Domande scomode e legacci per comode catene. Eccovi mostrato come si controlla l’informazione in un paese che insiste nel chiamarsi democratico.

di Guido Mastrobuono

Vi propongo un filmato nel quale un giornalista spiega come il sistema di controllo della stampa, attuato negli stati democratici, si basa sulla creazione di un frame di confort.

http://www.youtube.com/watch?v=px0FaA0K35w

In parole povere, si abitua la gente a sentirsi a proprio agio di fronte ad alcuni argomenti o alcune tesi mentre altri argomenti (ed altre tesi) generano un senso di malessere diffuso.

Si tratta della descrizione della confortevole cella nella quale hanno confinato le menti di tutti noi allo scopo di spartirsi sia le nostre cose che i brandelli dei nostri corpi.

Per questo motivo sento il dovere di avvertire tutti voi che leggete:

ATTENZIONE!

VI TROVATE ALL’INTERNO DI UN SITO DI EVASIONE.

MA E’ ANCHE POSSIBILE CHE QUELLO CHE TROVERETE FUORI POSSA NON PIACERVI!

Essere schiavi è infatti più facile che essere liberi.

Gli schiavi vivono poco. E’ vero.

Però, vivono quel poco senza inattese preoccupazioni.

Questa è la convinzione di coloro che  non vorrebbero mai uscire dal frame di confort riducendosi ad internati e kapò di un lager dal quale nessun prigioniero è più in grado di fuggire nemmeno col pensiero.

Soprattutto con il pensiero.

E quando un temporaneo sprizzo di lucidità spinge un carcerato a guardare oltre la rete, la falciatrice di morte non sarà armata tanto dai mitra dei carcerieri quanto dagli sguardi d’odio degli altri carcerati.

Gli esuli, per loro natura, hanno lasciato il cuore oltre la rete e non possono fare a meno di guardare là, anche a costo di sentire la propria pelle squarciata dagli sguardi più acidi e astiosi.

 

Articolo visualizzato: 922 volte.

 

La vostra opinione mi interessa ed i vostri commenti mi danno al forza di scrivere: Lasciate un segno del vostro passaggio!