Ecco perchè dobbiamo combattere perchè l’IMU debba essere tolta subito e forse persino restituita. (Un’altra dimostrazione del fatto che il PD ed il PDL sono lo stesso partito)

di Guido Mastrobuono

l'importante è avere le idee chiare (?)

Il grande partito unico finge di essere doppio e, nella surrealtà che ne deriva, veniamo privati dei più elementari punti di riferimento.

Siamo costretti a vivere in un grande gioco di specchi nel quale la sinistra si trova a destra, la destra si trova a sinistra e poi riappare a destra.

Rimbalzando di specchio in specchio, il grasso diviene magro ed il lungo diviene basso.

Alla fine si arriva persino a credere che, in fondo, non ci sia mai stata nessuna differenza.

E, nel momento in cui si arriva a dire, di questi tempi, parlare di sinistra e di destra non ha più senso, si è arrivati precisamente dove volevano portarci.

Voi lo percepite il paradosso?

Dicono che un’evoluzione temporale ha causato un collasso dello spazio politico dagli infiniti tratti di un linea (che vanno dalle idee di sinistra alle idee di destra) alla lunghezza nulla nulla di un punto (che va dalle idee del PDL alle idee del PD).

E dicono che la colpa è del tempo!

Stiamo parlando di un capolavoro dadaista che, proiettato nella nostra vita, la trasforma prima in commedia e poi, inevitabilmente, in una triste tragedia.

Di cosa sto parlando? (domanda lecita in questo delirio geometrico)

Diciamo che parlo dell’IMU: la tassa sugli immobili imposta da Monti sulle prime case.

Mi sono reso conto che l’IMU è uno strumento per una politica di estrema destra che ci è stata fatta apparire come una leva per una nuova giustizia sociale (e cioè una misura di sinistra).

Ed, a questa IMU, il PDL, cioè la faccia destra del nostro punto politico, ha proposto una reazione di sinistra mentre il PD, che è la faccia sinistra, ha proposto una reazione che appare più ragionevole, e quindi moderata, ma è basata su convinzioni che sono di estrema destra.

Il risultato, pienamente voluto, è che la gente va in giro a dire che la destra e la sinistra non esistono.

E’ come dire che

La guerra è pace.
La libertà è schiavitù.
L’ignoranza è forza.

e questo ci riporta al

Sapere e non sapere; credere fermamente di dire verità sacrosante mentre si pronunciavano le menzogne più artefatte; ritenere contemporaneamente valide due opinioni che si annullano a vicenda; sapendole contraddittorie fra di loro e tuttavia credendo in entrambe, fare uso della logica contro la logica; rinnegare la morale propria nell’atto di rivendicarla; credere che la democrazia sia impossibile e nello stesso tempo vedere nel Partito l’unico suo garante; dimenticare tutto ciò che era necessario dimenticare ma, all’occorrenza, essere pronti a richiamarlo alla memoria, per poi eventualmente dimenticarlo di nuovo. Sopratutto, saper applicare il medesimo procedimento al procedimento stesso. Era questa, la sottigliezza estrema: essere pienamente consapevoli nell’indurre l’inconsapevolezza e diventare poi inconsapevoli della pratica ipnotica che avevate appena posto in atto. Anche la sola comprensione della parola “bipensiero” ne implicava l’utilizzazione.

La verità è che la storia si è fermata al 1994, dopo è solo propaganda. (Ed Orwell aveva sbagliato di soli 10 anni).

Ma torniamo all’IMU.

Quale è la sorgente del primo disorientamento?

Beh, il fatto che ce l’hanno presentata come una patrimoniale.

All’inizio mi era parsa buona cosa: mi ero illuso che avessero deciso di smettere di tassare il lavoro e si fossero decisi a tassare le ricchezze imboscate dai soliti furbi.

Vi faccio notare da subito come il senso di colpa indotto (dai media) mi aveva portato ad accettare il peso di una sanzione ingiusta a me comminata (in quanto io, pur possedendo un appartamento, non ho mai evaso nulla) nella convinzione che essa avrebbe colpito persone della cui esistenza non sono nemmeno sicuro come non sono sicuro che esse meritino, in qualunque modo, il mio astio.

Vi faccio inoltre notare come avevo clamorosamente sbagliato la catena causa-conseguenza supponendo che le ricchezze, tolte ai proprietari di immobili, sarebbero state consegnate ai lavoratori (che avevano subito il governo Monti) piuttosto che alla Arstocrazia Finanziaria che, invece, lo aveva imposto al paese.

E vi faccio infine notare che la prima casa non è realmente un patrimonio.

In economia il patrimonio è definito come la ricchezza, espressa in termini monetari, a disposizione di un soggetto in un determinato istante.

(wikipedia santa subito!)

Il particolare dirimente sta tutto nella qualifica “a disposizione“.

Se fossi un miliardario o un immobiliarista, ognuna delle mie molteplici case sarebbe “patrimonio” ma, dato che sono un impiegato, e la casa mi serve a non morire di pioggia, botte o freddo mentre dormo su di un marciapiede, la mia casa non è a mia “disposizione”.

E’ come la mia salute: se ce l’ho ce l’ho. Se non ce l’ho muoio.

Ecco che la tassazione della prima casa, invece di essere uno strumento di giustizia sociale, è uno strumento che mette a rischio i diritti fondamentali di una popolazione convinta da Berlusconi ad investire tutti i suoi averi nell’acquisto di un bene usato poi da Monti per avvitare i più poveri e sprovveduti nella spirale del debito.

Inoltre, il doppio passo costituito dalla revisione delle rendite catastali e dalla tassazione della prima casa costituisce una manovra spudoratamente a favore delle classi finanziariamente più forti che sono messe in condizione di espellere gli altri cittadini dalle aree delle città che decidono di occupare.

Tenete conto che l’Aristocrazia Finanziaria, per sua natura, non ha alcun problema a reperire denaro.

Nel momento in cui l’IMU è entrata in vigore, essa è andata a colpire soprattutto le famiglie a basso reddito le quali abitavano in case di loro proprietà site in aree di pregio.

Queste famiglie esistono in quanto, per far digerire la privatizzazione delle case popolari site anche in queste aree, hanno venduto le case stessa agli inquilini che vi abitavano.

Il passo successivo era dettato dalla necessità di cacciare di casa questi “padroni poveri”.

Molto semplice! Basta imporre su quelle case un’imposta che questi poveracci non si possano permettere.

I padroncini verranno strangolati per i primi anni e poi saranno costretti a vendere (ricavando i prezzi stracciati di coloro che sono costretti a vendere).

Espulsi i poveri, le case di pregio saranno ancora più di pregio e la rivalutazione degli immobili garantisce un guadagno (riservato a coloro che hanno resistito all’aggressione fiscale) assai superiore alla momentanea perdita.

Si aggiunga inoltre che, per le case più di lusso, l’IMU risulta più basso persino dell’ICI e, di conseguenza, i signori proprietari (che su quelle case pagavano anche sulla prima casa) aggiungeranno utile su utile: meno tasse e maggiore rivalutazione.

E si noti anche che l’IMU non era necessario!

Il fatto che l’intero gettito dell’IMU sia stato graziosamente donato al Monte dei Paschi di Siena dimostra che l’IMU non è una tassa creata per tanto necessità di cassa quanto per l’impatto sociale che essa avrebbe generato.

Se fosse stata necessaria, nel momento in cui la banca toscana si è appellata alla generosità statale, i soldi non sarebbero stati disponibili ed invece i soldi erano lì, in cassa, pronti per essere spesi.

Ma che fortuna!

Ma parliamo di politica: il PDL ed il PD, che avevano votato l’IMU sei mesi fa si trovano improvvisamente in disaccordo con sé stessi e fanno due proposte.

Il PDL urla la sua volontà di rimuovere l’IMU da tutte le case mentre il PD propone di togliere l’IMU dalle case contraddistinte da un minor reddito catastale dicendo che una rimozione totale non permetterebbe di far “tornare i conti”.

Ecco che la faccia destra del punto politico al potere (cioè il PDL) fa una proposta sostanzialmente di sinistra (contraria agli interessi dell’Aristocrazia Finanziaria), la faccia sinistra (cioè il PD) sostiene che la proposta del PDL è “populista” e propone, al contrario, una manovra che renda più efficiente l’espulsione dei poveri.

Infatti, dopo la cura PD, i poveri staranno benissimo nei quartieri dormitorio (senza IMU) dove li vogliono segregare.

Il capolavoro di questo “bipensiero” è dato dalla motivazione proposta dal PD e cioè dalla necessità di far quadrare i conti.

Cosa vuol dire “far quadrare i conti”?

Semplice! Vuol dire garantire all’Aristocrazia Finanziaria un costante e sicuro guadagno dai fondi prestati a strozzo allo Stato.

Lette queste parole, è possibile che alcuni di voi siano ancora più convinti del fatto che destra e sinistra non esistono.

Non è vero, e voglio dedicare la conclusione di questo articolo a rimettere le cose a posto.

Partiamo dalla definizione di destra e sinistra.

In una comunità, le forze di destra ritengano che il progresso economico, politico, sociale e culturale, da ottenere sia quello delle elites e cioè della quota parte di popolazione più forte ed avvantaggiata.

Queste forze considerano il resto della popolazione come una sorta di parco buoi i cui unico scopo è quello di fornire risorse e sangue fresco alle aristocrazie.

Le forze di sinistra ritengono invece che il progresso vada misurato considerando sia l’intera popolazione  che la quota parte più svantaggiata.

In altre parole, per la sinistra si ha progresso quando si migliora da vita dei più deboli e degli ultimi.

Non so da dove ho preso questa definizione: l’ho trovata nella mia testa.

Posso dirvi comunque che questa definizione, a differenza dalle definizioni storiche, economiche o estetiche in voga in questi giorni, non porta mai ai dire che “la destra e la sinistra non esistono più” né che  ”la guerra è pace” né che “l’ignoranza è forza”.

A questa definizione aggiungiamo l’assunto che chi fa politiche di destra è “di destra” e chi fa politiche di sinistra è “di sinistra” e guardiamo cosa succede.

Il PDL è un partito di destra che sta al potere per un’apparente incapacità del PD di vincere le elezioni.

Quando il PDL non ha abbastanza forza da proporre politiche troppo sfavorevoli alla gente improvvisamente la palla passa al PD che, grazie ad un battage pubblicitario efficace ed un minore esposizione al governo, riesce ad apparire come un partito di sinistra e gode di maggiore benevolenza.

Quando il PD entra nel governo deve agire con decisione, prima che la gente cambi idea, e propone una shock therapy feroce basata su misure di estrema destra (che vanno dalla legalizzazione del lavoro precario, all’abolizione dell’articolo 18 all’IMU).

Se si guardano i fatti si ottiene quindi una visione maggiormente coerente.

Nel mondo della propaganda il PD è un partito di sinistra ed il PDL è un partito di destra.

Nel mondo reale il PD ed il PDL sono due correnti dello stesso partito perfettamente coordinate: il PDL è un partito di centro destra mentre il PD è un partito di estrema destra.

In questa ottica, tutte i paradossi scompaiono e si capisce che dobbiamo liberarci sia dell’IMU che dell’associazione a delinquere che, negli ultimi vent’anni anni,  ha monopolizzato il governo e contribuito alla svendita delle nostre vite.

 

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