Cari compagni piddini, NON bruciate la vostra tessera!

di Guido Mastrobuono

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In un ristorante vicino alla Camera uno stuolo di manifestanti che sta lasciando piazza Montecitorio dopo l’elezione di Napolitano insulta il deputato del Pd Dario Franceschini al grido di “Buffone!”, “Traditore!”, “Venduto!”. Un giovane avvolto in una bandiera rossa gli urla in romano “’A Franceschì ma li mortacci tua…”. Altri lo filmano e parte un coretto “Che te vada per traverso-Che te vada per traverso!”. Franceschini alla fine esce dal locale e invita alla calma: “C’è gente a tavola, su”.

In una democrazia non ci si può permettere, in alcun modo, di aggredire, nemmeno verbalmente, i rappresentanti di un altro partito.

La loro inviolabilità è infatti condizione necessaria al funzionamento di un sistema nel quale i rappresentanti dei cittadini sono chiamati a proporre e discutere idee necessariamente contrapposte.

Il fatto che i rappresentanti del PD dicano e facciano cose che non piacciono ai sostenitori del Movimento 5 Stelle è quindi una cosa normalissima e non è giusto che vengano ingiuriati per questo motivo da persone che li incontrano per strada.

Quando però detti rappresentanti dicono e fanno cose completamente diverse, o persino opposte, rispetto a quelle per le quali si sono fatti votare, esiste una categoria di cittadini intitolati a rappresentargli le loro giuste rimostranze: si tratta dei militanti dei partiti che li hanno votati.

Ecco quindi che, se la digestione dell’on. Franceschini è stata disturbata da facinorosi rappresentanti del Movimento 5 Stelle, allora si è trattato di una cosa sbagliatissima.

Se invece egli ha avuto la sventura di incontrare persone che si sono scottate le dita friggendo salamelle ai festival dell’Unità, che hanno pagato di tasca loro gli affitti delle sedi di partito, che hanno preso freddo ai tavolini di patetiche primarie e, soprattutto, hanno perdonato imbrogli ed ingoiato bile negli ultimi vent’anni… beh… l’imbarazzo dell’onorevole dovrebbe considerarsi pienamente giustificato come quello di un bambino colto dai fratelli con le mani nel barattolo della nutella.

Ecco quindi che il ruolo dei votanti del PD in questa fase della maturazione democratica della Repubblica Italiana diviene fondamentale.

Voi militanti del PD avete in mano la chiave per il cambiamento di questo paese: solo voi infatti potete rendere poco conveniente, per i vostri eletti, tradire voi ed i vostri figli in cambio di laute prebende e sostanziosi vitalizi.

Cari amici del PD, non bruciate le tessere del vostro partito!

Tenetele!

Sono preziosissime!

Sono il documento che, se debitamente esposto nel momento in cui incontrate un vostro parlamentare vi danno il diritto di dirgli tutto quello che il resto dei vostri concittadini non sono titolati a comunicare.

Passeggiando per Roma, o per la vostra città, vi capiterà di incontrare uno di quelli che, dopo che voi li avete votati, ha sostenuto il governo Monti, ha garantito l’immunità di Berlusconi, non ha mai votato alcuna legge contro conflitto di interessi o che ha sostenuto la supposta inferiorità degli italiani nei confronti dei biondi tedeschi (allo scopo di donare loro i nostri beni, il nostro futuro ed i nostri risparmi).

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A quel punto voi, e solo voi, potrete estrarre la tessera, innalzarla al cielo in modo che tutti la possano vedere.

Quindi penserete all’IMU sulla vostra prima casa usato per pagare le perdite del Monte Paschi.

Subito dopo visualizzerete la cancellazione dell’articolo 18 ed al vostro imbarazzo quando eravate costretti a spiegare ai vostri amici che la possibilità di licenziare serviva a salvaguardare i vostri posti di lavoro.

E ricorderete i nostri caccia che bombardavano le case di cittadini serbi mentre un algido D’Alema cercava di convincerci del fatto che si tratta di bombardamenti difensivi.

A quel punto, avrete tutti i diritti ed i motivi di comunicare serenamente al vostro eletto quello che pensate del suo operato.

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Non si tratta di un’occasione che si possa rischiare di perdere.

Sarebbe la prima volta negli ultimi vent’anni, che il vostro dovere civico vi permetterà persino di togliervi qualche soddisfazione.

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