius soli. Dalle dichiarazioni della sinistra che la trionferà (ma sempre a spese degli italiani) non è chiaro quali siano le condizioni che permetterebbero a chi nasce in Italia di diventare ipso facto cittadino italiano. Lo ius soli se si è nati in Italia da genitori stranieri e si risiede ininterrottamente fino a 18 anni è già un fatto acquisito. Chi vuole al compimento del 18simo anno di età può decidere di diventare cittadino italiano. Questa regola può naturalmente essere cambiata, ma solo attraverso un referendum nel quale si spiegano gli effetti di uno ius soli dalla nascita. Una decisione che può cambiare nel tempo la geografia del Paese non può essere lasciata a un gruppetto di parlamentari e di politici in campagna elettorale permanente. Inoltre, ancor prima del referendum, lo ius soli dovrebbe essere materia di discussione e di concertazione con gli Stati della UE. Chi entra in Italia, infatti, entra in Europa.

Il comico fa notare ai suoi lettori sostanzialmente tre cose.

Per prima cosa fa notare che, prima di oggi, erano in pochissimi a sapere cosa fosse lo ius soli.

Poi fa notare che è difficile capire, a priori, cosa è meglio sia per i cittadini italiano che per gli immigrati stessi.

Infine, fa notare che scelte così importanti dovrebbero essere fatte coinvolgendo, o almeno informando, l’intera cittadinanza in modo da garantire che i pro ed i contro siano adeguatamente chiari a tutti quanti.

Immediata levata di scudi della falsa opposizione di SEL e degli altri professionisti dell’antirazzismo che, tra le altre cose, ha il vantaggio coprire pudicamente le esternazioni dei galantuomini del PDL.

Grillo è contrario alle modifiche proposte dalla Kyenge?

Io non lo so.

Secondo me, non lo può sapere nemmeno lui in quanto non credo che la Kyenge abbia già definito i termini della sua proposta.

Quello che Grillo sa è che una sana discussione democratica non è mai un danno per il paese.

E’ invece un danno per coloro che vogliono che tutte le decisioni vengano prese all’interno di circoli ristretti ed oscuri lasciando alla “politica” l’unico onere di ratificare le decisioni prese e fare proclami di carattere pubblicitario.

A suffragio di questa impressione leggiamo quanto è stato denunciato da Giuseppe Civati che nel suo blog ha praticamente scritto che i direttivi del PD non sanciscono più nulla e si limitano ad individuare le voci che, in quanto dissenzienti con le decisioni prese, dovranno essere espulse dal partito che, con un ostinato sprezzo del ridicolo, si ostina a definirsi “democratico”.

Per questo motivo ci saranno fortissime apposizioni alla nostra comprensione della compatibilità tra il pensiero di Grillo (incentrato sulla Sovranità Popolare) ed i progetto della Kyenge che spero siano incentrati sull’Integrazione e sulla Giustizia Sociale.

E la ragione è una sola.

Non vogliono farci scoprire che questi due pensieri sono complementari e perfettamente coerenti.

Non per niente Grillo è stato l’unico che, in campagna elettorale, ha avuto il coraggio di dire che “nessuno sarebbe stato lasciato indietro”.

Articolo visualizzato: 896 volte.

 

La vostra opinione mi interessa ed i vostri commenti mi danno al forza di scrivere: Lasciate un segno del vostro passaggio!