Sedi vacanti

Dunque, non abbiamo un Papa e non abbiamo un governo, tutti pregano per un conclave rapido e i mercati premono perché si faccia al più presto il governo e per di più le vecchiette della mia parrocchia entrano in panico se la Via Crucis comincia con cinque minuti di ritardo. Decisamente non siamo capaci di sopportare un po’ di precarietà.

Eppure la precarietà dovrebbe essere la nostra condizione abituale, non solo perché siamo italiani e quindi maestri nell’arte di arrangiarci, ma innanzitutto perché Cristiani e quindi consapevoli del fatto di essere precari per definizione, giacché precario è colui che prega.

Come, come? Non ci avevate mai pensato? Eppure è ovvio per chi mastica un po’ di latinorum: la radice linguistica di precario è la stessa di prece, precario è colui che prega e viceversa prega solo chi è precario, o non è forse vero, come dice il Salmo, che “l’uomo nella prosperità non comprende”?

La preghiera ci rende precari, perché ci rende dipendenti da Dio. Ma che bella questa precarietà che diventa un saldo stabilirsi sulla roccia (credere in ebraico si dice “stare in piedi saldo”). Non c’è roccia come il nostro Dio dice il salmo, non c’è certezza che scambierei con questa precarietà e allora il tempo delle sedi vacanti mi sembra un tempo bellissimo, un tempo in cui fare piazza pulita delle certezze false, dei bastoni spezzati, che se ti ci appoggi ti piantano schegge nella mano, e scoprire la tranquillità di colui che confida solo in Dio.

Tutti hanno paura e proprio per questo invece io mi rilasso e sto in pace, ciò che temo di più è la sicurezza, l’eccesso di confidenza, la stabilità scriteriata… Sfortunato quel paese dove nessuno ha timore per il futuro, dove tutti sono tranquilli perché hanno la strada tracciata, dove tutto è governato da una tecnica esatta e infallibile… assai meglio una santa precarietà che si trasformi in preghiera una buona volta e ci aiuti a rimetterci in discussione e confidare nella sola Roccia della nostra vita.

Già perché Geremia ci ammonisce: “maledetto l’uomo che confida nell’uomo” e Gesù rincara: “guai a voi ricchi perché avete già la vostra ricompensa”. Sapevatelo. Vale a dire che chi confida in se stesso sarà abbandonato a se stesso e ai ricchi non resterà altro che la loro ricchezza. Poveretti.

E’ molto bello invece che le sedi da cui governiamo la nostra vita siano lasciate vacanti per un po’, Così forse lasceremo spazio all’Unico davvero titolato per governarci… prendi tu il volante Signore mio e guidami, che io mi faccio un pisolino… quanto è bello essere precari… come un bimbo in braccio a sua madre.

Link originale: http://lafontanadelvillaggio2.wordpress.com/2013/03/03/sedi-vacanti/

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