Ecco cosa è successo a Roma dopo una tornata elettorale lunga un anno intero.

rivoluzione in mostra

Ho incrociato una collega in corridoio. Mi ha detto :”guarda avanti!”.

Questa è la stesso consiglio che dovrebbe essere dato al Movimento 5 Stelle.

Guarda Avanti!

Ma, per farlo, devi guardare anche indietro.

Abbiamo appena assistito ad una tornata elettorale che ha visto il M5S attestarsi tra il 12 ed il 13% e molti di noi che, come me, avevano intravisto la possibilità di dare una spallata al sistema , sono rimasti delusi.

Un’altra occasione persa.

Oggi, che il cervello ricomincia a funzionare, mi dico “forse” e mi rispondo “forse, probabilmente, no!”.

una lunga tornata elettorale

Non so dirvi precisamente quando è iniziata questa tornata elettorale.

Forse è corretto dire che queste elezioni sono iniziate il 28 ottobre 2012 quando la pace del Parlamento della Regione Sicilia è stato disturbato da 15 guastatori capitanati da Giancarlo Cancellieri.

Forse, è persino corretto dire che tutto è iniziato a Parma, nel maggio 2012… più di un anno fa.

In quel tempo, i servi della finanza internazionale hanno iniziato a perdere qualche colpo.

Prima, infatti, la situazione era idilliaca (per loro of corse).

La formula originale prevedeva una DC che governava il paese ininterrottamente per 40 anni ma, in ogni caso, la presenza di un Partito Comunista all’opposizione impediva di fare troppi regali ai ricchi.

Per questo motivo è stato concepito un partito di governo diviso in due correnti apparentemente in conflitto: una si chiama PD ed una PDL.

Garantendo un’alternanza tra sé stesso e sé stesso, il partito unico ha permesso un controllo ventennale della nazione, di tutte le regioni, di tutte le provincie, e di tutti i comuni.

A Parma, il M5S ruppe il giochino aprendo per i precedenti amministratori, le porte delle patrie galere.

Soprattutto, a Parma, i clienti del partito unico hanno scoperto che gli affari non erano più assicurati ed il sistema ha iniziato a vacillare.

Le clientele sono un elemento fondamentale per il partito unico PD±L in quanto, proprio a seguito della sua unicità, ha avuto la possibilità di garantire che l’erogazione di favori (a spese dello Stato Italiano) sarebbe stata costante.

una minaccia fuori dal contesto

Ecco che dopo Parma è apparsa una “minaccia fuori dal contesto”.

Per darvi un’idea di cosa sia una “minaccia fuori dal contesto” vi suggerisco di pensare agli Aztechi.

Gli Aztechi erano perfettamente in grado di controllare un impero fino a ché non è apparsa una “minaccia fuori dal contesto” costituita dai conquistadores spagnoli di Cortés.

La fine della storia la conoscete tutti.

E la conoscono anche i signori dirigenti del partito unico PD±L che hanno comprensibilmente deciso di reagire.

allontanare la gente dalle urne

La strategia messa in atto sembra incentrata sul tentativo di allontanare la gente dalle urne.

In altre parole, si è deciso di dare il via ad una campagna mediatica mirata a schifare l’elettorato, deprimerlo, impaurirlo, ed a spingerlo, in tutti i modi a non votare.

Per fare ciò è stata fondamentale tanto la vistosa bruttezza umana e morale di uomini come Fiorito, Lusi o Belsito, quanto i report della Gabanelli e c., quanto gli articoli sugli scontrini dei “grillini”.

In altre parole, gli articoli, le interviste ed vari i siparietti televisivi non sono più serviti tanto produrre fascinazione quanto a farci schifare persone che apparivano disponibili a situazioni sempre più vergognose.

Il messaggio sottinteso era che tutti gli uomini sono tutti uguali e quindi il voto non serviva a nulla.

E quando dico tutti gli uomini intendo tutti.

Se tutti sono corrotti, nessuna alternativa alla casta sarà mai possibile.

E quindi che si vota a fare?

il peso delle clientele

Tutta questa operazione era giustificata dalla convinzione che, diminuendo la percentuale dei votanti, l’impatto dei voti sicuri e delle clientele sarebbe aumentato proporzionalmente alla riduzione del bacino elettorale.

Non bisogna dare alle clientele un significato morale: bisogna analizzarle in termini sociologici.

Alcune imprese ed associazioni devono la loro sopravvivenza a questo o quel politico.

Non lo fanno per scelta.

Lo fanno per costrizione.

Infatti il sistema messo in piedi dai politici costringe la gente a presentarsi con il cappello in mano per avere ciò che, normalmente, spetterebbe di diritto.

E questo qualcosa serve per continuare a vivere.

E, in queste condizioni di affluenza, se le clientele valgono il 15 % degli aventi diritto al voto, se si riesce a dissuadere dal voto il 50 % dei cittadini, il peso di quei voti raddoppia raggiungendo il 30 % dei voti validi.

Aggiungiamo che le clientele pesano di più nelle elezioni locali che in quelle nazionali in quanto, in Italia, dopo la devolution, i comuni sono diventati le “stazioni appaltanti” dello Stato.

le debolezze del m5s

Per fortuna, le debolezze del Movimento 5 Stelle sono state molto sovrastimate ma, in ogni caso, alcune criticità sono state correttamente identificate.

La comunicazione del movimento risultava eccessivamente concentrata su Beppe Grillo: riuscendo a rendere Beppe Grillo antipatico agli elettori si sarebbero potute tagliare le gambe a tutti i militanti.

Hanno notato che il messaggio politico del movimento è basato su temi nazionali, è difficile da comunicare (specialmente se confrontata ai messaggi basici “Paura del Caimano” e “Paura di Tasse e Comunisti” lanciati dal Partito Unico), ed non è in molti casi compreso appieno dagli stessi militanti abituati per più di un ventennio a “votare contro”.

La comunicazine a 5 stelle è inoltre eccessivamente concentrata sul Blog di Beppe Grillo che, essendo un unico sito, non permette di raggiungere agevolmente le sezioni “locali”.

La politica senza soldi del movimento si basa sull’apporto volontario dei militanti: la separazione in due tornate elettorali avrebbe spossato lepoche forze del movimento.

Dato che i partiti del PD±L si basano su fornitori di servizi a pagamento, hanno potuto reclutare nuova forza lavoro semplicemente aprendo il portafoglio.

Soprattutto, si sono basati sul fatto che il movimento è giovane e poco propenso al gioco sporco.

 cosa fare adesso

Nonostante gli inviti alla corruzione ed alla violenza che la renderebbero uguali alle altre forze politiche, il Movimento 5 Stelle deve tenere duro e rimanere una forza giovane e poco propensa al gioco sporco fino a trasformarsi in una forza onesta e matura.

I militanti del M5S dovranno elaborare la situazione e rendersi conto che in tutte le tornate elettorali passate c’è stato un risultato che deve essere analizzato, compreso ed analizzato allo scopo di fare tesoro dei successi e degli errori.

Questa analisi dovrà per forza generare una crescita ed maturazione del movimento che lo renderà più adatto ad espletare il difficile compito che si è dato.

 e cosa NON fare

E’ anche fondamentale che il movimento capisca cosa NON deve fare.

Il movimento non deve deprimersi e, soprattutto, non deve diventare giudicante.

E’ troppo facile dire che gli italiani non sono maturi.

E’ troppo facile ed è anche ingiusto.

Intanto, se fossero “maturi”, il movimento non avrebbe ragione di esistere.

Inoltre, quello di non aver analizzato e compreso un aspetto della società italiana come le clientele non deve essere considerato una colpa della società ma bensì un errore di analisi come se ne fanno tanti.

Quando capita si aprono nuovamente gli occhi, ci si rimboccano le maniche, e si riprende a lavorare.

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