La speranza nel Movimento Cinque Stelle è come una seggiovia.

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La speranza é come una seggiovia: uno ci si aggrappa e, se riesce a rimanerci sopra fino all’arrivo, raggiunge vette molto alte senza trauma alcuno.

Però, proprio come accade con la seggiovia, abbandonare la speranza a metà strada può portare a conseguenze dolorose.

Il voto degli italiani per il Movimento 5 Stelle é stato un atto di speranza basato su alcune promesse specifiche tra le quali

  • il fatto che non si sarebbero mischiati con i politici della precedente generazione,
  • che avrebbero costituito un presidio della cittadinanza nelle istituzioni
  • e che avrebbero contribuito a minare il sistema di propaganda (giornalistica e televisiva) considerato complice, o persino artefice, della poca efficienza della macchina democratica italiana.

Cosa inusuale per la nostra bizzarra democrazia, sembra proprio che i rappresentanti eletti del M5S stiano facendo precisamente quanto detto agli elettori in campagna elettorale.

Come d’altronde sarebbe stato opportuno aspettarsi, i sistemi di potere messi a rischio da questo comportamento stanno reagendo con violenza rabbiosa.

Il primo tentativo è consistito della proposta/pretesa che il Movimento partecipasse al governo.

Si trattava di una polpetta avvelenata la cui assunzione avrebbe permesso di escludere i rappresentanti del Movimento dalla presidenza delle commissioni di controllo che sarebbero andate per intero al PDL.

Inoltre, una improvvida accettazione  avrebbe reso il Movimento ininfluente alla Camera e facilitato enormemente l’opera di convincimento, operata nei confronti dei pochi senatori necessari a garantire, al Senato, quella maggioranza precaria che avrebbe permesso al PD di giustificare, ancora una volta, una politica sfavorevole alle classi lavoratrici.

Il PDL ed i Montiani, sedendo comodamente all’opposizione  avrebbero fornito, per l’usuale surreale senso di responsabilità, il loro appoggio per l’approvazione dei disegni di legge più sfacciatamente favorevoli alle classe finanziario-predatoria di cui l’asse unitario PD, PDL e Montiani sembra essere il fedele referente politico.

Il fallimento di questo tentativo, a rigor di logica, avrebbe dovuto rafforzare la speranza e limitare la quantità di persone desiderose di saltare giù dalla seggiovia.

Purtroppo così non è stato in quanto, la fallimentare tattica politica sta venendo utilizzata, con risultati di gran lunga migliori, come piattaforma di lancio per una feroce campagna propagandistica basata sui più raffinati artifici di natura neuro linguistica.

In fondo, era abbastanza facile prevedere che i politici, le cui capacità erano state atrofizzate dall’inattività democratica che ha reso possibile il governo Monti, si sarebbero dimostrati meno efficienti dell’apparato mediatico mistificatorio che era stato invece alacremente utilizzato, proprio negli ultimi tempi, per dare una parvenza democratica allo stesso governo.

Inoltre, i giornalisti asserviti al sistema PD-PDL rischiano di essere le prime vittime del crollo del sistema stesso e della fine del sistema delle sovvenzioni all’editoria.

Ecco quindi spiegata la campagna mediatica mirata a cortocircuitare le testa degli sventurati che ne accettano i messaggi implicitamente allegati.

MESSAGGIO 1 – Non accettando la polpetta avvelenata del PD, il M5S avrebbe tradito le aspettative di fantomatici elettori che avrebbero votato M5S nella certezza che, un secondo dopo l’insediamento, avrebbero agito in maniera diametralmente opposta agli impegni presi in campagna elettorali.

MESSAGGIO 2 – Questa assenza di pensiero cinico é un chiaro sintomo di inesperienza politica e, di conseguenza, questi inetti del M5S non saranno mai in grado di navigare l’inquinato mare della politica italiana.

MESSAGGIO 3 – Dato che l’onestà non è contemplata nel DNA italiano, gli eletti del M5S non possono che esse destinati a ribellarsi a questa innaturale imposizione di un comico squilibrato che gli impedisce azioni non etiche le quali, tra l’altro, costituirebbero la fine della loro carriera politica.

Si omettono alcune cose.

In questo momento, l’abbandono dei gruppi parlamentari del M5S é un suicidio politico.
Dato che, come pensava chiunque ha votato il M5S, per ogni deputato e senatore pentastellato un politico della vecchia cricca é stato espulso dal parlamento, PD e PDL non hanno infatti più tanti posti da donare ai giuda degli altri partiti senza sacrificare qualche capo bastone interno.
I traditori pentastellati finirebbero probabilmente per garantirsi la fine di Favia che, nonostante il più totale e subdolo asservimento, é stato condannato dal voto degli italiani ad un meritato oblio.

Oltre a ciò, i partiti che, come logico, si stanno dissolvendo sono proprio il PD ed il PDL.

Il primo è oramai diviso tra due leader che si stanno apertamente scannando.

Il secondo è oramai invece privo di alcun senso di esistere a parte il suo leader che si ostina in un accanimento terapeutico quando il suo scioglimento sarebbe un’atto di pietà tanto per il partito quanto per tutti gli altri cittadini.

A questo punto, ci si potrebbe anche aspettare una scultorea stabilità dell’elettorato del Movimento 5 Stelle ma, se si parla con la gente, così non avviene.

Le considerazioni logiche appena presentate sono infatti molto poco efficaci quando gli strumenti di controllo e comunicazione di massa fanno riferimento più alla pancia che alla testa dei loro ascoltatori e, per questo motivo, non c’è tesi troppo surreale da non poter essere comunicata.

Ecco quindi che alcuni concittadini che non hanno avuto la saggezza di sottrarsi alla propaganda (semplicemente non ascoltandola) incominciano a presentare sintomi di sconforto.

Noi, nel nostro piccolo, vi ricorderemo (ogni volta che ci sarà possibile) che le dieci strategie spiegate da Noam Chomsky sono le seguenti:

  1. La strategia della distrazione.
  2. Creare problemi e poi offrire le soluzioni.
  3. La strategia della gradualità.
  4. La strategia del differire.
  5. Rivolgersi al pubblico come ai bambini.
  6. Usare l’aspetto emotivo molto più del ragionamento.
  7. Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
  8. Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
  9. Rafforzare l’autocolpevolezza.
  10. Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano.

Oltre a ciò vi faremo sapere che, in questo particolare, vi stanno sottoponendo alle strategie n° 1, 2, 6, 8 e 9 ricordandovi però (fino alla nausea) che i sistemi per sottrarsi a queste strategie sono:

  1. Conoscerle;
  2. Sapere che esse sono molto poco efficaci se applicate alla parola scritta e per trasmettere messaggi lunghi e complessi (e quindi prediligere internet ed i libri);
  3. Rifiutarsi di ascoltare chi le applica (e quindi non guardare i programmi di politica in TV)
  4. Farsi una cultura di qualunque tipo.

Detto ciò, rimaniamo tutti coscienti non é possibile impedire a tutti i suicidi di saltare giù dalla seggiovia.

Per quelli spiaccicati a fondovalle potremo fare molto poco.

Ma sono convinto che, in cima alla montagna potremo ritrovarci in tanti e, partendo da là sopra, riusciremo a costruire, tutti assieme, un futuro molto più luminoso di quello preparato per noi dalla cara professoressa Fornero, dai suoi datori di lavoro, e dai suoi complici e soci in affari.

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