Prima lettera ad un giovane diavolo in somministrazione

picchiateci

Mio diletto nipote Malacoda,

dopo che, grazie ai miei buoni uffici perpetrati con il supervisore Mandrocchio, sei finalmente entrato nella lista dei potenziali custodi, diventa fondamentale per la nostra intera famiglia che il tuo livello di istruzione si innalzi il più velocemente possibile.

Solo così, infatti, sara possibile la tua uscita dal mondo interinale e la tua elevazione a custode a tempo indeterminato.

L’invenzione della precarietà è invero una trovata geniale del nostro ufficio “destini futuri” ma, dopo che se ne è decisa l’applicazione anche sul nostro piano, diviene fondamentale che le giovani leve della nostra famiglia si sottraggano ad essa il più velocemente possibile.

Non ti devi preoccupare. Fino a quando permarrà la tua interinalità, i tuoi vecchi zii garantiranno il tuo mantenimento.
Allo stesso tempo tieni ben a mente che, finché non ti garantirai l’esclusiva su un paziente, tu rimarrai a carico di una famiglia della quale, per questo motivo, non potrai dirti membro a pieno titolo.

Ci aspettiamo quindi il tuo massimo impegno e la tua pronta comprensione di una realtà che, seppur creata dal Nemico, è stata talmente modificata dal Nostro Signore che è Laggiù da sembrarne una sua emanazione diretta.

Ti ricordo inoltre la triste fine del tuo omonimo predecessore che, nonostante i miei ripetuti avvertimenti e consigli, ha pagato con la carriera il suo fallimento nella fornitura del paziente passato al Nemico.

Io stesso, dopo la sua patetica dimostrazione di inettitudine, ho subito fastidiose illazioni, circa la correttezza dei miei suggerimenti, e pretestuose accuse di voracità nel momento in cui le risorse dell’inetto sono state suddivise tra gli anziani.

Qualche sciocco ha persino pensato di mettere in discussione il mio ruolo di arcidiavolo di terza classe ma, come potrai ben immaginare, gli impeti dalle giovanile ambizione facilmente si infrangono contro connessioni prodotte in anni di sano networking professionale.

In ogni caso, si sta parlando di più di sessanta anni fa ed, in quei tempi, i nostri tentativi di fomentare violenza, materialità e disperazione erano ancora rozzi e diretti.

Inoltre, il precedente Malacoda operava in Inghilterra mentre tu sarai chiamato ad operare in un’Italia che presenta tutt’altro livello di corruzione sia dei valori che dei costumi.

Come dicevamo, negli ultimi trent’anni i nostri metodi hanno fatto passi da gigante ed i pazienti ora crescono in una società molto più adatta ai nostri scopi.

Questa società, però, non è altro che un meccanismo e, come tutti i meccanismi, più diventa complessa e più diventa difficile da usare (ed il fatto che il nostro capolavoro non abbia portato ad un aumento della percentuale di successo non può che essere spiegato se non con l’imperizia degli operatori).

Per raffinare la selezione, l’interinalità è entrata nel nostro mondo.

Gli incapaci, come peraltro meritano, rimarranno intrappolati nello scomodo ruolo delle bestie da soma mentre i più furbi riusciranno a prevalere.

La selezione naturale farà naturalmente emergere i tentatori più efficaci ed il nostro geniale sistema riuscirà, alla fine, a dare i risultati sperati.

Sono sicuro, diletto nipote, che tu, con il tuo duro lavoro, sarai capace di dimostrare questo nostro assioma e, per questo motivo, mi aspetto che tu, con la tua prossima missiva, sarai in grado di descrivermi in maniera chiara ed esaustiva gli strumenti con i quali la società italiana del nuovo millennio si opponga al degenere sviluppo dei pazienti e la loro consegna al Nemico.

Il tuo diletto zio

Berlicche

Queste lettere sono un tributo di Guido Mastrobuono all’eccelsa opera di Clive S. Lewis.
Allo stesso tempo, l’idea è quella di utilizzare la voce del vecchio diavolo Berlicche per descrivere, attraverso un perverso corso di formazione, la condizione attuale dell’esistenza.

Le lettere di Berlicche (titolo originale The Screwtape Letters), pubblicato a Londra nel 1942 dallo scrittore Clive Staples Lewis, ma originariamente apparso sulle pagine del quotidiano The Guardian, è una racconto in forma epistolare in cui un diavolo anziano, “sua potente Abissale Sublimità il Sottosegretario Berlicche”, istruisce suo nipote Malacoda, un giovane diavolo apprendista tentatore. Noi non vediamo le lettere di Malacoda a Berlicche, ma il loro contenuto può essere dedotto dalle risposte di Berlicche, il quale consiglia Malacoda su come assicurare la dannazione dell’anima di un giovane essere umano a lui assegnato, indicato come il “paziente”, di fronte al Nemico (Dio).

In queste nuove lettere, Berlicche ci riprova con un nuovo giovane diavolo, omonimo del primo sfortunato Malacoda il quale, nel nostro ridente 2013, non riesce nemmeno a farsi assegnare un paziente in quanto, al giorno d’oggi, la precarietà ha varcato persino le soglie dell’inferno.

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